Come rispondere all’obiezione “Maometto preannunciato nella Bibbia”

Apologetica Maometto

Maometto è il Consolatore promesso da Cristo?

Satana, padre della menzogna! La fantasia galoppante di certi musulmani per riabilitare Maometto a danno della Verità in Gesù non ha limiti. Esisterebbero, all’infuori del Corano, delle profezie bibliche su Maometto? Certo! -essi affermano-. Esisterebbe qualche Scrittura, prima del Corano, che parli della sua venuta? Certo! Essi affermano che nel Nuovo Testamento vi sia il riferimento che corrisponda alla sure 7:157 “A coloro che seguono il Messaggero, il profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torah e nel’Ingil…”  e  61:6 ” E quando Gesù figlio di Maria disse: «O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi [inviato], per confermare la Toràh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad [Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: «Questa è magia evidente».      Ps: Le citazioni coraniche sono dal Corano Ed. Al Hikma 1994, Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia (U.C.O.I.I.)

Il centro di questa argomentazione, per un musulmano, è il desiderio di trovare una qualsiasi profezia biblica  “chiaramente menzionata” ed “evidente” sulla venuta di Maometto, nel Pentateuco e nel Nuovo Testamento (come si riferisce la sura 7:157) per tacciare i cristiani come ipocriti, del tipo: “se voi cristiani affermate di credere in Gesù e nella Bibbia cosa aspettate allora a credere a Maometto? Allora non siete cristiani!”

Senza poter comprovare questa argomentazione oggettivamente, i musulmani non riescono a  provare nulla che concerna Maometto, vero profeta, nella Sacra Bibbia. Questo circolo chiuso crea un problema per il musulmano che deve produrre criteri esterni al Corano per convincere i cristiani della venuta del loro profeta.
Il Commentario coranico di Hamza Piccardo riporta: “Non possiamo dare a questo verso (sura 7:157) tutto il commento che merita in luce dell’Antico e Nuovo Testamento… Giovanni 16:7. Tutte le incomprensioni che separano ebrei, cristiani e musulmani si incentrano sul modo in cui si pronuncia o scrive parakletos, che i traduttori del Vangelo hanno reso con “Consolatore”. Dobbiamo leggerlo parakletos oppure periklytos?” (Hamza, v. 1, p. 330).

I musulmani, consci del fatto che il testo originale del Nuovo Testamento fu scritto in greco, scelgono il modo di leggere, periklytos, che tradotto significa “glorioso”, invece di parakletos, che tradotto significa “Consolatore” o “Avvocato Difensore”. I musulmani, basandosi sul Corano (sura 61:6), rivendicano il “Gesù islamico” aver pronunciato profezie della venuta di Maometto e sostengono che la parola periklytos (glorioso) si riferisca al nome arabo Ahmad, pseudonimo di Maometto nel Corano, ambedue aventi come significato “il glorificato”, “il glorioso”.

La lingua greca antica non conosce il termine “periklytos”

Ciò che hanno tentato di fare i musulmani con questa parola è il gioco di prestigio nel sostituire le vocali (sostituendo a-a-e-o di parakletos con e-i-y-o di periklytos). Discutere sulle vocali é inutile, i manoscritti precedenti la nascita di Maometto – depositati nei musei- riportano parakletos.Maometto al tempo, non era ancora nato! Nella lingua greca tutte le vocali vengono chiaramente scritte in tutti i testi greci. Rispettabili professori di greco antico, incluso i greci più eruditi, affermano che la parola periklitos non é mai esistita.

Manoscritti in lingua greca confermano Parakletos

Per ogni altro dubbio, come, ad esempio, quelli riguardanti la parola parakletos è sufficiente consultare uno dei manoscritti esistenti (MSS); essi sono a disposizione di ogni persona che li voglia esaminare (compresi due dei più antichi: Codici Sinaitico ed Alessandrino, presso il Museo Britannico a Londra). Ci sono più di 70 manoscritti in lingua greca del Nuovo Testamento ante- cedenti il tempo di Maometto. In nessuno di essi viene trovata la parola periklytos.

Maometto non è il Parakletos

Il centro di questa argomentazione, per un musulmano, è il desiderio di trovare, in qualche modo, una qualsiasi profezia sulla venuta di Maometto nel Pentateuco (come indica la sura 7:157). Senza questa argomentazione il presunto ufficio profetico di Maometto a tutti i costi entra in un circolo chiuso (che inizia dal Corano e che a sua volta è “investito di autorità” da Maometto stesso e così via…). Ora, il fatto che nell’ Nuovo Testamento non esista nessuna predizione da parte di Gesù che concerna Maometto, crea un problema per il musulmano che deve produrre criteri esterni per convincerci della sacrosanta venuta del suo profeta, ma fin qui inesistenti.

Chi è dunque il Parakletos?

Un ulteriore problema per il musulmano sorge quando egli consulta il versetto in questione, Giovanni 14:16: lo Spirito santo! Questo infatti dice Gesù: “E io pregherò il Padre. Ed egli vi darà un altro Consolatore (in greco=parakletos) perché Egli stia con voi in perpetuo”. Molti musulmani citano questo versetto, come pure Giovanni 16:7 e poi chiudono la Bibbia! Ciò è pericoloso, come in questo caso, leggere un qualsiasi versetto al di fuori del contesto. Se il lettore dovesse leggere oltre il verso 14:16 e il capitolo 16:7 troverebbe l’identificazione a cui si riferisce Gesù sulla venuta del parakletos.

Secondo il contesto di Giovanni 14 e 16 Gesù disse che il parakletos non è un essere umano:
14:16 – “…starà con voi in perpetuo…” (un essere umano non vive per l’eternità )
14:17 – “…lo Spirito della Verità” (14:17 – “Che il mondo non vede..” (un essere umano è visibile)
14:17 – “…neppure lo conosce” (un essere umano è conosciuto da altri)
14:17 – “…egli sarà in voi” (un essere umano non può entrare dentro un’altro)

Gesù indica che il Parakletos ha una missione specifica, manifestare soltanto Lui:
14:26 – “…lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome”
14:26 – “…vi rammenterà tutto quello che io (Gesù) vi ho detto”
16: 8 – “…convincerà il mondo quanto al peccato” 16:14 – “…Egli mi (Gesù) glorificherà”

Gesù specifica nel dettaglio che il Parakletos è Spirito:
Gv 14:17 – “…lo Spirito della Verità”
 Gv 14:26 – “Il Consolatore (parakletos), lo Spirito Santo.
È chiaro dal contesto che nessun profeta né essere angelico può possedere qualità esclusive del Parakletos, considerando che Gesù lo identifica dettagliatamente:
♦ …sarà con loro per sempre
♦…non è visibile, non è conosciuto,
♦ …è dentro di loro e ricorderà all’uomo cosa Gesù fece, portando gloria a Gesù stesso.

C’è un solo Essere che ha tutte queste caratteristiche ed è lo Spirito Santo, la terza persona della Trinità! Esso incarna tutte queste qualità! In Atti 1, Gesù, prima di essere portato in cielo, e dopo 40 giorni da quando aveva promesso la venuta dello Spirito Santo (Giov. 14:16 e 16:7), parla ancora di questo “dono”.
Cristo ha lasciato detto: “…aspettatevi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udito da me… ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni” (Atti 1:4,5).
È ovvio che il Consolatore di cui Gesù parla è lo Spirito Santo, che arriverà in potenza 10 giorni dopo che Gesù ascende al cielo, nel giorno di Pentecoste (tradotto, significa il 50° giorno), ben cinque secoli prima della nascita di Maometto. Gesù ha precisato, parlando di pochi giorni!

Conclusione

Come abbiamo visto, non ci sono passaggi nel NT che minimamente accennino alla venuta di Maometto in quanto vero profeta.
Il Consolatore (Parakletos) promesso, davanti alle prove prodotte, non é piuttosto spirito, e in particolare lo Spirito Santo preannunciato da Gesù Cristo?
Le sure 7:157 e 61:6 ci viene detto che attribuirebbero ad un profeta arabo di nome Ahmad (Maometto), che, udite udite, sarebbe stato rivelato nel Pentateuco e nel NT. È perciò imperativo che questo personaggio vi si trovi, come affermano i musulmani. Senza queste prove, Maometto non ha prove, esterne al Corano, che possano comprovare il suo “ufficio profetico”, e quindi l’autorità della fede di oltre un miliardo di musulmani si basa soltanto sulla singola dichiarazione verbale che un uomo comune fa di se stesso. Si ottiene cioè: Maometto testimonia del Corano ispiratogli da Allah, e il Corano testimonia di Maometto, profeto di Allah. Chiunque può convincersi da solo di qualunque cosa. Una “testimonianza” questa che entra in un circolo chiuso, scientificamente improponibile a chiunque. Chi c’era con Maometto, quando egli , ci viene detto, riceveva le rivelazioni da un angelo? Mai nessuno!


Proprietà letteraria di Effemme


Photocredit: http://flic.kr/p/qHhRjP  (CC BY-NC-ND 4.0)

 

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