Risposte al divieto islamico del pantaloncino

Gender

UN RUOLO ALLA DONNA O UN OGGETTO SESSUALE? ( F Maggio)

Anche se chi scrive è contrario a questo abbigliamento, troviamo superficiale la morale islamica, basti leggere l’articolo  “Linguaggio sessista nel Corano”  e

“Mai picchiare le donne” Sesso a gogò nel Paradiso islamico

 In tutto il testo del Corano in arabo, il termine ‘moglie’ è inesistente. Questo termine ‘moglie, è stato introdotto nella traduzione del Corano per gli occidentali. Invece del termine ‘moglie’ un versetto del Corano assegna esplicitamente il verbo in arabo per ‘fare sesso’ (quello stesso verbo nel gergo volgare in italiano).  

      Recentemente le dichiarazioni anche del capo della moschea di Milano:  alle musulmane che vivono in Italia è vietato andare in bicicletta…  nuovamente si parla sempre di oppressione contro la donna occidentale. Ai mariti l’obbigo di vietarlo loro.

Del corpo delle donne mai se ne è parlato come in questa estate dove la cronaca da rotocalco ha evidenziato il processo dal tema ‘confronto interreligioso’ e dibattito politico.

Perché nella Francia aggredita e ferita dal Bataclan a Nizza, in quella Francia in cui la normalità è imbrigliata dalla paura cieca che comporta il dispiegamento della sicurezza, vietare il velo nelle scuole si spiega con la necessità di essere tutti identificabili, si spiega meno l’dea di multare le donne musulmane  coperte dal Burkini nelle spiagge. Si sono confrontati tutti su questi divieti, per motivi opposti, e spesso si è caduti nelle ideologie e  inciampare nel pregiudizio. Ai tempi di Al Qaeda si sono spesi fiumi di inchiostro sul burqa, nikab diventati simbolo di schiavitù, di oppressione e di possesso dell’uomo sulla donna, prima di capire che in campo c’era questo ed altro, come una dimensione sociale e spirituale e che può essere anche una scelta libera indossarlo o meno. Il burqa che non può essere indossato visto il contesto storico in questi periodi di attentati e dove anche gli integralisti di ISIS l’altro ieri hanno vietato ad indossarlo per paura di subire attentati.   Dovrebbe essere insegnato, a quei moralisti islamici, il valore del corpo femminile, che sia scoperto o coperto: quello della persona.

Ma su questo nemmeno noi siamo i migliori insegnanti, dalla pubblicità alle passerelle, al fischio per strada, il corpo femminile è quasi sempre esposto alla mercificazione involgarito dalla provocazione sessuale e così concepito è oggetto tanto quanto quello coperto da un burqa che condanniamo, come  confondiamo un corpo nudo con l’emancipazione femminile o confondendo un pantoloncino corto come un offesa alla morale, abbigliamento che viene condannato appunto quanto un burqa. E ognuno dice la sua…senza fermarsi senza pensare senza accorgersi che in questo dibattito sul corpo della donna è nato ben più di una guerra culturale religiosa o morale, e che ancora come sempre nella storia del corpo della donna in tutto questo della donna ancora non é. Dio Padre, Dio rivelatosi nella Bibbia attraverso i profeti, ci ha trasmesso  che la donna è stata da Lui creata di pari dignità all’uomo.

Alla cultura giudaico-cristiana (per quel poco che è rimasto ancora) il ruolo della donna nel mondo del lavoro la vede sempre  più spesso, appunto, in ruoli di responsabilità assegnati alle donne, così anche nel mondo della politica contemporanea.  Anche nelle università, basta dare un occhiata su internet, le percentuali più alte del rendimento qualitativo in termini di risultati è stato riscontrato, appartiene alle donne che battono i colleghi universitari. (ps. chi scrive, prima di divenire cristiano, accecato dal peccato, era ostile alle donne).

C’è ancora moltissimo da fare nel mondo islamico dove la cultura islamica ha trasmesso il concetto di differenza equivalente a disuguaglianza fra uomo e donna, e quei musulmani che pensano come quei terroristi che hanno picchiato le donne in pantaloncini,devono ancora fare moltissimo a partire dalla parte culturale, educativa e anche con misure sociali per il riscatto del ruolo e del valore della donna.

Queste sono le  insufficienze che dovrebbero essere la priorità per quei moralisti islamici invece di indirizzare episodi di attacchi contro donne in pantaloncini e non in quanto a persone da valorizzare la propria libertà e il ruolo che la Bibbia, dall’Antico testamento al Nuovo,  riconosce alle donne. Nel mondo islamico notoriamente le donne invece sono oppresse, mercificate e confinate nelle case. Perfino pedalare in bicicletta, come si è sentito dalla cronaca,

In tutto il testo del Corano in arabo,  il termine ‘moglie’ è introvabile. Questo termine ‘moglie, è stato introdotto nella traduzione. Invece ‘di moglie’  il Corano assegna  alla donna il ruolo di oggetto… iniziamo invece da qui!

Anche nell’ambito escatologico, le musulmane farebbero bene a pensare a quel che il Corano afferma a proposito del ruolo del corpo femminile in paradiso per gli “eletti”.  Dopo l’oppressione sulla terra, la donna  si ritroverebbe un oggetto sessuale nel paradiso islamico? Iniziamo da qui a discutere. Iniziamo a discutere sul dramma dell’infibulazione, le mutilazioni genitali delle bambine, con il quale l’Italia oggi deve fare i conti. I dati dell’UNICEF a proposito sono sulla rete. Noi siamo dalla parte delle bambine.

Francesco Maggio

Esperto in islamistica

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