Origine

Il termine Islamecom è una locuzione inventata dalle parole Islam /ɪsˈlɑːm/ e comparatio /koŋpɑˈrɑːtsɪo/, termine latino che tra le molteplici accezioni significa anche “paragone”, “comparazione”.

Il progetto vuole mettere a confronto la religione islamica con quella cristiana, mirando a esporre l’autentica natura dottrinale dell’Islam: Da una parte il Corano e il messaggio di Maometto, dall’altra la Bibbia e il messaggio di Gesù.

Perchè Islamecom?

In un’epoca di post-modernismo e relativismo, il progetto nasce prefiggendosi di portare chiarezza nel risolvere le controversie.

E’ un dato di fatto che gli ultimi anni hanno visto aumentare i movimenti, all’interno del mondo evangelico italiano, dove idee liberiste e relativiste sono considerate accettabili e plausibili.

La chiesa ha bisogno di essere formata e di restare vigile per rispondere alla nuova tendenza sincretista, che porta idee che puntano ad indebolire il Vangelo in nome di un presunto dialogo, di una finta tolleranza e di un opinabile amore umano. Una tra queste correnti è proprio diretta a rivedere l’approccio con l’Islam e le sue implicazioni teologiche, sociali e culturali.

Tra i suoi scopi, Islamecom, si propone di trasmettere la formazione per la difesa della fede a tutti i cristiani coinvolti, affinché siano in grado di rapportarsi nella maniera idonea verso la persona islamica.

Islamecom è inoltre un progetto apolitico comunque in grado di interfacciarsi e dialogare, quando possibile, con le Istituzioni e le Autorità Competenti.

Dietro le quinte

Islamecom è un progetto di Italian Ministries.

Avendo registrato lungo l’intero territorio nazionale oltre 300 studenti del fenomeno islamico secondo una prospettiva missiologica cristiana, Francesco Maggio, già fondatore di META Onlus (prima Missione evangelica italiana operante tra le persone di fede islamica) avvia il Progetto Islamecom con una precisa visione di ciò che viene inteso come approccio interculturale. Gli si affianca Riccardo Ricci in qualità di coordinatore nazionale.

Nell’ambito del progetto operano Cristiani Evangelici di provenienza internazionale specializzati in islamistica. Attraverso lo studio del fenomeno islamico, il progetto si propone di trasmetterne una corretta informazione teologica in maniera pacifica e rispettosa nei confronti della persona musulmana.

Il progetto non si colloca nell’ambito di una univoca denominazione evangelica, ma incarna una spirito di collaborazione per l’interesse comune.

In linea principale Islamecom si riferisce al pubblico cristiano. Ad ogni modo anche il pubblico laico in grado di sapersi orientare in questo vasto e composito ambito potrà trovarvi interesse.

Obiettivi

  • Creare network strategici a livello regionale e nazionale
  • Promuovere eventi evangelistici di rilievo
  • Fornire una preparazione apologetica efficace

Qualche cifra di riferimento

Seminari di formazione per i metodi della comunicazione interattiva della bibbia ai musulmani

Partecipanti ai seminari di formazione evangelistica sull’Islam

Pastori e conduttori di chiese formati ad hoc per esigenze specifiche

Braccialetti USB con contenuti evangelistici in arabo e lingue orientali distribuiti a musulmani

Copie del film Jesus in DVD consegnate personalmente a persone di lingua araba

Vangeli e Bibbie e opuscoli ideati per la cultura islamica, distribuiti in collaborazione con varie chiese distribuite sul territorio italiano

Copie dei manuali di formazione distribuite presso le maggiori case editrici nazionali

Dichiarazione di fede

Rapporti interreligiosi

Per quel che riguarda i rapporti interreligiosi, considerando come parte integrante della nostra fede l’amore per il prossimo (1), crediamo sia uno specifico obbligo di ogni cristiano rigenerato quello di presentare il messaggio della speranza in Cristo (2) nella sua interezza con sincerità e senza sotterfugi, con delicatezza e attenzione ma senza mai sottacere alcuna sua parte o modificandone i principi o i contenuti per renderlo più accettabile ai nostri interlocutori. Crediamo che la negazione di questa possibilità in nome del rispetto altrui sia in realtà mancanza di integrità verso il prossimo e, in ultima analisi, umanesimo travestito di cristianesimo. L’amore vuole il bene dell’altro e, pur evitando ogni forzatura o costrizione, portare il messaggio di Cristo figlio di Dio, morto sulla croce per la nostra salvezza, risorto e vivente, unico tramite il SIGNORE Iddio e l’uomo, equivale a portare l’amore di Dio alle anime.

Vangelo parziale

Riteniamo anche che esista il rischio di passare da un Vangelo soltanto “proclamativo”, non accompagnato da un necessario aiuto sociale e pratico, ad un Vangelo socialmente politicizzato che limiti o rifiuti di comunicare la Buona Notizia in nome del rispetto delle differenze religiose e culturali (multiculturalismo). Considerando entrambi gli aspetti del messaggio cristiano come necessari crediamo che, come fece Gesù, siamo chiamati a far accompagnare le nostre parole dal nostro esempio di vita e da gesti di sostegno a chi soffre, ai malati, ai bisognosi, agli emarginati (3).

Unità interdenominazionale

Per quel che riguarda i rapporti fra denominazioni evangeliche, pur considerando come fondante il valore spirituale dell’unità in Cristo (4), unico e vero capo della Sua chiesa (5), consideriamo ingannevole l’idea che un’unità mondiale del cristianesimo possa essere raggiunta attraverso mezzi politici, imperi economici, umani. Crediamo che l’unità voluta da Cristo sia soprattutto spirituale e travalichi i confini delle organizzazioni umane, che non potranno mai rappresentare completamente e perfettamente la chiesa di Cristo sulla terra.

Onestà e franchezza

Nell’affermare l’importanza della ricerca dell’unità in Cristo dichiariamo come inutili gli sforzi umani di chi tenta di arrivare a questa unità negando o sottacendo le differenze, anche fondamentali, che esistono nel modo di considerare l’unica fede, la chiesa, la salvezza, la conversione, la verità biblica. In particolare dichiariamo:

  • Che Cristo ci spinge a proclamare il Suo vangelo della salvezza che si ha unicamente per suo mezzo estesa a tutti gli uomini di tutti i tempi, indipendentemente dalla condizione sociale, politica o religiosa, perché ogni uomo ha bisogno di essere salvato dal SIGNORE, in Cristo.
  • Che il negare la possibilità di evangelizzare determinati gruppi ed etnie di persone equivale a negare la libertà religiosa e la salvezza per chiunque crede.
  • Che per quanto il messaggio evangelistico possa essere teoricamente adattato nella forma al fine di meglio comunicarlo al nostro interlocutore, non annacquarlo, o modificarlo nella sostanza o nascondendone alcune parti perché è contrario alla parola di Dio.
  • Che il perfetto sacrificio di Cristo sulla croce per ottenere la vita eterna di chiunque crede nel Suo sacrificio, è sufficiente ed esclusivo e che, come comanda Cristo, ogni cristiano deve proclamare questa verità assoluta nell’amore per il prossimo.
  • Che la chiesa è solo di Cristo e nessuna organizzazione religiosa evangelica o imperi economici possono arrogarsi il diritto di guidarla o rappresentarla in esclusiva, ma che è reale, presente e attiva attraverso lo spirito Santo che opera nella vita di ogni vero discepolo di Cristo che ne fa parte.
  • Che la Verità è innanzitutto Gesù Cristo, e non potrà mai essere completamente o infallibilmente determinata o posseduta da nessun individuo o organizzazione.
  • Che l’unità in Cristo debba essere ricercata con l’aiuto dello spirito santo, sulla base della Verità come trasmessa attraverso la Parola di Dio, e non sulla base della presunta saggezza umana, del compromesso o tramite trattative fra leader religiosi di organizzazioni missionarie evangeliche.
  • Che la conversione a Cristo, a differenza della conversione ad altre religioni, non riguarda il passaggio ad una chiesa, o un organizzazione umanistica, ma riguarda uno stravolgimento totale dei vecchi valori peccaminosi, della visione del mondo, delle certezze e della speranza di ciascun individuo ad opera dello Spirito santo, e che per questa ragione la vera conversione a Cristo (nuova nascita (6), metanoia) non può essere in alcun modo paragonata ad altre “conversioni” nel senso comune del termine, frutto del raziocinio o di adesione intellettuale.
  • Che il tentare di mettere tutte le religioni sullo stesso piano, o sottacere che tutti gli altri loro “dei della terra altro non sono che meri idoli”, equivale ad affermare che non vi è una verità cristiana assoluta, principio che come cristiani rigenerati rigettiamo in base alla parola di Cristo stesso: ” Io sono la Via la Verità e la Vita; nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (7) e “Non avrai altro DIO al di fuori di Me”.
  • Che per i cristiani affermare certezza di fede e l’esistenza di una verità assoluta (nella Sacra Bibbia) non è chiusura mentale o arroganza, come recentemente da alcuni evangelici intellettuali ci viene rimproverato, ma vera fede (8).
  • Che il Vangelo è per sua stessa essenza un libero messaggio di amore da parte del SIGNORE, Dio uno e trino, e per questo non può in alcun modo essere trasmesso attraverso la costrizione, l’obbligo, la coercizione o l’inganno.
  • Che il mandato cristiano di andare e fare discepoli tutti i popoli non è opzionale o esclusivo per alcuni cristiani, ma è per tutti coloro che vogliono essere discepoli di Cristo (9).

Note

(1) Marco 12 / (2) 1° Pietro 3:15-16 / (3) Matteo 25:31 / (4) Giovanni 17:20-21 / (5) Colossesi 1:1 / (6) Giovanni 3 / (7) Giovanni 14:6-8 / (8) Ebrei 10:22, 11:19 / (9) Matteo 28:19, Marco 16:15