CORANO: QUEI 100 VERSETTI DI INCITAZIONE ALL’OMICIDIO RELIGIOSO

                                                                                                                                                                                                                                  18 Giugno 2024

LETTERA APERTA AL CLERO ISLAMICO

Dott. Francesco Maggio – Docente e Islamologo

 

Premessa:

DOMENICA 5 MAGGIO L’ATTACCO AD UNA CHIESA EVANGELICA IN PROVINCIA DI MILANO  DA UN COMMANDO DI JIHADISTI, hanno seminato panico e terrore  ai fedeli, terrorizzando donne e bambini e fracassando quello che trovavano a portata di mano, con sassi e pezzi di strada asfaltata condito il tutto dal classico grido ‘allah akbar’ e inveendo con parole di odio contro la religione cristiana – di evidenti contenuti Cristofobici.

https://www.youtube.com/watch?v=Sut9eBL0PsQ VICE PRESIDENTE COREIS  Spiega “I versi dell’odio” nel Corano

ATTENZIONE:A DECINE, I VERSETTI ESPLICITI DI ISTIGAZIONE ALL’OMICIDIO CONTRO NON MUSULMANI (ovunque si trovino).

https://www.youtube.com/watch?v=5_EpYqfxZnw&t=2418s  (Testimonianza oculare Pastore della Chiesa aggredita domenica 5 maggio 2024)

https://mailchi.mp/efb036feedeb/ideaitalia-202406?e=17f765b104(Comunicato Alleanza Evangelica Italiana)

Edizione Speciale sull’accaduto del 5 maggio 2024

È opinione diffusa che l’Islam sia una fede autoritaria, associata a credenze che creano terrore e caos in tutto il mondo. Tuttavia, è essenziale esaminare questa percezione con attenzione e discernimento.

  1. Per l’Islam, politica e religione sono strettamente intrecciate, diversamente da quanto stabilito dalla nostra Costituzione, che sancisce la separazione tra Stato e Chiesa.
  2. L’Islam include un sistema giuridico, la Shari’a, che in alcuni Paesi si è sostituito alla Costituzione, basata sulla democrazia e sulla tolleranza tipiche dell’Occidente.

Il presente documento, ancora in fase di bozza, è proposto allo scopo di promuovere una presa di coscienza e di ottimizzare il dialogo tra le organizzazioni islamiche e le istituzioni italiane. L’obiettivo è di dimostrare concretamente che il concetto di “Islam = religione di pace” possa trovare una reale conferma attraverso il confronto e la collaborazione.

Di conseguenza, partendo da questa premessa, ci si dovrebbe aspettare che, alla luce degli attuali episodi terroristici perpetrati da parte di alcuni criminali nel nome dell’Islam, i fedeli e gli studiosi più autorevoli, nello spirito del detto “Non c’è costrizione nella religione” (Sura 2:256), si impegnino a sostenere il valore della libertà di religione e di espressione della religione, dell’arte,  della letteratura classica italiana, i nostri valori, le nostre tradizioni e, soprattutto, la nostra identità culturale e il nostro credo. A tal fine, è auspicabile che venga convocata una conferenza generale da parte dei:

  • Corpi islamici nazionali
  • Rappresentanti delle comunità musulmane, in qualità di leader a vari livelli come mufti, ulema e imam
  • Responsabili di comunità, capi di ‘madrasse’ islamiche, muezzin, e tutti gli altri rilevanti incarichi, inclusi i liberi pensatori islamici
  • Così come leader dei giovani e delle donne a tutti i livelli delle istituzioni islamiche
  • Tutte le istituzioni politiche governative

Secondo il Dr. Francesco Maggio, rappresentante di O.N.I.C.E., esperto di relazioni religiose con l’Islam, il libro sacro dei musulmani, il Corano, ordina in oltre 60 passaggi di uccidere  (in arabo: قتل pr. qatl) ogni non musulmano (declinati come  infedeli مشركون o kafir كيفير). Questo non significa che tutti i nostri vicini musulmani in Italia siano potenziali assassini, ma solo coloro che mettono in pratica l’ingiunzione ad uccidere in obbedienza al Corano e hanno giurato fedeltà a gruppi come ISIS, Boko Haram, Al-Shabaab, Hamas, ecc.

  1.  Nel Corano si trovano passi in cui viene ordinato esplicitamente di uccidere qualcuno?

Nel Corano, ingiunzioni ad “uccidere”  (in arabo: قتل pr. qatl) si trovano in oltre 60 passaggi espliciti che contengono l’istigazione ad uccidere ogni non musulmano, declinato come “infedele”, a meno che non abbandoni le proprie credenze religiose contrarie alle normative teologiche del Corano.

     

2.  Dunque, le altre religioni rappresentano un nemico per l’Islam?

I cristiani adorano un Dio trinitario. Il Corano considera avversarie tutte le religioni che mettono in pericolo l’idea di Allah, un dio monade. In sede di discussione con gli intellettuali intono al tavolo, presenteremo lo stillicidio dei passaggi che ingiungono ad uccidere e che, dunque,  rimettono in discussione il rispetto delle altre religioni. I cristiani credono nel Dio uno e trino e deve essere accettato tale loro credo.

     3.  Questo non mette in pericolo il culto dell’ Allah unico, monade?

Secondo il Corano, benché non sappiamo da dove realmente abbia avuto origine storica  il Corano, quel che ci viene detto dall’Islam deve essere tutt’ora comprovato storicamente veritiero, (un tema di discussione accademica con le maestranze islamiche), esisterebbe a loro detta,  un Allah, un dio unitario e monade, che, come ci viene detto dagli intellettuali musulmani, nell’ultimo giorno giudicherà la fedeltà degli uomini nei suoi confronti. Pertanto, come emerge dalla lettura del Corano, gli ebrei e i cristiani rappresentano una seria minaccia per l’Islam. Come è risaputo, gli ebrei e i cristiani non credono in Allah né in Maometto suo profeta.

    4.  Il Corano contiene appelli all’uso della forza contro Cristiani ed Ebrei che rifiutano il condizionamento della sottomissione?

Oltre ai 60 passaggi che contengono un esplicito comandamento di uccidere, si aggiungono circa il doppio di versetti che menzionano situazioni di combattimento contro i non musulmani.  Questi descrivono per lo più circostanze legate al periodo in cui i musulmani a Medina furono coinvolti in lotte violente. Ciò è particolarmente vero per le sure di Medina più tarde, quando stava prendendo forma una comunità musulmana. Nelle prime sure di Medina, i riferimenti sono principalmente legati alla storia biblica, con profeti minacciati di morte o combattimenti tra persone, elementi narrativi mitici presenti anche nell’Antico Testamento.  Al Corano si aggiungono, dello stesso tenore, centinaia di passaggi negli Hadith fino nella prima biografia di Maometto di Ibn Ishaq.

   5.  Il Corano ingiunge di battersi per la propria fede?

Nel Corano ci sono due luoghi e due tempi di rivelazione differenti: La Mecca tra il 610 e il 622 e Medina tra il 622 e il 632, dopo l’esilio del Profeta e della sua comunità. Per la comunità a Medina, la conquista della sovranità sulla santa casa di Allah, la Kaaba a La Mecca, rivestiva un’importanza decisiva. Gli sforzi per il recupero della Kaaba sono stati descritti come una “jihad”, una lotta. Coloro che si battevano a questo scopo erano considerati combattenti sulla via di Allah.

La nozione retorica di UNIRSI ALLA LOTTA per Allah è rimasta e costituisce una parte della memoria storica dell’Islam fino ad oggi.

  6.  In tempi recenti come questi…

Il dottor Maggio, guardando agli ultimi recentissimi  episodi eclatanti saliti alla cronaca nazionale, manifesta preoccupazioni sulla completa incompatibilità dell’Islam con i principi della Costituzione italiana, citando il potenziale conflitto tra la Sharia’ah, pur mantenendo un profilo tuttavia non eclatante ma infiltrato in varie forme, contro la laicità dello Stato. Il concetto cristiano di Trinità è considerato blasfemo, una dottrina che il Corano vede come una eresia. Perché non dovremmo ritenerci  offesi? Accusati di: essere sviati (sura 1:17),  declinati come miscredenti ed ebrei declinati come maledetti, scimmie e porci. Questo è il classico “hate speech” in un libro introdotto nel nostro Paese, culla della democrazia. Hanno attaccato Vannacci per molto meno.

L’incitamento del Corano all’odio, anche conosciuto come “hate speech”, è un discorso che promuove odio, discriminazione o violenza contro un gruppo di persone basato su attributi come razza, religione, etnia, sesso, orientamento sessuale, disabilità, ecc. In Italia, l’incitamento all’odio è regolato dalla legge Mancino, art. 604 bis del Codice penale, che punisce chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, oppure istiga a commettere atti di soppressione e assassinio motivato da discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi​ (Wikipedia, l’enciclopedia libera)​​ (Osservatorio Sulle Fonti)​​ (Council of Europe ECRI)​.

Un esempio rilevante dell’influenza nel nostro tessuto nazionale dell’Islam è rappresentato dalle crescenti preoccupazioni riguardo alla presenza casuale della Sharia “inserita a pezzettini” nel nostro contesto legale e sociale. La formazione di enclavi culturali e comunità sempre più spesso in varie città italiane, zone di Milano, Roma…(solo per citare le due più importati città) che adattano varie forme di Sharia in varie località italiane in modo informale, è stata oggetto di dibattito in televisione, a “Dritto e Rovescio”, a  “Fuori dal Coro”, “Quarta Repubblica”, discusse con le rappresentanze islamiche invitate in trasmissione, ecc. in tutta trasparenza da Del Debbio, Giordano e da Porro.

Inoltre, vi sono segnalazioni di casi di arbitrato islamico parallelo che potrebbero introdurre elementi della Sharia in questioni legali familiari e della Donna, integrandoli sottilmente senza tuttavia richiamare l’attenzione pubblica in modo palese. Esempi di ciò includono l’introduzione di festività islamiche nel calendario nazionale, la poligamia divenuta ormai consueta, la presenza di cibo halal nelle scuole, e la questione dei simboli cristiani.

Questo fenomeno evidenzia la necessità di una legge quadro per l’Islam, che al contempo preservi la laicità e i principi valoriali democratici dell’Italia, garantendo la sottomissione alle leggi italiane. La libertà di religione e di espressione deve essere tutelata come diritto inalienabile, ma è fondamentale che le istituzioni islamiche si impegnino a rispettare la laicità dello Stato italiano.

Restiamo in attesa di un incontro  con i professori e studiosi su tutti i livelli del clero islamico.

 

NOTE BIOGRAFICHE SULL’AUTORE
Dr. Francesco Maggio Islamologo, Lecturing & Public Speaking on Islam

– Intervenuto presso la Sala del Senato sul tema dell’Islam in Italia (Novembre 2023)
-Attestato di Scienze Islamiche presso ‘Christian Institute “Trinity Center” di Londra (1993)                                                                                                                   —- Attestato in Filosofie e religioni orientali presso Unitre, Milano (2019)
-Attestato di Lingua araba, Università di Tunisi – 1992-1994
-Attestato di lingua araba presso Unitre, Milano (2020)
-Innumerevoli trattati correlati di apologetica verso l’islam
-Conferenziere presso buona parte del Movimento Evangelico Nazionale con alle spalle oltre 400 conferenze.
-Nel suo ruolo di mediatore interculturale con l’Islam, si fa carico di far conoscere il progetto e l’essenza dell’Islam ideologico, nelle sue sottili e varie forme egemoniche e politiche (Dar el-Harb).
– Ricopre la carica di responsabile presso il tavolo tecnico e teologico.                                                                                                                                                                     – Autore di libri e molti testi didattici a carattere conoscitivi e formativi per gli allievi.                                                                                                                                            – Acclamato Dottore di Divinità Honoris Causa (2021). Studioso  specializzato sull’Islam.

 

Fonti utilizzate. Bibliografia:

Sharia’ah. The Islamic Law – Abdur Rahman I. Doi – Ta-ha publishers   – London

The Concise Encyclopedia of Islam –  Cyril Glassè , Stacey International  – London

Christians and Muslims – Pressures and potential in a post- 9/11 world-Peter G. Riddel. Inter-Varsity Press, 2004, UK

Holy Koran (English – Arabic) by Abdullah Yusuf Ali, Amana Corporation – USA

 

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