Linee guida di chiarezza teologica verso i musulmani

Politica Teologia

Linee guida di chiarezza evangelistica verso gli islamici nel nostro Paese (1)

Dichiarazione comune sulla nostra posizione nel rapporto evangelistico con gi islamici  (2)

♦Il Corano non è Parola di Dio (3). La Bibbia soltanto è parola ispirata del Dio trino (4) ed è l’unica autorità per quanto riguarda la fede, i valori e le pratiche.

♦Maometto non è un profeta del SIGNORE Dio.
L’Islam non è la via che possa condurre i suoi credenti e seguaci in paradiso, o ad un rapporto col Dio trino (4), o alla salvezza, o al perdono dei loro peccati.

♦Espressione delle nostre persuasioni di base. Noi crediamo che i cristiani non debbano dare la falsa impressione che le credenze di cristiani ed islamici siano le stesse, piuttosto devono evidenziare le differenze che sussistono fra le credenze di base nelle seguenti aree:
⇒Gli attributi di Dio (5)
⇒L’identità di Gesù (6)
⇒ Che cos’è il Corano (7)
⇒ L’identità di Maometto (8)

♦Partecipazione alle pratiche religiose islamiche. Noi crediamo (9):
→   Gli evangelisti cristiani non devono dissimulare approvazioni teologiche verso l’Islam per conquistare gli islamici per Gesù Cristo.
→ Gli evangelisti cristiani non dovrebbero partecipare, ne dovrebbero insegnare ai loro convertiti di continuare a partecipare al culto islamico in una qualunque moschea (10).
→ Gli evangelisti cristiani non dovrebbero recitare, ne dovrebbero insegnare ai loro convertiti di continuare a recitare il credo islamico (o Shahada) (11).
→ Se i cristiani partecipano ad una pratica islamica biblicamente accettabile (ad es. praticare il digiuno durante il Ramadan, non mangiare carne di maiale e non bere alcool), essi devono  anche dichiarare che queste pratiche non hanno alcun valore meritorio ai fini della salvezza.

Auto-identificazione. Noi crediamo:
→ Gli evangelisti cristiani non dovrebbero identificarsi come musulmani, meno ancora le donne cristiane devono dissimulare o  indossare il velo come precetto islamico.
→ Gli evangelisti cristiani non dovrebbero insegnare ai loro convertiti di continuare ad identificarsi come musulmani nei termini di un impegno di fede (12).
→ L’identità degli evangelisti cristiani/e  e dei loro convertiti dovrebbe essere coerente con l’identità dei cristiani nel mondo.

♦Traduzioni bibliche → Respingiamo traduzioni bibliche in qualunque lingua che rimuovano o sostituiscono parole su Gesù Cristo o su Dio Padre.

♦Integrità
→  Respingiamo ogni inganno e non sovvertiamo mai ciò in cui crediamo biblicamente  quand’anche fosse per un buon fine.


Note

1 Siamo impegnati ad operare in maniera rispettosa delle culture e delle usanze che siano compatibili con l’insegnamento biblico e non affermino minimamente l’adesione all’Islam. Oltre alla nostra dichiarazione di fede, gran parte delle questioni hanno a che fare con ciò che è ammissibile senza trasmettere significati che non siano intesi e non siano biblici. Solo perché una persona sia stata veramente salvata non ne consegue che tutti i metodi  per raggiungere quel fine siano usabili, desiderabili, riproducibili o imitabili. Le conversioni di islamici alla fede cristiana attraverso una determinata strategia, non significa necessariamente che strane strategie, stili e sospette traduzioni bibbia siano biblicamente accettabili o che sia sostenibili.
2 Il Corano afferma (Sura 29:46) di essere una rivelazione proveniente dallo stesso Dio adorato dai cristiani e considera Maometto l’ultimo e più grande dei profeti. Il Corano, però, afferma che i cristiani a loro volta credono che Dio, Gesù (chiamato Isa nel Corano) e Maria siano tre dei e che Gesù sia stato concepito come figlio di Dio in maniera sessuale, e quindi obietta che Gesù sia figlio di Dio, considerando Gesù solo come un profeta di Dio e la parola e lo spirito di Dio. Afferma pure che Gesù NON sia stato crocifisso, ma che sia stato rapito da Dio stesso dalla croce. Il Corano afferma che la Bibbia, la Torah e il vangelo che ebrei e cristiani seguono, siano parole di Dio che essi possono seguire. Ciò che afferma il Corano, però, è spesso molto diverso dalla Bibbia. Temi con differenze significative includono gli attributi e le opere di Dio, l’identità e le opere di Gesù, il concetto di rivelazione, molti racconti (più di 20 profeti nell’Antico e nel Nuovo insegnamento) ed insegnamenti (ad esempio, come ottenere l’espiazione e l’ingresso in paradiso, il significato del culto, del digiuno, delle offerte, la descrizione del paradiso, la posizione degli uomini e delle donne e del matrimonio, la legge che governa lo Stato, la Jihad).
3 Gli islamici credono che il vero nome di Dio sia Allah.
4 Noi crediamo che l’unico e vero Dio è il Dio Uno e Trino in cui credono le maggiori denominazioni cristiane. Il Dio menzionato in questo stesso documento si riferisce all’unico e vero Dio rivelatosi nella Bibbia.
5 Vi sono differenze maggiori fra gli attributi del Dio che i cristiani adorano e l’Allah adorato dagli islamici.
6 Il Gesù della Bibbia non è lo stesso di cui parla il Corano (col nome di Isa).
7 Il Corano non è Parola di Dio e non ha autorità uguale o superiore alla Bibbia.
8 Maometto non è un vero profeta di Dio inviato da YHWH, né discende da Isacco e Giacobbe.
9 Gli evangelisti cristiani hanno la responsabilità di insegnare ai loro convertiti che seguire Cristo comporta un costo, e dovrebbero accompagnarli per aiutarli ad affrontare le sfide che incontrano.
10 Questo non vuol dire che i convertiti da poco non possano temporaneamente continuare a partecipare al culto islamico. Solo che gli evangelisti cristiani non dovrebbero insegnare o incoraggiare una tale partecipazione ma anzi, a dissuaderli progressivamente dal farlo.
11 Secondo la comprensione che ne hanno gli islamici, la recita pubblica della Shahada è la dichiarazione di un musulmano che si sottomette ad Allah e considera Maometto il profeta più grande. Questo non vuol dire che il neo-convertito non possa temporaneamente recitare la Shahada, ma che l’evangelista cristiano non debba insegnare o incoraggiare tale partecipazione, ma progressivamente a dissuaderlo dal farlo.
12 Questo non vuol dire che i neo-convertiti non possano continuare temporaneamente a identificarsi come musulmani, ma che gli evangelisti cristiani non debbano insegnare o incoraggiare tale pratica.
13 Nella primavera del 2012 i traduttori della Wycliffe e la SIL internazionale hanno invitato un comitato indipendente dell’Alleanza Evangelica internazionale a condurre una verifica di come essi hanno tradotto “Dio Padre” e “Figlio di Dio”. Suo scopo era quello di stabilire quale potesse essere la traduzione migliore di questi ed altri temi in ambiente musulmano e offrirne suggerimenti. Il rapporto è stato pubblicato nell’Aprile 2013:  come pure nel Dicembre 2016 Fondati su questo rapporto e documenti, noi non siamo in favore di traduzioni che oscurino il rapporto fra il Padre divino e il Figlio.


Contributo tradotto dal sito www.answeringislam 


Photocredit: http://flic.kr/p/mS8f1 (CC BY-NC 4.0).

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