2007: un accordo deleterio sui cristiani

Cristianesimo Islam Storia

Francesco Maggio interviene sulla problematica non facile da parlare, meno ancora da scrivere: Islam e Cristianesimo in Occidente.

Siamo quasi giunti al primo decennale del “Common Word”, quando nell’ottobre del 2007, entrava nel mondo il primo Accordo scritto, ovvero l’intesina fra musulmani e cristiani per raggiungere il principio di “pace e sicurezza” nel mondo intero. Cosa dice la Bibbia a questo proposito, ci è noto!  L’ intesina-inciucio porta il titolo del Documento stesso: “A common Word between us and you” (“Un accordo comune fra noi e voi”), ovvero una lettera di 29 pagine firmata da 138 eminenti personalità musulmane rivolta ai massimi 300 intellettuali cristiani di tutto il mondo (nel link i nomi dei 300 firmatari elencati in calce) per chi vuole  leggere i loro nomi) allo scopo di trovare un terreno comune e promuovere pace e sicurezza fra le due religioni.
Il documento, a cui ha fatto seguito una seconda lettera di 3 pagine che è stata fatta firmare da trecento dirigenti ortodossi, cattolici ed evangelici, ha avuto una larghissima eco fino ad arrivare a Papa Benedetto XVI nel 2011. Il TESTO per intero, in italiano, nel link per chi fosse interessato/a.

Il documento islamico, molto controverso, afferma di proporre “un patto che i cristiani non possono rifiutare” e delibera che “se i cristiani e musulmani non sono in pace, il mondo non può essere in pace” condizionando quindi la stessa sopravvivenza del mondo. Il documento è reca in sé un velato ricatto contro la Cristianità mondiale dalla comunità islamica mondiale. In realtà gli intellettuali musulmani coprendosi dietro il principio cristiano di praticare l’amore verso il proprio dio e verso il prossimo, hanno basato il documento sulla sura 3:64, dove si esorta “il popolo del libro” (nota: i cristiani) ad accettare l’ottica della religione islamica secondo la quale Allah resta l’unico Dio che deve essere adorato anche dai cristiani. Questo documento sotto-firmato, esige la necessità di mantenersi fedele al Corano, anche nelle sue espressioni meno accettate dal mondo musulmano (“Dio padre”, “Figlio di Dio”, ecc.).

L’intervento dei veri credenti che hanno contestato questo falso buonismo di “Un accordo in comune fra Noi e Voi” entrano con chiarezza nel cuore del problema. Innanzitutto chiarisce che occorre fare una netto distinguo fra i musulmani e l’islam: i primi infatti sono persone che hanno bisogno di salvezza e di amore; il secondo, invece, rappresenta un’ideologia che si può attaccare. I musulmani infatti possono essere redenti, nonostante la Sura 3:19 quando afferma che esiste solo la religione islamica e ogni altra religione non deve essere accettata.

Occorre considerare che l’islam non è solo una religione ma anche un sistema politico, economico, giudiziario, legislativo e militaristico ammantato in termini religiosi (Sam Solomon). L’islam ha dichiaratamente l’obiettivo di espansione dal punto di vista teologico, politico e numerico nonché serba l’assorbimento del mondo cristiano. Noi cristiani dobbiamo analizzare i fatti in modo concreto e considerare che se dicessimo in Arabia Saudita che l’Islam sarà sconfitto saremmo condannati a morte o, nel migliore dei casi, ridicolizzati.

Risulta agghiacciante la statistica che 7 su 10 dei perseguitati per motivi religiosi nel mondo sono cristiani. Esiste una guerra in atto, che vede i cristiani vittime di violenze, persecuzioni, esodi forzati e massacri. E’ quindi necessario fin da subito, come avevo già espresso, distinguere l’Islam come movimento dai musulmani come persone, perché questa sovrapposizione dei diversi concetti genera comportamenti errati. Partendo cristianamente dall’amore per il prossimo verso i musulmani come persone, il confine è labile perché inavvertitamente si finirà legittimare l’islam come una normale religione; la deriva in senso opposto porta invece al razzismo ed a condannare i musulmani a prescindere dal loro vissuto, perché associati essi stessi alla religione islamica vista come religione fondamentalista senza contestualizzare il rapporto con le persone.
Oggi il relativismo, inoltre, ci porta a mettere sullo stesso piano culture, valori, religioni a prescindere dal loro contenuto.

E’ però importante tener presente che l’Italia, poi l’Europa ed infine tutto l’occidente è la nostra casa comune con radici giudaico-cristiane, volente o nolente; allo stesso modo bisogna prendere atto che storicamente l’islam si è espanso attraverso violenza, guerre e conversioni forzate. E’ inoltre preoccupante considerare che il radicalismo ed il terrorismo islamico sono già diventate realtà autoctone della nostra società; ne è prova il fatto che negli attentati islamici sferrati crudelmente in Europa, tanti di coloro che si sono fatti esplodere sono stati traditori nati in Europa (foreign fighters), così come in Siria si possono contare migliaia di traditori europei, convertiti all’islam che combattono con Isis.

Gli ideatori tutti islamici del documento “A Common Word between us and you” sono tutti fermamente convinti, senza eccezioni, che la donna sia un essere inferiore, che l’apostata deve essere ucciso, che Israele deve sparire dalla carta geografica e che il terrorista islamico suicida (se la vittima è un non musulmano) è un martire che si guadagna il paradiso islamico (a spese delle vittime) dove lo attendono sollazzi con 72 vergini; è quindi necessario trarre le dovute conclusioni.

Non dobbiamo limitarci a ciò che ci dicono attraverso i canali ufficiali, dobbiamo fare attenzione a ciò che i musulmani dicono nella loro lingua nelle loro preghiere: cinque volte al giorno in apertura della loro preghiera, recitando la prima sura del Corano, [sura aprente] i musulmani pregano Allah chiedendo di aprir loro la retta via e specificano “non quella di coloro che hanno deviato e verso i quali ti sei indignato” (nota: tutti i teologi islamici chiariscono che queste parole della prima Sura si riferiscono ai cristiani ed agli ebrei).
Quando ci riferiamo di un musulmano moderato noi intendiamo una persona che è religiosamente moderata, ma l’islam non è affatto moderato. Il religioso islamicamente moderato può scegliere di estrapolare dei versetti del corano e ritenere che altri versetti non esistano (estrapolazione che viene rinfacciata come apostasia). E’ per questo motivo che nei governi dove si ha come riferimento il Corano e la Sharia è inevitabile che esploda il terrorismo islamico; infatti anche se chi prende il potere cerca di conciliare l’islam con lo stato di diritto, il fatto di considerare come referente il Corano, Maometto e la Sharia porta altri ad esigere un comportamento da musulmano al pari di Maometto che, nel 627 alle porte di Medina, partecipò allo sgozzamento ed alla decapitazione di circa 600 ebrei in un solo giorno.

E’ del tutto evidente che l’islam è incompatibile con i diritti fondamentali della persona, della democrazia, dello stato di diritto; questi sono i fatti. Allora che cosa dobbiamo fare? Sicuramente non dobbiamo rinnegare la nostra fede e la nostra civiltà; sicuramente non dobbiamo fare la guerra (lecita soltanto quella spirituale) invece dobbiamo invece continuare ad amare/evangelizzare il prossimo ma in un contesto dove noi chiariamo che ci sono delle credenze teologiche non negoziabili che devono essere condivise e il loro ascolto per la Verità biblicamente ispirata. Solo in questo modo potremo salvaguardare le nostre comunità cristiane da scadere nel sincretismo con l’islam, dove tutti, compresi i musulmani, potranno godere della franchezza praticata e predicata dai cristiani, iniziare a stimarli degni ad essere ascoltati.Non possiamo continuare ad assistere all’annichilimento davanti all’islamicamente corretto, al falso buonismo davanti alla persecuzione ed ai massacri dei cristiani e al terrorismo islamico, non possiamo inermi assistere alla proliferazione di moschee e di scuole coraniche in occidente dove si pratica il lavaggio del cervello e si trasformano i fedeli in terroristi islamici, perché in discussione c’è il futuro stesso della nostra civiltà, del nostro cristianesimo e dell’eredità che vogliamo lasciare alla chiesa di domani.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.


Francesco Maggio
Evangelista inter-culturale


Photocredit: http://flic.kr/p/obKUK9 (CC BY-ND 4.0.)
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