Leader cristiani firmano documento islamico

Cristianesimo Islam

Premessa

Per i cristiani, tener presente che questo storico documento ” A Common Word between Us and You” (italiano: Un Accordo comune tra Noi e Voi)  è stato concepito e scritto dai musulmani, pertanto ogni volta che vi riportano la parola ‘Dio’, in realtà la chiave di lettura  é Allah del Corano. Nel documento è criticato ogni riferimento teologico del Dio e Signore rivelatosi nella Bibbia.  Con questa precisazione, si può iniziare a leggere il documento. 

Nella lettera,si ricorre alla retorica islamica; pretende di farla firmare ai 300 Rappresentanti della cristianità mondiale come ‘ricevuta legale’, i quali si sono impegnati a promettere  sudditanza teologica agli islamici (versione originale in inglese) basandosi sulla famigerata sura 3:64. Da questo compromesso del 2007, oggi ha prodotto missionari evangelici ideologicamente aderenti all'”Accordo in Comune”  che si sono introdotti nelle chiese grazie a compiacenti ‘basisti’ ritenuti di grande stima dai credenti.

Francesco Maggio

John Piper sulla questione, video

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Per verificare la traduzione in italiano dalla versione originale in inglese cliccare qui:  http://faith.yale.edu/common-word/common-word-christian-response A fine pagina anche l’elenco dei 300 firmatari fra cattolici, ortodossi ed evangelici di rilievo internazionale e apprezzati in Italia.

 

“ UN’ACCORDO COMUNE FRA VOI E NOI“ AMARE DIO ED IL NOSTRO PROSSIMO

[1] Nel nome del l’Infinito Buon Dio, Colui che dobbiamo amare con tutto il nostro essere Premessa

Come membri della Comunità Cristiana mondiale ci siamo sentiti profondamente incoraggiati e sfidati dalla recente, storica, lettera aperta firmata da 138 autorevoli studiosi musulmani, clerici e intellettuali provenienti da tutte le parti del mondo. [2] La “una dichiarazione comune tra noi e voi” ravvisa elementi fondamentali comuni tra il Cristianesimo e l’Islam che unisce il cuore delle nostre rispettive fedi e che condividono con [3] la fede abramitica più antica, il Giudaismo.

La chiamata di Gesù Cristo ad amare Dio e il prossimo deriva dalla rivelazione divina al popolo d’Israele nella Tora (Deuteronomio 6:5; Levitico 19:18). Accogliamo la lettera aperta come un gesto della convivialità e della cooperazione musulmane, una mano esteso ai cristiani in tutto il mondo. In questa risposta vorremmo estendere la nostra mano cristiana, affinché, insieme a tutte le altre persone, possiamo vivere in pace e giustizia, cercando di amare Dio e il nostro prossimo.

Musulmani e cristiani non si sono sempre dati la mano in amicizia; a volte c’è stata tensione o persino ostilità fra di loro. Poiché Gesù Cristo dice, “Togli prima dal tuo occhio la trave e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello”(Matteo7:5), [4] noi vogliamo incominciare riconoscendo che in passato (ad esempio durante le Crociate) e ancora oggi (ad esempio negli eccessi della”guerra sul terrore”) molti cristiani hanno peccato contro i musulmani, nostro prossimo. Prima di “stringervi la mano” in risposta alla vostra lettera, chiediamo perdono [1 si ripete] al Misericordioso ed a tutta la comunità musulmana mondiale.

[5] Pace religiosa- Pace mondiale
“Musulmani e Cristiani insieme costituiscono più della metà della popolazione mondiale. Se fra queste due comunità religiose manca la pace e la giustizia non può esserci pace significativa nel mondo.” Condividiamo il sentimento dei firmatari musulmani espresso nelle prime righe della loro lettera aperta. Rapporti pacifici fra musulmani e cristiani rappresentano una delle sfide centrali di questo secolo e forse di tutta l’epoca presente. Anche se le tensioni e i conflitti, in cui musulmani e cristiani sono coinvolti, non sono di natura principalmente religiosa, hanno una dimensione innegabilmente religiosa. Se otteniamo la pace religiosa tra queste due comunità religiose, sarà molto più facile ottenere la pace nel mondo. Non è, pertanto, esagerato affermare che, proprio come nella”una dichiarazione comune tra Noi e Voi”, che il futuro del mondo dipende dalla pace tra
musulmani e cristiani”.

Un Terreno Comune
Ciò che risulta così straordinario in relazione a “un’ accordo comune tra Noi e Voi” non è che i firmatari riconoscano il carattere critico del momento presente nei rapporti tra musulmani e cristiani. E’ piuttosto una profonda intuizione e coraggio con cui hanno identificato il terreno comune tra le comunità religiose di musulmani e cristiani. Quello che è comune tra noi non é in qualcosa di marginale o di semplicemente importante per ognuna. E’, piuttosto, in qualcosa di assolutamente centrale per entrambi: l’amore per Dio e per il prossimo. In modo sorprendente per molti cristiani la vostra lettera considera il duplice comandamento dell’amore quale principio fondamentale non solo della fede cristiana ma anche di quella islamica. L’esistenza di così tanti elementi comuni – elementi comuni in alcuni fondamenti della fede – ci porta a sperare che le differenze innegabili e persino le reali sollecitazioni esterne che incidono su di noi non possano offuscare il terreno comune sul quale possiamo convivere. *Che questo terreno comune consista nell’amore per Dio e per il prossimo ci porta a sperare che collaborazione profonda tra noi possa contraddistinguere i rapporti tra le nostre due comunità.

Amore per Dio
Siamo lieti che “Un’ accordo comune tra Noi e Voi” ponga l’accento così insistentemente sulla sola devozione unica ad un solo Dio, l’amore di Dio, come il dovere primario di ogni credente. Solo Dio ci comanda giustamente di esserGli estremamente fedeli. Quando qualcuno o qualcosa a parte Dio pretende estrema fedeltà – un sovrano, una nazione, il progresso economico, o qualsiasi altra cosa – finiamo per servire idoli ed inevitabilmente finiamo per rimanere intrappolati in grandi conflitti mortali.

Troviamo ugualmente incoraggiante che il Dio che dovremmo amare al di sopra di ogni cosa sia descritto come l’essere Amore. Nella tradizione musulmana Dio, “il Signore dei mondi” è “l’Infinitamente Buono e Misericordioso”. E il Nuovo Testamento dichiara con chiarezza che “Dio è Amore”(1^ Giovanni 4:8). Poiché la bontà di Dio è infinita ed illimitata, Dio “permette che il sole sorga sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”, secondo le parole di Gesù Cristo citate nel Vangelo(Matteo 5:45).

Per i cristiani l’amore dell’umanità per Dio e l’amore di Dio per l’umanità sono intimamente collegati. Come leggiamo nel Nuovo Testamento:”Amiamo perché Egli ci ha amati per primo” (1^ Giovanni 4:19).Il nostro amore per Dio nasce e viene alimentato dall’amore di Dio per noi. Non potrebbe essere diversamente visto che il Creatore che ha potere su tutte le cose è infinitamente buono.

Amare il prossimo

Troviamo profonde affinità con la nostra fede cristiana quando ”una dichiarazione Comune tra Noi e Voi” insiste nell’affermare che l’amore costituisca la nostra priorità per eccellenza nelle relazioni con il prossimo.”Nessuno di voi ha fede fino a che non amate il vostro prossimo come voi stessi”, ha detto il *Profeta Maometto. Nel Nuovo Testamento similmente si legge:”chi non ama il prossimo non conosce Dio”(1^ Giovanni 4:8) e “chi non ama suo fratello che vede non può amare Dio che non vede”(1^ Giovanni 4:20). Dio è amore, e la nostra chiamata suprema come esseri umani è di imitare Colui che noi adoriamo.

Siamo d’accordo quando affermate che “la giustizia e la libertà religiosa costituiscano parte cruciale” dell’amore per il prossimo. Quando la giustizia manca, né l’amore di Dio né l’amore del prossimo possono essere presente.
Quando la libertà di lodare Dio secondo la propria coscienza è ridotta, Dio è disonorato, il prossimo oppresso e né Dio né il prossimo è amato.

Poiché i musulmani cercano di amare i cristiani, loro prossimo, non sono loro ostili, come afferma il documento in modo incoraggiante. Al contrario, i musulmani sono a loro favore. Da cristiani noi accogliamo questo sentimento con gioia. La nostra fede ci insegna che dobbiamo immedesimarci nel nostro prossimo – infatti, dobbiamo agire in suo favore – anche quando il nostro prossimo ci diventa ostile. “Ma io vi dico,”dice Gesù Cristo,”amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché Egli fa sorgere il Suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”(Matteo :44-45). Il nostro amore, dice Gesù Cristo, deve imitare l’amore del Creatore infinitamente buono; il nostro amore deve essere incondizionato come quello di Dio – esteso a fratelli, sorelle, prossimo, e persino nemici. Alla fine della Sua vita, lo stesso Gesù Cristo pregò per i Suoi nemici:”Perdona loro, perché non sanno quello che fanno”(Luca 23:34).

Il Profeta Maometto fece la stessa cosa quando fu rifiutato violentemente e lapidato dal popolo di Ta’if. E’ conosciuto per aver detto,”il comportamento più virtuoso è attirare coloro che troncano le relazioni, dare a coloro che si ritraggono da te e perdonare coloro che sbagliano con te.” (E’ forse significativo che dopo che il Profeta Maometto fu cacciato da Ta’if, lo schiavo cristiano ‘Addas che si prese cura di Maometto gli portò cibo, lo baciò e lo abbracciò.)

Il compito che ci compete

“Che questo terreno comune – il duplice *terreno comune dell’amore per Dio e per il prossimo – “sia la base di ogni futuro dialogo interreligioso tra noi,”esorta la vostra lettera coraggiosa. Infatti, la generosità che traspare dalla stesura della lettera esprime il vostro appello. Concordiamo accoratamente. Abbandonando tutto l’ ”astio ed il conflitto” 6) bisogna impegnarsi in un dialogo interreligioso similmente a coloro che cercano il buono negli altri, poiché l’unico Dio cerca incessantemente il buono in noi. Effettivamente, insieme con voi crediamo che bisogna andare oltre “un cortese dialogo ecumenico tra selezionate guide religiose” e lavorare insieme diligentemente per ricostruire un rapporto tra le nostre comunità e le nostre nazioni così da rispecchiare in modo genuino il nostro comune amore per Dio e reciprocamente.

Viste le profonde scissure nei rapporti tra cristiani e musulmani oggi, il compito si presenta arduo. Le conseguenze sono enormi. 7) Il futuro del mondo dipende dalla nostra abilità come cristiani e musulmani di vivere insieme pacificamente. Se non ci sforziamo in ogni modo di stabilire la pace e di amarci insieme in armonia, giustamente ci ricordate che anche “le nostre anime eterne” sono a rischio.

Il Grande Mandato islamico accettato dai massimi Leader Cristiani

Siamo persuasi che come prossimo passo, i nostri leader ad ogni livello, si devono incontrare e cominciare il compito serio di determinare come Dio vuole che noi adempiamo la richiesta di amare Lui e di amarci reciprocamente. Riceviamo con umiltà e speranza la vostra lettera generosa e ci impegniamo ad adoperarci insieme con il nostro cuore, anima, mente e forza per il raggiungimento degli obbiettivi che così appropriatamente ci avete proposto.

……Seguono 300 firme fra le quali quella di Federico Bertuzzi

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Sinossi del Documento a cura di Francesco Maggio
“ UNA DICHIARAZIONE COMUNE FRA NOI E VOI

[1] Cristiani Iniziano una lettera usando la loro stessa terminologia per spiegare il significato di Allah, e ciò da parte di Cristiani più rappresentativi nel mondo evangelico e non.

[2] Domandiamo come possa essere firmata questa lettera aperta, scritta e sottoposta dai musulmani ai massimi leader cristiani nel mondo, il cui motto “Un’ accordo comune fra noi e Voi”; si basa proprio sul verso 64 del capitolo 3 nel Corano che recita:

Questo versetto impone ai Cristiani, qui declinati come ” la Gente della Scrittura” – ad accettare la dottrina l’islam, che si conclude con il verso 64. Questo richiamo è presentato come un invito all’ “accordo” a “non adorare nessuno come signore all’infuori di Allah” (un attacco contro YHWH) e quindi successivamente, di non “ associarGli” il Figlio di Dio-l’ordine di rinnegare il Figlio di Dio.

I rappresentanti massimi della cristianità mondiale hanno firmato, probabilmente molti ingenuamente, anche le implicazioni dell’ultimo slogan coranico: “che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli”. Questo slogan è una sconfessione inaccettabile contro la Divinità di Cristo, che il Corano continua a imprecare da 1.400 anni.

    Perché dunque i cristiani dovrebbero firmare una dichiarazione nel nome di Allah “ Un accordo comune fra Noi e Voi” che introduce l’attacco contro Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e quindi respinge la divinità di Cristo (Sura 9:31) e mina tutta la rivelazione biblica?

[3]) Respingiamo l’idea che i musulmani, siano appartenenti ad una religione per certi versi collaterale al giudaismo e al cristianesimo e meno ancora alla fede abramitica, secondo la Bibbia.
[4] Limitarsi ad usare la stessa terminologia dei musulmani per spiegare il significato di Allah, in riferimento al documento “Un accordo comune tra noi e voi” firmato dai cristiani, rappresenta una scelta infelice che porta ad una progressiva perdita della propria identità cristiana – di islamizzazione della fede cristiana. Inoltre, perché hanno firmato dichiarando di rappresentare il mondo cristiano piuttosto che assumersi la loro personale responsabilità? Noi Suoi discepoli non ci identifichiamo con i cristiani che hanno combattuto le crociate. Inoltre, nel documento, è presente l’atteggiamento che vede in modo “sentimentale” la storia e imputa al cristianesimo tutte le responsabilità delle acredini del passato.

[5] Anche se noi cristiani crediamo che le intenzioni dei musulmani dietro la lettera da loro proposta non possono che essere false (ad esempio non abbiamo mai avuto “un accordo comune” sul modo d’intendere l’Amore di Dio e per l’umanità) gli stessi cristiani firmatari fingono di accettare un presupposto esagerato ed errato e, su questa finzione, avviano il dialogo interreligioso.(!?)

Noi cristiani rigenerati, in qualità di persone chiamate ad essere “procacciatori di pace”, dobbiamo mostrare rispetto nei confronti della loro credenza, rimane comunque nostro dovere affermare tuttavia le differenze che stanno alla base tra la sura 3:64 e la verità biblica (Patto di Losanna).

Nella Bibbia si vedono leaders che covano programmi personali mascherati da nobili intenzioni o cercheranno di ‘avvelenare’ le menti degli altri che non sospettano nulla (Esdra 4:1-3). Senza discernimento, in altri casi peggiori si giunge al sincretismo del Chrislam vero e proprio finché poi  è troppo tardi (2 Re 17:26-33). Un esempio per oggi che ci tocca da vicino: il Crislam, la forma di sincretismo che vede sposare elementi dottrinali (cri)stiani ed (islam)ici. Il neologismo è recentissimo e si sta velocemente diffondendo nel mondo. Inoltre, negli ultimi anni si sta diffondendo una missiologia per il mondo islamico che prevede forme diverse di presenza dei cristiani, al di fuori del tradizionale approccio che prevedeva la fondazione di chiese cristiane.

Cos’é questo documento? Un riconoscimento ecumenico nel segno di una religione dell’umanità pluralista? Dovremmo noi rinunciare alla franchezza della testimonianza pur di tentare un percorso pacifico con l’islam? Respingiamo che il

Di’: “O Gente della Scrittura, addivenite ad un’accordo comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all’infuori di Allah”. Sura 3:64

Respingiamo che il Dio della Bibbia e Allah del Corano siano lo stesso Dio visto da angolature diverse. Questa equazione è un travisamento dell’insegnamento biblico su Dio Uno e Trino, su Gesù quale vero uomo e vero Dio e sullo Spirito Santo quale Persona divina in comunione col Padre ed il Figlio.

L’islam poggia su due livelli. Uno è il livello alto, dove si attua politica strategica per guadagnare terreno fra i non musulmani (“Un accordo comune”, come esempio). Quindi c’è il livello basso, per intendere il terreno della libertà religiosa. Nemmeno dalla firma di questo documento (nel 2007) la persecuzione contro le minoranze cristiane è diminuita. Anzi, vediamo sotto i nostri occhi tutti gli attentati mossi contro l’Occidente. I musulmani che hanno voluto far firmare questa lettera dai cristiani potrebbero muoversi e optare giorno per giorno in questa o quella opzione.

I musulmani, in questa lettera aperta invitano i cristiani firmatari a cercare di instaurare rapporti pacifici tra cristiani e musulmani in ogni luogo della terra dove convivono, sulla base di due principi, ovvero comandamenti religiosi, il primo presente in ambedue le religioni, il secondo soltanto nella Bibbia:
a) l’amore che dobbiamo nutrire per il proprio Dio (che dipende dalla diversa visione di Dio che i due Libri danno)
b) l’amore che dobbiamo nutrire per il prossimo.

Partendo dal fatto che noi non crediamo nella realizzazione dell’amore umano come hanno auspicato i musulmani, ma attraverso vite rigenerate in Cristo, dai frutti dello Spirito, dalla capacità che ci viene data dallo spirito santo. Ciò risulta estraneo ai fedeli musulmani.
E’ diverso il presupposto del Corano, quando afferma di sottomettere o uccidere i non musulmani finché “la religione nel mondo non sia tutta per Allah” (sure 8:39; 9:29)

E’ ben noto che l’islam non è una religione che si pone onestamente. Se e quando guadagnano posizione in terra di conquista, prendono il sopravvento per conquistare il popolo invaso.

Siamo in vero pericolo! Se persone in vetta come questi firmatari cristiani, hanno firmato con tale leggerezza, cosa sarà domani dei prossimi leader della cristianità internazionale? Si parla solo di ‘amore’ e si tace su Gesù. Anzi i cristiani citano Maometto. E’ una contraddizione parlare d’ ‘Amore’ tacendo sulla realtà della croce dove Gesù ha accettato di morire per Amore nostro, donandoci la salvezza eterna.

Ma certo, il sacrificio che lo vide morire per noi, è troppo scontato, facile e, soprattutto, non è per studiosi, docenti e intellettuali della loro portata..ciò è il dramma!

Le due dichiarazioni ‘tranquillizzanti’ attribuite a Maometto nella lettera-risposta dei firmatari cristiani non sono provenienti dal Corano, invece da una tradizione orale e peraltro sono fuori contesto. Nei primissimi anni non poteva imporsi su coloro che non lo accettavano. E’ un aneddoto tratto da una remota tradizione che non trova conferme storiche. Non proviene dal Corano. Inutile basarsi su una cosa detta fuori dal Corano, e una volta sola fra migliaia di hadith.

6) In ultima analisi: i cristiani firmatari hanno promesso di impegnarsi in un dialogo interreligioso ( vedere contrassegno giallo alla fine dell’accordo comune) con l’islam. Mi domando come possa essere avviata la cooperazione lanciata dai musulmani ai massimi leader cristiani nel mondo con questa lettera aperta, il cui motto “Un’ accordo comune fra noi e Voi”; è dato dal verso 64 del capitolo 3(vedi inizio).

Però ora siamo arrivati alla nuova corrente sincretista dal neologismo ‘Crislam’, che ha avviato una nuova teologia politica volta a indebolire la franchezza cristiana evangelica ( Ebrei 3 ci mette in guardia)

7) Impossibile!! Inoltre: per tale ragione, non è dannoso per la Chiesa tollerare insegnamenti e concetti estranei alla rivelazione biblica, pur per amore della pace con l’islam?
Il documento in allegato suscita in me, come sentinella, forti perplessità che a fronte di un apparente desiderio di dimostrare l’amore di Dio verso gli altri come Gesù richiede ai Suoi discepoli, in questa
lettera però si possa rappresentare un rischio alla rinuncia della nostra identità cristiana e quindi alla rinuncia conseguente di proclamare la verità con la V maiuscola secondo il mandato lasciatoci da Cristo, e quindi lasciando aperta la porta a sottili forme di sincretismo. Quello che io intravedo in questa situazione provoca in me un forte allarme verso quei pericoli che la Bibbia ci allerta, dove la via della verità sarà diffamata (2 Pietro 2:2). Io non escluderei a priori il tentativo dei fratelli firmatari a revocare la loro firma dal documento ( forse altri seguirebbero il loro esempio) per recuperare tutta la credibilità.

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