Picchiare le donne

Gender

CORANO: L’UOMO E’ SUPERIORE ALLA DONNA (sura 4:34)

Innanzitutto non si può fare di un erba un fascio. Ad esempio, vi sono uomini di fede islamica che non torcerebbero un capello alla loro compagna. Si comportano assai meglio di certi italiani, di fede cattolica. Magari anche di certi cristiani di fede evangelica.  In questo articolo vogliamo rispondere alla cronaca che ci raggiunge troppo spesso di donne lapidate, per adulterio, di donne malmenate perché giudicate dai loro atteggiamenti, azioni, libertà di movimento eccessiva, fin troppo emancipate.Poi soprattutto quando si applica nella sfera del matrimonio…Sia che trattasi della sposa che di una sorella, o di un estranea, in ogni caso picchiare la donna è un crimine del codice penale.

Abbiamo sentito sovente dai media dichiarazioni di notabili musulmani affermare che rientra nel un diritto della libertà eligiosa  ‘picchiare la donna”.  “Giusto picchiare le donne!” http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/27/allam.shtml

Nel Corano è presente un versetto che accenna a picchiare le mogli che non ubbidiscono al marito e ad astenersi dall’avere rapporti sessuali con lei quando questa gli disubbidisce; tuttavia scopriamo che la traduzione in italiano ancora una volta non rende.

La Sura in questione (4:34) in italiano cita così:

“Gli uomini sono *preposti  alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, picchiatele* (arabo pr. wadribwhunna)  Se poi vi ubbidiscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande”.

Quel che il Corano ha sancito è che proprio gli uomini dopo averle prima ammonite e poi dopo averle mandate a dormire in letti separati, se non si pentono possono picchiare le loro mogli disubbidienti. Quando ho dovuto trattare questo argomento, i miei amici e amiche musulmane insistono che la parola in arabo non significa picchiare. L’imperativo usato in arabo è ‘darba, cioé ‘picchiare’, mentre in italiano il Corano traduce  ‘battetele’. Gli amici arabi sinceri quando leggono ‘darba’ rispondono che questo termine richiama alla mente il nostro idioma ‘botte da orbi’.

Il commentario islamico ovviamente tentando di stemperare afferma: Altri amici potrebbero spiegare che una volta Maometto fu interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, egli l’aveva sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l’ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti).

Non neghiamo che possa averlo detto, tuttavia in tal caso, ricorrendo al controllo incrociato, la parola ‘darba’ viene utilizzata anche nella Sura 20:18. In questo passo del Corano si narra di Mosé che deve ricorrere al suo bastone per sfrondare i rami degli alberi allo scopo di procurare cibo alla mandria. Non possiamo immaginarci, stando al commentatore del Corano, che Mosé usasse un… fazzoletto per colpire i rami. E’ noto a tutti  che la violenza che viene usata per sfrondare un albero deve essere notevole. Può un fazzoletto essere sufficiente a sfrondare un albero?

Notare che il  verbo ‘darba’ è usato per dire ‘colpire’, ‘picchiare’, in entrambe le Sure. 4:34 e 20:18

Il Corano, dunque, suggerisce al lettore di usare la stessa forza che Mosé dovrebbe utilizzare per sfrondare un albero per picchiare la moglie? Traete le conclusioni.

Anche il noto “Libro Verde” scritto da Gheddafi (decine di anni fa), contiene numerose esternazioni sulla natura inferiore della donna rispetto all’uomo.

Nell’ Hadith Bukhari 3.826 Abu Said Al-Khudri ci viene riportato che Maometto disse:

“Non è forse vero che la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo? Questo per via della sua intelligenza inferiore”. Anche il Corano alla Sura 2:282 sancisce che la testimonianza di due donne equivale a quella di un uomo. Poniamo una domanda: ad esem- pio, se una donna dovesse denunciare un uomo per aver subìto violenza, se non ci sono testimoni a favore della donna, cosa deciderà il tribunale? La parola di lui vale più della deposizione della donna. Infine, è sufficiente una veloce ricerca su internet e troveremo links di episodi in Italia dove alcuni imam hanno giustificato che picchiare le donne rientra nell’ubbidienza al Corano.*

Un altro versetto del Corano sembra suggerire la superiorità dell’uomo sulla donna. La Sura 2:228 (da me volontariamente ripresa in parte) cita:

“…Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini hanno maggiore responsabilità . Allah è potente, è saggio” (Sura 2:228).

Hamza Roberto Piccardo così commenta al punto 185 de “Il Corano”: ‘ma gli uomini hanno maggiore responsabilità’: letteralmente ‘sugli uomini c’è un grado maggiore’.

Riflessione

Per l’uomo dovrebbe essere inconcepibile usare violenza, forza fisica contro una donna…è una vigliaccata! A quei veri cristiani Gesù insegna diversamente.  Cosa ordina ai mariti? E alle mogli?

“Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata con l’acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti devono ama- re le loro mogli, come la propria persona. Chi ama sua moglie ama sé stesso. Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, poiché sia- mo membra del suo corpo” (Efesini 5:25-30).

Anche se la donna dovesse mancare di rispetto al marito cristiano, questi non potrà mai permettersi di alzare le mani contro di lei, né dovrà in alcun modo minimamente pensarlo… Gesù, attraverso lo Spirito San- to, può trasformare anche il più aggressivo e avvezzo alla violenza contro le donne, al fine di prepararlo per il matrimonio con una donna cristiana. Ovviamente, per gli uomini, la regola di base che permette quest’opera del Signore è: crescere nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo (2 Pietro 3:18).

Noi uomini cristiani dobbiamo ricordare più spesso che la nostra sposa è nello stesso tempo la nostra sorella in fede.. e viceversa per le mogli cristiane. .La moglie è un benedizione datoci dall’Eterno ed ugualmente noi lo siamo per lei. Alzando le mani o agendo contro di lei anche solo con un velato segno di minaccia, ci farebbe incorrere nell’ira anche nel nostro comune Padre Celeste.

Sappiamo e sperimentiamo ogni giorno di più che il sigillo del matrimonio non ci dà autorizzazione a prenderci un’eccessiva libertà con nostra moglie/sorella in Cristo. Dovremo risponderne a Dio!

F.Maggio

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