Ma quale rispetto dell’Islam per la donna?

Gender

L’ISLAM DIFENDEREBBE LA ‘DONNA OGGETTO’?        (F.Maggio)

Innanzitutto il verbo «sposare» nel testo del Sacro Corano – in arabo- nella sura  4 vs. 3  è scandaloso! Il verbo in oggetto che leggiamo é foneticamente pronunciato «Faankiu», che tradotto letteralmente  é u  verbo assai volgare (evitiamo qui di trascriverlo come cristiani) e degradante per la donna.  La traduzione più moderata e meno offensiva sta per “accoppiarsi”, “portarsi a letto” una donna, ma traducono con «sposare» forse più foneticamente idoneo per l’occidente. Addirittura, il Sacro Corano si sospinge consigliando di «faankihu» max. fino a 4 donne. Col divorzio, promosso nel Corano, avvallando in tal modo un costume consueto nell’ Arabia del XV.mo secolo, le 4 mogli, teoricamente, potrebbero non durare per sempre, e sposarne delle altre anche queste per un tempo e così via.  Oltre alle donne (max 4)  un musulmano, avendone la possibilità può teoricamente «faankihu» tutte le schiave che vuole (sarebbero le ancelle che le vostre destre possiedono).   Ch son queste schiave? Le schiave sono le prigioniere, bottino di guerra.

E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate  (pr. in arabo: Fa’ankiu) allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.”

Le cronache più recenti (anche sul web si vedono) ci hanno abituato a vedere le prigioniere vendute come schiave sessuali dai terroristi ad altri uomini, trasportate e ingabbiate come animali su carri  in veri e propri mercati sessisti, in alcuni territori di guerra in Iraq.  Più sono giovani o sono vergini, tanto più “le merci” sono prezzolate.

Molte italiane non sanno che, anche in modo diverso, il problema della donna oggetto, è universale. Il problema della ‘donna oggetto’, in un modo diverso da come succede in Occidente, si estende anche nel mondo islamico.  Nessuno si salva! La Bibbia dice che ‘non c’è nessun giusto, nemmeno uno’.

Sovente, però, ci viene detto dai notabili e rispettabili musulmani che l’islam rifiuta ogni forma di sfruttamento della donna o che sia trattata come oggetto di piacere.  Dovremmo loro rispondere che in ogni società e cultura ci sono lacune su questo proposito.

Ad esempio, vi sarà capitato di sentire dai giornali di cortei o lamentele da parte di donne islamiche scagliarsi, a ragione, contro l’inquietante mercificazione del corpo della donna in televisione, giornali e cinema, soprattutto in Occidente, però tacere dello sfruttamento della donna oggetto nei ‘territori di guerra’ in Iraq e Siria.

Quindi, done islamiche che sperano di attirare proseliti fra le donne italiane cattoliche quando affermano che l’islam è contro l’idea della donna oggetto, che l’islam restituisce alla donna l’immagine di dignità che si è persa con il ‘cristianesimo’ e infine di ristabilire nella donna la figura di una creatura femminile e casta.

 

ALCUNI CASI DI MATRIMONIO ILLEGALI (Nik?h al Mu’tah)

‘Il matrimonio a scadenza’ è la formula matrimoniale (Nikah al- Mut’ah – Arabo: ), (Sharia:The islamic Law; Abdur Rahman I. Doi; 1984- Ta Ha Pubblishers-London) che, se da un lato, è rigettata ufficialmente dai musulmani sunniti però viene praticato dai musulmani sciiti ancora oggi, sebbene in percentuale minore. Tale usanza risale al periodo preislamico, ma ancora in uso in ambito sciita, che si contrae a tempo e cessa se non è più rinnovato. Per gli sciiti non rientra nel tipo di matrimonio consueto e tradizionale.

Infatti, ancora oggi, esiste un interminabile dibattito fra i musulmani sciti e sunniti intorno alla legge del matrimonio Mu’ tah, in quanto si chiedono se era limitata al tempo di Maometto, quindi abolita con la sua morte, oppure se possa continuare ad esistere.

La storia islamica riporta che i suoi soldati non resistevano dall’aste- nersi dai rapporti sessuali. L’angelo quindi rivelò a Maometto una Sura che permetteva loro di sposarsi per mezzo di un “contratto a termine”, della durata anche di un solo giorno (anche giorni o settimane), in modo da non incorrere nella pena di morte prevista dal Corano per gli adulteri ed i fornicatori. Ovviamente all’uomo veniva richiesta una somma di denaro da pagare alla moglie occasionale (mahr o dower) per una notte d’amore, tranne che si trattasse di donne considerate ‘bottino di guerra’…in tal caso potevano ‘coricarsi con loro’ gratuitamente, trattan- dosi spesso di soldati impegnati in lunghe spedizioni.

Sahih Al-Bukhari Hadith 7.13A. – Narrato da Abdullah: “Eravamo abituati a partecipare alle guerre sante guidate dal- l’apostolo di Allah e non avevamo niente (cioè nessuna donna) con noi. Perciò dicemmo: Dobbiamo castrarci? Egli ce lo vietò e poi ci permise di sposare donne (prigioniere di guerra) a contratto temporale e disse recitando: O voi che credete! Non dichiarare illegittime le buone cose che Allah ha reso legittime per voi, ma non commettete trasgressioni” (vedi Sura 5.87).

Sahih Al-Bukhari Hadith 6.139. – Narrato da Abdullah: “Eravamo abituati a partecipare alle guerre sante condotte dal profeta e non avevamo donne (mogli) con noi. Perciò dicemmo al profeta: Dobbiamo castrarci? Ma il profeta ci proibì di farlo e in seguito ci permise di sposare una donna (temporalmente) dandole un vestito, e poi disse recitando: O voi che credete! Non dichiarare illegittime le buone cose che Allah ha reso legittime per voi”.

Fin qui, abbiamo visto modalità di prostituzione legittimate di donne oggetto.

Se da un lato la mercificazione della donna è stata una pratica che risaliva antecedente alla nascita di Maometto, con il profeta venne ap- provata per rivelazione da Allah. Benché si deve ammettere con nostra vergogna la mercificazione della donna è strisciante in occidente e nel resto del mondo, certamente, come tutti sappiamo, la Bibbia non si rende complice legittimando matrimoni a contratto né tantomeno unioni ses- suali a pagamento.

DONNE USATE PER GODERE

Anche se i matrimoni sono in maggioranza contratti regolarmente, sia da parte dei sunniti sia dai musulmani sciiti, c’è un versetto nel Corano che si interpreta da solo. Questo passo del Corano recita: “Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere” (Sura 2:223).

Gli uomini possono godersele quando e come vogliono. Questo passaggio del Corano non considera la moglie forse come uno strumento di piacere?

Naturalmente non dobbiamo fare “di tutta l’erba un fascio”, ci sono uomini musulmani che portano gran rispetto alla propria moglie e amano le loro mogli ancora di più di molti italiani.

Ci sono uomini che, anche pur definendosi ‘cristiani’, commettono cose turpi alle loro mogli.

Resta comunque fermo, che il modello morale, assai alto, richiesto all’uomo è stato impostato dal nostro Signore Gesù Cristo:

“Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Matteo 5:28).

“Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio” (Matteo 5:32).

“Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adul- terio” (Matteo 19:9).

“…e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, com- mette adulterio” ( Marco 10:12).

“Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio” (Luca 16:18).

“…hanno occhi pieni d’adulterio e che non possono smettere di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; son figliuoli di maledizione” (2 Pietro 2:14).

Francesco Maggio
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