Modi umani di superare le differenze (Chrislam)

Apologetica Islam

La vita della Chiesa e la sua fedeltà al suo Capo ed alla sua Parola è spesso messa in pericolo da scelte che, pur apparendo umanamente comprensibili e forse addirittura strategicamente “sagge”, in realtà esprimono un modo umano e diabolico di superare le diversità: il tutto a scapito delle verità su Dio, su Cristo, sulla Bibbia, sul messaggio di salvezza annunziato tramite il Vangelo.
“Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà vigilanti” (Lu 12:37).

Chi ha sentito la parola “Chrislam”? Cos’é…cosa significa?
Il cosiddetto Chrislam (un neologismo americano, che fonde nello stesso termine “Cristianesimo” e “Islam”).
Inizialmente é stato ufficialmente varato in America dalla Chiesa “Grace Fellowship Church” di Atlanta nel 2011, dopo la Conferenza svoltasi presso la Yale University e ricordata con il titolo: “A Common Word between Us and You” (“Un Accordo in comune fra noi e voi”). Anni fa è iniziato in Italia. Andiamo gradualmente.

“A Common Word between Us and You” (in italiano: Venite ad un accordo tra Noi e voi)  è il compromesso davvero infelice dai forti toni ecumenici stipulato nell’Università di Yale (13 ottobre 2007) e siglato fra i maggiori esponenti mondiali delle due religioni.
Chi desiderasse ulteriori approfondimenti in merito può collegarsi con il sito:
http://faith.yale.edu/common-word/common-word-christian-response    (in basso, tutte le firme)

Durante quella conferenza, leader mondiali cristiani e musulmani con questo “Accordo in comune fra noi e voi”, hanno prodotto “in vitro” una religione sincretistica nella quale entrambi gli schieramenti troverebbero tanti punti in comune, partendo dalla persona stessa di Dio. “Un Accordo in comune” viene difeso da molti come una specie di ponte attraverso il quale musulmani e cristiani possono incontrarsi.
È necessario valutare attentamente su quali presupposti i due schieramenti dovranno interagire e quali saranno, quindi, le implicazioni di questa scelta strategica.
Fra i presupposti nel documento i cristiani chiedono perdono per le Crociate a tutta la comunità musulmana del mondo.
In questo documento si ipotizza che cristiani e musulmani adorino uno stesso Dio.

Nel documento si dimentica di citare la fondamentale fede monoteistica dei cristiani nel Dio Uno e Trino e nella sua incarnazione nel Figlio, rendendo opache le differenze teologiche e il messaggio dell’unicità della fede cristiana.

L’idea tutta islamica è che noi discepoli di Cristo saremmo come politeisti in quanto “associeremmo” altri dèi al di fuori di Allah.
Con questo documento “Accordo fra noi e voi” sotto firmato anche da teologi evangelici, si sono spalancate le porte a conseguenze che oggi stanno diventando sempre più devastanti, fino  in Italia.

Il pensiero chrislamico sta assumendo dimensioni nazionali attraverso missioni importanti.

Si tenga ben presente che il Corano nega la divinità di Cristo, nega altresì la sua morte vicaria, la storicità della Bibbia e l’unicità della fede cristiana, proclamando al contrario la fede islamica come apice a perfezione della religione rivelata in ultimo da Dio: l’Islam (sura 5).
Il Chrislam esprime la tendenza ad opacizzare, offuscare e minimizzare l’unicità dell’amore del Dio Uno e Trino rivelatosi nella Bibbia e in Gesù Cristo, suo Figlio, unico Nome che è stato dato agli uomini per la loro salvezza. (At 4:12).
“Il Chrislam, questo tipo di sincretismo religioso, fiorirà”, si diceva, dopo la Conferenza già citata che si tenne alcuni anni fa alla Yale University.
Il Chrislam da progetto è diventato un movimento di dimensioni mondiali.
Nel 2011 infatti in un considerevole numero di chiese sparse per gli Stati Uniti sono state ospitate funzioni “crislamiche” giungendo addirittura a far leggere, dai pulpiti nelle chiese, giudei, musulmani e cristiani, i loro rispettivi testi “sacri”.
(Vedi http://www.freerepublic.com/focus/f-religion/2739104/posts).

Naturalmente i fedeli più semplici restano confusi!! Le proteste, espresse da parte di cristiani che desiderano restare fedeli alla Parola, sono state in gran parte ignorate in America.
Anche in Italia, l’anno scorso, il giornalista Magdi Cristiano Allam ha denunciato pubblicamente il fatto che dei culti islamici siano ospitati all’interno degli edifici cattolici in Italia.
Due titoli apparsi su internet testimoniano questi fatti: “A Gallarate musulmani in parrocchia per il Ramadan” e “Un sacerdote ha messo a disposizione uno spazio parrocchiale per il mese sacro islamico”
(clicca: http://antonioriccipv.com/2010/08/11/a-gallarate-varese-i-cattolici-pregheranno-fianco-a-fianco-con-i-mussulmani/).
Ciò non deve costituire meraviglia, se consideriamo le aperture ecumeniche e sincretiste della chiesa cattolica e le visite degli ultimi due papi all’interno delle moschee con tanto di preghiera comune!

Chi scrive, ha assistito a Londra ad un culto islamico dentro ad un edificio della chiesa di Stato, con tanto di recita del Corano in arabo, compresa quella di alcuni capitoli che condannano la fede trinitaria e la deità del Figlio e che, inoltre, condannano i cristiani per essere un popolo di sviati (vedi ultimo verso della Sura 1).

Attacco alla Chiesa dall’interno
Fra i promotori storici e più influenti di “Un accordo in comune fra noi e voi” c’è il teologo evangelico Miroslav Volf (ormai diventato l’icona di questo storico “Accordo in Comune”), croato, autore del libro “Allah: a christian response” pubblicato a fine 2011.

In Italia ha già trovato molti accoliti, fra teologi della teologia liberale. In sostanza, nel suo libro, si sostiene che il dio di cui si parla nel Corano è il medesimo Dio che si è rivelato nelle pagine della Bibbia, visto da un angolazione diversa.
Nel suo libro, egli, per convalidare le proprie tesi, si appoggia alle dichiarazioni di due papi, rispettivamente papa Giovanni XXIII (Concilio Vaticano Secondo 1962-1965) e papa Giovanni Paolo II i quali, entrambi, hanno affermato trattarsi dello stesso Dio. (“Allah: A Christian Response” di Miroslav Volf 2011; pag. 95).

Miroslav Volf ha già trovato i primi “discepoli” anche in Italia. Alcuni di questi suoi discepoli, insegnanti evangelici italiani, cercano e ottengono spazi radiofonici e giornalistici sul web italiano diffondendo il  pensiero chrislamico.
Il loro approccio all’argomento è spesso filosofico, contraddistinto da una palesemente errata applicazione ermeneutica e dal fatto che non confermano le loro tesi con versi biblici incontestabili. Si tratta di persone che si introducono nei nostri ambienti come tradizionali cristiani evangelici forti delle loro credenziali.

Gli insegnamenti diffusi da questa “corrente” di dottori e teologi “evangelici” vengono presentati per lo più come utili strategie per la realizzazione di un clima nuovo di pace e di sicurezza nel mondo nelle relazioni fra cristiani e musulmani. Purtroppo però, per raggiungere questo obiettivo, vengono totalmente ignorate le più significative differenze dottrinali fra la Bibbia e il Corano e questo, ovviamente, per non urtare le profonde sensibilità e credenze dei musulmani sull’essenza di Allah.

Questi insegnamenti finiscono con lo spersonalizzare il Dio della Bibbia e con il relativizzare l’unicità della fede in Cristo, strizzando nel contempo l’occhiolino all’Islam.
È importante non solo capire e rigettare queste nuove dottrine ma anche comprendere le idee e teoremi su cui si basano, perché chiunque diffonde questi insegnamenti, presentandosi come “cristiano”, in realtà sta negando completamente il messaggio originale della Bibbia, meravigliosamente sintetizzato nelle parole di Gesù riportare in Giovanni 3:16.

Attacco dall’esterno
Nel corso degli ultimi due anni alcune missioni evangeliche, operanti nel mondo anglosassone ed impegnate nella testimonianza cristiana fra gli islamici, hanno cercato di estendere il loro servizio anche all’Italia difendendo, spesso palesemente e senza alcun ritegno, queste teorie che sono indubbiamente preoccupanti per la salvaguardia della nostra identità cristiana.

Quando vi succederà che vi si offrono seminari sull’islam da parte di alcuni che sono molto apprezzati e stimati, o suggerirvi oratori insegnanti sull’islam stranieri, è opportuno adottare una sana prudenza, per non correre il rischio di accogliere ed avallare qualsiasi tipo d’insegnamento.
A questo riguardo ritengo che sia molto importante, anche per le singole chiese, a mettere in atto i seguenti  “filtri” che consentano di individuare immediatamente coloro che, nel loro insegnamento, adottino una metodologia di stampo sincretistico con l’islam.

Come si riconoscono insegnanti “evangelici” accademici che introducono di soppiatto il Chrislam?

Un primo segnale per smascherarli ci viene offerto da loro stessi, quando li udiamo affermare che l’Islam sarebbe una religione pacifica o chiamano ‘fratelli’ i musulmani,
Così, durante i loro seminari sull’islam, incoraggiano i credenti cristiani a credere alla necessità che siano prima di tutto loro a cambiare, sul piano umano, l’atteggiamento negativo verso i musulmani e a spalancarsi con maggior fiducia e senza pregiudizi verso l’Islam in quanto – affermano – “è una religione pacifica e tollerante”.

Esercitano quindi una pressione sui credenti cristiani perché enfatizzino grande  “amicizia” verso l’islam, attraverso il riconoscimento dei lati positivi dell’Islam.
Questi insegnanti “evangelici”, tuttavia, non li udite parlare del martirio di cristiani, o della persecuzione sofferta da  ex-musulmani, dell’ideologia intollerante, feroce persecuzione e di massacri, di stragi di cristiani per mano della Jihad islamica nel mondo.

Alcuni di questi insegnanti che abbiamo ascoltato, si sono giustificati, dopo essere stati ripresi, dicendo che parlare delle persecuzioni contro i cristiani nei Paesi musulmani, oltre che trascendere dai loro temi accademici, si rivelerebbe controproducente ai fini dell’evangelizzazione. Naturalmente, nei seminari sull’islam che essi portano avanti, spiegano certi passaggi selezionati della Bibbia (escludendone altri) che cozzano con la stessa ermeneutica biblica.

Affermazioni sospette

Alcune delle affermazioni sospette di questi insegnanti “evangelici” oltre ad essere biblicamente infondate:

• L’Islam sarebbe il frutto di una benedizione elargita da Dio ai discendenti di Ismaele: nel mondo evangelico di stampo anglosassone esistono purtroppo insistenti correnti di pensiero che insegnano tesi per cui l’Islam trarrebbe la sua origine spirituale da Abramo, da Ismaele e dal suo discendente Maometto.

• L’Allah del Corano sarebbe lo stesso Dio della Bibbia, visto da angolature diverse. È possibile sentire alcuni di loro affermare che “al-ilah e elohim sono déi simili con buona approssimazione”. Ma si dimenticano di parlare sulle caratteristiche diverse, intrinseche divine di YHWH vs. Allah.

• Si sente dire inoltre sempre più spesso che l’Islam conterrebbe elementi fondamentali della fede abramitica in comune tra il Cristianesimo e il Giudaismo.
Questi ed altri strani insegnamenti già ampiamente diffusi a livello internazionale, hanno iniziato a penetrare anche in ambienti “evangelici” in Italia.

Questi insegnanti “evangelici” espongono le loro tesi dando in apparenza una particolare attenzione a quanto insegnato dalla Bibbia, però allo stesso tempo insinuano in coloro che con fiducia li ascoltano, ad esempio, l’idea che le promesse di Dio dirette a Ismaele e ai suoi discendenti vadano considerate nella prospettiva della nascita di “una grande nazione” che oggi, col senno di poi, potremmo riconoscere in una nazione islamica!

Essi si soffermano puntualmente su questo punto e sviluppano un’esegesi davvero sorprendete dei testi biblici relativi alle promesse rivolte ad Ismaele, ma puntualmente dimenticano di citare il passaggio dove è scritto: “Ma stabilirò il mio patto con Isacco” (Genesi 17:21).
E quando qualcuno chiede loro spiegazioni, si giustificano affermando che la “benedizione spirituale maggiore”concessa ad Isacco non sminuisce il valore della “benedizione spirituale minore” concessa da Dio ai discendenti di Ismaele (Ge 17:20) e sfociata nel divenire una grande nazione.

Quando poi sono messi davanti alle parole di Genesi 21:12, “Ma Dio disse ad Abramo: «Non addolorarti per il ragazzo, né per la tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; perché da Isacco uscirà la discendenza che porterà il tuo nome»”, non sanno cosa rispondere.

Islam: religione di origine abramitica?

Da un’attenta lettura della Bibbia e con l’ausilio di un buon commentario biblico, si può notare che gli Arabi esistevano già molto tempo prima della nascita di Ismaele. L’origine degli Arabi risale alla discendenza dei figli di Ioctan (Ge 10:26) fratello di Tera, padre di Abramo. Abramo, nato duecento ani dopo gli Arabi, non può essere quindi padre degli arabi! Al massimo sono imparentati alla lontana. 
Purtroppo si sente spesso dire dai musulmani che tutti gli Arabi sono discendenti di Ismaele (questa dichiarazione sottintende implicitamente l’elezione profetica di Maometto); in realtà Ismaele nasceva 300 anni dopo gli Arabi (discendenti di Joctan), quindi non può essere il padre degli Arabi. arriva molto tempo dopo.

Se  per assurdo, Maometto fosse discendente di Ismaele, andando a ritroso nelle generazioni passate, sarebbe di conseguenza discendente di Abramo. Allora, cosa può impedirgli dunque, di essere un vero profeta se discendesse da un profeta? Questa è la domanda che si pongono questi accademici “evangelici”, strumentalizzando il versetto dove dice che Dio promise di fare di Ismaele “una grande nazione” (nazione islamica).

Se quanto sopra fosse vero porterebbe implicitamente ad attribuire a Maometto, di diritto, la sua elezione a vero profeta e a riconoscere che l’islam è, dunque, una religione di origine divina.
Quindi, ci sarebbero, non un’unica fede, ma due! Non un unico Libro ispirato, ma due! Non una discendenza eletta, ma due! Non un Dio stabile nelle sue promesse ma un Dio fazioso, instabile e contraddittorio!
Purtroppo queste sono affermazioni biblicamente infondate che però hanno iniziato a penetrare in alcuni ambienti “evangelici”.

Come comportarsi?

Se la Chiesa – come ci ricorda l’apostolo Paolo – è “colonna e sostegno della Verità” (1Ti 3:15), sono i credenti che la formano che devono contribuire ed esserne sostegno e colonna.
Per un credente cristiano autentico, l’unico atteggiamento da tenere è la totale dissociazione da chi annunzia“un altro vangelo”.

A questo riguardo è molto importante mettere in atto adeguati “filtri” che consentano di individuare immediatamente tutti quelli che propinino simili dottrine umane, spacciandole per bibliche.

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