L’uso del sesso secondo il Corano

Corano

CORANO SURA 4:3
DONNA OGGETTO? NEL CORANO TERMINOLOGIA  ‘SESSISTA”

Nel corano in italiano vi si legge:
E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti. Corano 4:3.

Leggendo lo stesso verso in arabo, è un tantino diversa:
Il Corano nella lingua originale in arabo, il termine “sposate” NON c’è”!  Al posto di “sposate” nel versetto del Sacro Coranoil verbo è Fankihu che si traduce in italiano con  “s…..e ” (parola volgare). Il Corano scrive proprio così… (sigh). Se il Corano è ritenuto sacro, rivelato da Allah, non dovrebbe quindi essere un gravissimo turpiloquio per Allah..      

Gli Arabi sia musulmani che sia cristiani da noi arrossiscono; affermano che in Italiano non esiste una traduzione più nobile al posto di Fankihù. In tal modo, la traduzione del Corano l’hanno resa adatta all’europeo che NON può leggere in arabo.

Alla luce di ciò, quando abbiamo letto ‘sposate (fankihù) due, tre, quattro…” nel Corano realmente si leggerebbe in arabo ‘ s…..e con due, tre, quattro donne…’ ma se temete di essere ingiusti (nel sessualmente ed equamente ‘rendere’ la stessa razione di sesso alle altre mogli), allora il Corano invita l’uomo a fornicare con una sola donna musulmana, e se sa che non può farcela allora può ripiegare  sulle sue schiave (amanti).  Quando si legge: “quel che le vostre destre possiedono” nel linguaggio del deserto significava il bottino di guerra:  ‘prigioniere di guerra o schiave”  con le quali potrà farà sesso come che gli pare.

 

LA DIGNITA’ DELLA DONNA NELL ISLAM  E IN PARADISO  OPPOSTA ALLA BIBBIA

Sulla rete si sprecano i dibattiti fra gli islamici se sia possibile fare sesso anale oppure se sia haram (vietato). Dovunque poggi il verdetto, la domanda  è piuttosto un altra: può una donna musulmana, nel precetto islamico, rifiutare durante l’intimità una prestazione  richiesta troppo spinta per la sua coscienza?

Purtroppo molte hadith, affermano che se la moglie rifiuta di fare sesso col marito (o rifiutare una prestazione particolare), gli angeli la malediranno per tutta la notte, perché Allah ne sarà rattristato.

Nella società islamica contrariamente a quanto è accaduto nella società occidentale niente di ciò che riguarda la sessualità e il sesso ha un evoluzione culturale. La donna non è mai stata considerata un essere dotato di volontà o di capacità di muoversi e riflettere, non è mai stata vista come un essere autonomo che può contribuire alla al progresso della società. la donna resta dominata dalla cultura maschile.
E la religione ha rafforzato questa visone, giungendo perfino a teorizzarla. Il Corano dice: “ gli uomini sono stati preposti alla donne perché Allah ha prescelto alcuni esseri sugli altri. Corano 4.34; la femminilità qui è paragonata ad  campo da coltivare per l’ uomo, che può prenderla nel modo che gli piace e quando vuole. Tabari, commenta questo verso affermando che l’uomo può prendere e godere la donna senza nemmeno parlarle. Se ciò accadesse, la donna può sentirsi vittima di uno stupro. Lo stupro della donna come castigo compare in un libro che gode una certa autorità in materia di scienze religiose.

E dice:” tuttavia gli uomini sono un gradino più in alto, e Allah è potente e saggio”. Corano 2.228
questo verso è rivelatore del disprezzo che si nutre nei suoi confronti. La donna è letteralmente sotto qualcuno. Questa posizione corporale indica il dominio. la donna può solo essere dominata e posseduta. La donna è stata ridotta da un essere creato a immagine di Dio, a una copertina di Playboy.
E’ estremamente ingiusto!

Ancora oggi, nella concezione della vita quotidiana, l’uomo dà e la donna riceve. Il primo è attivo, la seconda è passiva.
Nella lingua araba di oggi non esiste alcun termine, che io sappia, per dire sessismo, maschilismo, misoginia. E ripeto, la donna viene vista passiva sia nella vita sia sul piano sessuale. La voluttà è tutta per l’uomo. Il fatto che la figlia sia obbligata a rimanere vergine fino al giorno del matrimonio significa che é sempre un oggetto dell’uomo.
Delle volte le donne vengono ripudiate quando si scopre che le loro figlie hanno ‘perso la verginità’. La madre che è una donna che vive in un contesto tradizionale in cui la sessualità è codificata , una volta ripudiata si ritrova senza un uomo e quindi senza la possibilità di avere rapporti sessuali. Perciò il godimento extra o pre-matrimoniale della figlia può comportare la perdita della possibilità di godimento per la madre.

Tabari, commenta questo verso affermando che l’uomo può prendere e godere la donna senza nemmeno parlarle. Se ciò è applicato, la donna può sentirsi vittima di uno stupro.

Lo stupro della donna, come castigo da infliggerle, compare in un libro che gode una certa autorità in materia di scienze religiose.
La lingua araba non si è evoluta. Il temine ‘adhrà’ (vergine) esiste solo per la donna.. Come se l’uomo non fosse anche lui il frutto di una storia e di un percorso. Nasce uomo, non lo diventa.
Ciò dimostra che la società araba non si è evoluta. la donna deve essere il luogo in cui l’uomo può realizzare tutto ciò che vuole, incluso se stesso. Di conseguenza, non è altro che uno strumento di soddisfazione dell’uomo maschio-attivo.

In Marocco alcune donne cominciano a rivolgersi a delle associazioni per denunciare lo stupro coniugale. Le donne prendono coscienza di essere spesso il luogo di realizzazione delle fantasie più folli dei mariti, tali e quali a donne-oggetto. Tuttavia in arabo non esiste un termine per designare lo sturo coniugale. Significa che per denunciare uno stupro coniugale, il sessismo, il maschilismo, bisogna usare una lingua occidentale. Una lingua meravigliosa e ricca quale l’arabo, si fa improvvisamente povera quando si tratta di pensare i rapporti uomo-donna all’interno della società araba odierna o forse per mancanza di innovazione da parte degli arabi. Come si può creare una modernità se la lingua non si è evoluta?

E se questi termini fanno fatica a farsi strada per timore della censura religiosa??
I sedicenti rivoluzionari arabi anziché parlare della libertà della donna, dei suoi diritti, del miglioramento della condizione di vita e così via, hanno accentuato l’assoggettamento della donna sia il godimento dell’uomo.

Oggi il libro più venduto nel mondo arabo, scritto da un saudita wahabita, la donna più felice è quella che dà prova della più totale sottomissione ai precetti e di conseguenza a su marito.
Questo rapporto estremamente arcaico rimanda al nucleo primitivo dell’islam e alla divisione religiosa dei sessi della sessualità. Il godimento della donna rimane un grande argomento tabù. Non se ne parla, conta solo la sessualità dell’uomo. La mentalità dell’uomo arabo e musulmano rimane profondamente religiosa. La sua struttura mentale e psichica è religiosa, é imbevuta di dominio , di potere e di successo. La donna si ritrova in questo ingranaggio senza spiragli e senza vie d’uscita.

È ben noto che per i wahabiti l’autonomia della donna è la minaccia suprema per l’uomo. All’interno della società araba l’individuo non può dialogare liberamente con l’altra, col diverso da sé. Non se ne adotta il dialogo democratico né lo scambio di opinioni. Regna soltanto la violenza. In questo clima, un donna che si emancipa è una donna che contesta e che dichiara apertamente il suo dissenso. Ma questo non è consentito. La donna deve comportarsi agli occhi dell’uomo, come un essere che non pensa.
La parola Buqa non indica la copertura della femminilità della donna, ma della sua umanità perché buqa significa “pecora” o “animale strisciante” o “ bestia da soma”. La parola viene usata per parlare della beduina che lavora nei campi come una bestia da soma.

Ciò su cui bisogna interrogarsi è l’oblio della Storia. E’ nota infatti la partecipazione delle donne algerine alle lotte per l’indipendenza del loro Paese. Eppure non hanno avuto il riconoscimento che meritavano. Nessuna delle donne all’avanguardia del XX secolo (come per esempio May Ziade, Huda Sha’ràwi, e molte altre ha avuto un riconoscimento adeguato nel movimento di liberazione della società. La donna più impegnata rimane comunque ai margini e i suoi testi non vengono tramandati né insegnati. Si parla solo di uomini, anche quando si tratta di donne. Eppure ci sono state scrittrici, cantanti, attrici. L’Oriente trabocca di grandi donne. Gli arabi le hanno dimenticate. Sembra che Gli arabi rifiutano le ‘donne sapienti’.

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