La Bibbia vs il Corano

Bibbia Corano Teologia

A DIFESA DELLA SACRALITA’ DELLA BIBBIA

Risposte all’obiezione islamica:

«La Bibbia è degna di fiducia?»

Prima di rispondere a qualsiasi obiezione da parte dei nostri interlocutori musulmani, è bene chiedere loro se credono che la Bibbia sia la Parola autorevole di Dio. Questo perché spesso i musulmani dicono che la Bibbia è stata la Parola di Dio per un certo tempo, ma ora non è più valida. Quindi, prima di ri- spondere alle loro domande sulla nostra fede, solo per costruire delle basi corrette, dobbiamo ribadire e legittimare l’autorità della Bibbia con delle solide argomentazioni. Non farlo, signi cherebbe seminare e parlare per ore senza credibilità, e qualsiasi citazione biblica, proverrebbe da un libro falsi cato.

Il concetto stereotipato dei musulmani critici riguardo alla Bibbia, è che gli ebrei e i cristiani hanno falsi cato le Sacre Scritture, cioè la Torà, i Salmi e il Vangelo.

Pochi di loro sono in grado di dimostrarlo, ma, nella peggiore delle ipotesi, essi citano soltanto quattro sure nelle quali si afferma che gli ebrei avrebbero contraffatto (harrafa) le Scritture. È impor- tante ribadire ai nostri amici musulmani che in nessun brano del Corano i cristiani sono accusati direttamente di aver contraffatto (harrafa) le Sacre Scritture. Lo vedremo più avanti nel dettaglio.

Come tutti sappiamo, i musulmani si attengono al Corano per- ché secondo loro esso è la parola di Allah. La “testimonianza” del loro libro sacro riguardo alla Bibbia, è però molto positiva, in netta opposizione alle credenze tradizionali. L’espressione gente della Scrittura (hal-el-chitab) citata nel Corano, indica i cristiani e gli ebrei quali possessori delle Sacre Scritture.

Noi, come cristiani, non crediamo nelle cose riportate nel Corano. Di contro, per i musulmani praticanti e non, il Corano rappresenta la parola di Allah, a loro comunicata tramite il loro profeta Maometto. Di conseguenza, se invece di citare quelle bibliche, citassimo inizialmente le fonti coraniche, potremmo esortarli ad attenersi almeno a ciò che il Corano testimonia sicuramente a favore di essa.

La parola HARRAFA nel Corano…
Il termine harrafa indica delle “forme di corruzione verbale” riconosciute dai teologi islamici. Secondo questi ultimi, si parla di harrafa, un peccato grave davanti ad Allah, nei seguenti casi:
a) quando si distorce, si corrompe verbalmente o si introdu- cono cambiamenti di parole nella lettura o nella declamazione, in modo tale da far giungere agli uditori un signi cato più con- sono al proprio desiderio;
b) quando si leggono solo alcuni brani e se ne escludono altri; c) quando si istruiscono le persone in maniera diversa dall’in- segnamento dato da Dio nella Scrittura, facendo inoltre credere che questi insegnamenti rientrino nella volontà di Dio e quindi nelle Scritture;
d) quando si interpreta qualcosa con un signi cato ambiguo che non è quello inteso nella Scrittura;
e) quando si reinventano certi passaggi mistici e allegorici (come il viaggio in volo di Maometto ecc.).

Alcuni studiosi islamici sono concordi sul fatto che le accuse di harrafa nel Corano non possono essere associate alla corruzione scritta della Scrittura, ma si limitano a quella verbale. L’affer- mazione di questi studiosi islamici ha incontrato però la decisa opposizione di altri teologi musulmani, che interpretano l’accusa di harrafa nel Corano come contraffazione delle parole scritte, per usarla a sostegno delle accuse contro gli ebrei e i cristiani.

Il dizionario arabo, in ogni caso traduce harrafa dando ragio- ne ai primi studiosi. Possiamo perciò dimostrare che loro stessi commettono harrafa (peccato del falsi care) se cambiano le traduzioni del Corano per sostenere la loro idea. Quindi, l’accusa che rivolgono a noi, in realtà si ritorce contro di loro.

In tanti anni di esperienza nel presentare il Vangelo ai musul- mani, raramente ho trovato qualcuno di loro in grado di citarmi una delle quattro sure sopra trascritte a sostegno delle loro affer- mazioni. Pertanto, la grande maggioranza di essi non sa dirvi dove esattamente il Corano accusi noi cristiani quali corruttori delle Sacre Scritture, e di conseguenza non è in grado di mostrare delle “prove”.

Versi che accusano gli ebrei di corrompere VERBALMENTE la Torà al tempo di Maometto

Data la frequenza con la quale l’argomento si presenta nel dia- logo con i musulmani, e per aiutarvi nel vostro ruolo di “araldi”, in questo capitolo riporterò parzialmente in italiano, certe sure del Corano, per attenerci strettamente al contesto, evidenziando i ter- mini in arabo del nodo del discorso, correlati dalla pronuncia. Ho scelto di trascrivere in arabo le sure solo per questo capitolo e per l’altro di pari importanza, “Gesù non è stato croci sso”.

Le sure più invocate dai musulmani

Le seguenti tre sure non si riferiscono alla contraffazione scrit- ta, ma solo a quella verbale (harrafa) da parte di alcuni giudei:

“Sperate forse che divengano credenti per il vostro piacere, quando c’è un gruppo dei loro che ha ascoltato la Parola di Allah per poi corromperla [iuharrifuna ] scientemente dopo averla compresa?” (Sura 2:75, N.d.A.: la seconda parte della sura si potrebbe anche tradurre “che ha ascoltato la parola per poi ripe- terla sbagliata dopo averla compresa?”).

“Alcuni tra i giudei stravolgono (iuharrifuna) il senso delle pa- role e dicono: Abbiamo inteso ma abbiamo disobbedito. Oppure:

Ascolta senza che nessuno ti faccia ascoltare e ràina, contorcendo la lingua e ingiuriando la religione…” (Sura 4:46).

“Ma essi ruppero l’alleanza e Noi li maledicemmo e indurimmo i loro cuori: stravolgono (iuharrifuna ) il senso delle paro- le e dimenticano gran parte di quello che è stato loro rivelato….” (Sura 5:13).

L’accusa mossa dalla sura 5:13, deve essere presa con le prover- biali pinze: se alcuni ebrei distorcevano le Scritture verbalmente, ciò non signi ca che lo facessero tutti gli ebrei. Generalizzare e ac- cusare tutti gli ebrei sarebbe ingiusto e un peccato davanti a Dio.

La parola araba che ricorre in ognuna di queste sure è iuharra- funa che signi ca “corrompono” con alterazione fonetica di una parola o più parole (Arabic-English Dictionary, The Hans Wehr Dictionary of Modern Written Arabic-Edited by J.M. Cowan-1976).

Nel Corano, l’accusa di fare contraffazione scritta è riferita forse ad alcuni ebrei conosciuti da Maometto e ciò è menzionato soltan- to nella Sura 2:79.

“Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dico- no: Questo proviene da Allah e lo barattano per un vil prezzo! Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto, e per quello che hanno ottenuto in cambio” (Sura 2:79).

Anche se qualche musulmano volesse vedere in questo brano la prova a sostegno della propria tesi (“scrivono il libro con le loro mani” = iactubuuna achitaba biaidiihum), dovrà ammettere che esso non chiarisce a chi si stia rivolgendo, né a quale Libro si faccia riferimento. Invece loro vi diranno che si tratta della Bibbia (perché non potrebbe trattarsi del Corano stesso?).

Manipolazioni nel testo tradotto in italiano

Troppo spesso le traduzioni del Corano in altre lingue, compresa nella nostra, sono falsificate.

Aggiungono delle parole non presenti nel testo arabo originale. Ad esempio, confrontando il testo in arabo della sura 2:177 con l’italiano, emerge che nella traduzione è stato aggiunto “per liberare”.

Nuovamente, all’inizio della sura 4:46 esaminata poco fa, le pa- role “Alcuni tra i giudei…” nel testo in arabo non esistono!

La sura in questione inizia con “Quelli che…”, e c’è una bella differenza. Il Corano non condanna specifi catamente i Giudei, ma dei vaghi “alcuni”…ma nella traduzione hanno aggiunto che si tratta dei Giudei. Benché il testo del Corano in lingua araba non venga manipolato, qui e in molti altri passaggi coranici le traduzio- ni non rispecchiano il testo originale.

Secondo me, questo è decisamente peggio che commettere “harrafa” (modi care verbalmente) perché, traducendo in italiano – o in altre lingue – proprio loro che ci accusano di contraffazione, scrivono le traduzioni del Corano mettendovi le loro idee (Sura 2: 79), appro ttando della buona fede di coloro che non sanno con- frontarsi con il testo originale in arabo!

Dai nostri amici che ci rimproverano di continuo di aver cor- rotto la Scrittura, ci aspetteremmo qualche esempio di maggiore integrità.

Concludendo, usando solo la sura 2:79, i musulmani non han- no elementi per imputare ai cristiani e agli ebrei la colpa di aver cambiato le parole della Bibbia, anche perché nel versetto non viene citato nessun popolo speci co.

A dimostrazione che si tratti proprio del Corano, il libro in questione di cui parla la sura, ecco una fonte storica presa dalla tradizione islamica, che descrive una storia realmente accaduta e ci dà un idea circa la modalità di stesura (spesso raffazzonata) del Corano:

“Mentre mi trovavo con Aisha (la moglie-bambina di Maomet- to), la madre dei credenti, una persona dall’Iraq venne a chiedere: O madre dei credenti! Mostrami la tua copia del Corano. Lei chie- se: Perché? Lui rispose: Per poter compilare e arrangiare il Corano in armonia con la tua copia, perché la gente lo recita con le sure non nell’ordine giusto. Aisha disse: Che importa che parte reciti prima? Sappi che la prima cosa che fu rivelata del Corano era una sura da Al-Mufassal in cui sono menzionati il paradiso e il fuoco. Quando la gente cominciò ad abbracciare l’islam furono rivelati i versetti sulle cose lecite ed illecite. Se la prima cosa rivelata fosse: Non bere alcolici! la gente avrebbe detto: Non lasceremo mai gli alcolici, e se fosse stato rivelato Non commettere rapporti sessuali illeciti, la gente avrebbe detto: Non rinunceremo mai ai rapporti sessuali illeciti”.

“Mentre era una ragazzina che giocava, alla Mecca fu rivelato questo versetto a Maometto: Hey! Ma l’Ora è il loro tempo stabi- lito (per la loro piena ricompensa) e l’Ora sarà più dolorosa e più amara (54.46)”.

Le sure Al-Baqara (La Mucca) e An-Nisa (Le Donne) furono rivelate mentre ero con lui. Allora Aisha portò la copia del Corano per quell’uomo e gli dettò i versetti delle sure (nell’ordine giusto)”. (Sahih Al-Bukhari Hadith 6.515 – narrato da Yusuf bin Mahk)

Ma che cosa dice il Corano a favore della Bibbia?

Anche se qualcuno dei nostri amici fosse a conoscenza delle suddette sure, quando verranno messi davanti alle conferme che il Corano contiene a favore della Bibbia, non sapranno come con- tinuare a sostenere l’argomentazione della corruzione a carico dei cristiani. Per esempio:

• Il Corano conferma l’autenticità della Bibbia: la Torà e il Van- gelo sono stati dati da Dio a Mosè e a Gesù; questi testi sacri sono guida, grazia, luce e ammonizione per i popoli (Sure 29:27; 28: 43; 5:46; 5:66, 68; 10:94; 11:17; 40:53, 54; 48:29b). Seguono alcuni esempi:

“Concedemmo [ad Abraamo] Isacco e Giacobbe e nella sua progenie (durraiatihi) stabilimmo la profezia e il Libro. Gli pagammo la sua mercede in questa vita e nell’altra sarà tra i giusti”. ( 29:27)

(Ri essione: Non dice alle sue varie progenie, pertanto la linea di Ismaele è esclusa. Non sta qui, chiaramente, implicando che il Corano non può essere, e non è, la Parola di Dio?)

“Se avessero obbedito alla Torà e al Vangelo (ue lu innahum attaurat ua ell’ingil) e a quello che scese su di loro da parte del loro Signore, avrebbero certamente goduto di quello che c’è sopra di loro e di quello che c’è ai loro piedi. Tra loro c’è una comunità che segue una via di moderazione, ma ben malvagio è quello che fanno molti di loro” (Sura 5:66). (Nota: dunque Allah rimprovera chi non legge la sua Parola: la Bibbia).

“Dì’: O gente della Scrittura, non avrete basi sicure nché non ubbidirete alla Torà e al Vangelo (Kul ie ehelchitabi lestum àla sceii hattaa tuqiimu attaurat ua ilingil) e in quello che è stato fatto scendere su di voi da parte del vostro Signore. Stai certo che quello che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore accrescerà in molti di loro la ribellione e la miscre- denza. Non ti af iggere per i miscredenti”. (Sura 5:68)   (Nota: I cristiani devono attenersi alla Bibbia, la Parola di Dio).

“(O Maometto), e se dubiti, a proposito, di ciò che abbiamo fatto scendere su di te, interroga coloro che già prima recitavano le Scritture (fas-l elledina iaqra-una elchitab). La verità ti è giunta dal tuo Signore: non essere tra i dubbiosi”. (Sura 10:94) (Nota: Mao- metto avrebbe dubbi a riguardo delle nostre Scritture).

• I musulmani sono tenuti a osservare le rivelazioni bibliche date ad Abraamo, Mosè e a Gesù, perché ritenute fondamentali anche dal Corano.
• La Torà ed il Vangelo esistevano già prima di Maometto: quando il Corano non era ancora diventato libro, le sure par- lano della messa in circolazione dei testi sacri degli ebrei e dei cristiani.

“Ogni cibo era permesso ai gli di Israele, eccetto quello che Israele stesso si era vietato prima che fosse stata fatta scendere la Torà . Dì: Portate dunque la Torà e recitatela, se siete veridici”. (Sura 3:93)

“Prima di te non inviammo che uomini, ai quali comunicammo la Rivelazione. Chiedete alla Gente della Scrittura, se non lo sape- te” (Sura 21:7) (Nota: Allah, ancora, indica come veritiera la Gente della Scrittura)

• La Parola di Dio è protetta dalla contraffazione da Dio Stesso (Sure 6:34, 115; 18:27).

“Le parole di Allah non subiscono alterazione, questo è l’im- menso successo” (Sura 10:64).

Già i messaggeri che ti hanno preceduto furono tacciati di menzogna. Sopportarono con pazienza accuse e persecuzioni, nché non venne loro il Nostro soccorso. Nessuno può cambiare le parole di Allah . Ti sarà certamente giunta una parte della storia degli Inviati” (Sura 6:34).

Inoltre, la tradizione islamica ci dona un’altra perla: “L’Invia- to di Allah disse: Adamo e Mosè discutevano tra loro. Mosè disse ad Adamo: O Adamo! Tu sei nostro padre che ci deluse facendoci chiudere la porta del Paradiso. Quindi Adamo gli rispose: O Mosè! Allah ti ha privilegiato parlando con te direttamente e per te Scris- se la Torà con le Sue Proprie Mani” (Sahih Al-Bukhari Hadith 8.611 Riferito da Abu Huraira).

Riassumendo, possiamo dire che Maometto legittimò la Torà (la Parola di Dio) come la massima autorità, perché sosteneva fosse stata scritta da Dio con le Sue mani.

Domanda da porre ai nostri interlocutori musulmani:

La Bibbia sarebbe stata cambiata prima o dopo la morte di Maometto?

1. Se rispondono “prima”, replichiamo che ciò non può essere vero, perché Allah si impegna a vigilare per salvaguardare le Scrit- ture bibliche come il Corano stesso riporta:

“Le parole di Allah non subiscono alterazione, questo è l’immenso successo” (Sura 10:64).

“Recita quello che ti è stato rivelato dal Libro del tuo Signore. Nessuno può cambiare le Sue parole e non troverai, all’infuori di Lui, alcun rifugio” (Sura 18:27). Altre sure dello stesso tenore: 3:71, 93; 4:4; 6:115; 10:94; 29:46; 21:7.

Quando i musulmani critici affermano che la Bibbia è stata cambiata, corrono anche il pericolo di affermare implicitamente che il Corano si può sbagliare nell’affermare l’autenticità della Bib- bia! Lo abbiamo visto in molti versetti. Ovviamente, un musulmano escluderà una tal cosa. Infatti i musulmani non danno mai risposte precise a queste domande!

Questo implica che secondo Allah le Scritture erano veritiere al tempo di Maometto, poiché:

• Ad Allah starebbe forse a cuore di salvaguardare qualcosa di falso?
• Se la Bibbia fosse stata cambiata durante la vita di Maometto, Allah non avrebbe fallito la sua missione visto che si era incaricato di vigilare sulla sua assoluta protezione?

Dunque, a che cosa devono prestare fede? Al Corano oppure alla credenza, ormai n troppo consolidata nel mondo islamico, che dà per scontato che la Bibbia sia stata contraffatta?

2. Se rispondono dopo, chiediamo che cosa ci dicono ad esem- pio i 14.000 manoscritti che si trovano al British Museum di Londra, in Vaticano ecc., risalenti a prima della nascita di Maometto, i quali, confrontati con i testi biblici attuali, risultano perfettamente conformi.

Il Corano chiaramente dice che:
1. Le Scritture dei giudei e dei cristiani esistevano ed erano reperibili al tempo di Maometto;
2. Maometto comanda ai giudei e ai cristiani di portare le loro Scritture e di leggerle apertamente in pubblico;
3. numerose e positive sono le frasi coniugate al presente in riferimento alle Scritture.

Pertanto, se i giudei e i cristiani avessero corrotto o distorto le Scritture, ciò sarebbe avvenuto dopo la morte di Maometto. L’accusa più ripetuta dai musulmani è che siano stati cancellati i riferimenti alla venuta di Maometto. Dovremmo quindi essere in possesso di manoscritti antichi della Bibbia con questi riferi- menti su Maometto. Anche se un manoscritto fosse stato alterato o sovrascritto, i crittogra moderni sarebbero capaci di risalire al contenuto originale e di decifrarlo. Non c’è archeologo o paleo- grafo che abbia scoperto prove di alcuna contraffazione nella Bibbia dopo il tempo di Maometto (7° secolo d.C.).

Criteri scientifici e archeologici a sostegno della Bibbia

1. Esistono numerosi manoscritti anteriori al 7° secolo d.C. del Nuovo e dell’Antico Testamento:

• Signi cativa quantità di porzioni delle Scritture dagli antichis- simi rotoli di pelle di Qum’ran recentemente scoperti.
• Codice Sinaitico (350 d.C.), nel monastero di Santa Caterina, Monte Sinai, Egitto. Il Nuovo Testamento completo in greco è visionabile presso la British Library a Londra.

• Codice Vaticano (325 d.C.) Comprende l’Antico Testamento completo in lingua greca, i quattro Vangeli, gli Atti degli apo- stoli e tutte le lettere di Paolo. Questi tesori sono custoditi presso la Libreria Vaticana.

• Codice Washington, (5° secolo d.C.), comprende i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli, custoditi nell’Istituto Smithso- nian a Washington. Tali manoscritti antichi, precedenti di molti secoli rispetto al Corano, sono le basi delle traduzioni moderne della Bibbia.

2. Non esiste alcun manoscritto antichissimo che si riferisca a Maometto o al fatto che sia stato cancellato il suo nome dalle Scritture.

Il Corano è a sua volta «infallibile»?

Sono molte le prove che, paradossalmente, proprio la tradizione islamica ci fornisce riguardo la fallibilità del Corano. Esaminiamole insieme.

Al contrario di ciò che i musulmani insistono a difendere, ci sono le prove che il Corano di oggi sia diverso da quello che sarebbe stato rivelato al profeta dell’islam. Proprio Abu Musa al- Ash’ari, uno dei primi autorevoli scribi del Corano, oltre che un diretto collaboratore di Maometto, disse una volta ai suoi amici di Basra (nota: una cittadina situata in Iraq):

“Una volta recitavamo una sura (un intero capitolo) che era estesa e severa del tipo della sura Baràat. Purtroppo, l’ho dimenticata ad eccezione di questo unico versetto: Se fossero esistite due valli ricolme di benedizioni per il glio di Adamo, egli, non soddisfatto, avrebbe agognato per una terza valle, e nulla, tranne la sabbia, avrebbe soddisfatto la sua avidità” (Sahih Muslim, Vol. 2, p. 501).

Anche Abdullah ibn Umar, n dai tempi della nascita dell’islam, è stato piuttosto esplicito su questo: è riferito da Ibn Ibrahim Ismail, da Ayyub, da Naa , che Abdullah Ibn Umar ha detto: “Nessuno di voi dica ho memorizzato la totalità del Corano. Infatti come si può sapere che cosa era il contenuto originario comples- sivo, quando gran parte del Corano è scomparso? Piuttosto dite: ho memorizzato ciò che è sopravvissuto del Corano” (As-Suyuti, Al-Itqan i Ulum al-Corano, p. 524).

A rigor di logica, i musulmani più preparati dovrebbero, prima di criticare deliberatamente le Scritture bibliche, risolvere con lo stesso fervore i problemi insiti alla relativa stesura del Corano, che non è affatto infallibile! Usando le stesse fonti storiche islamiche, si arriva infatti a dedurre che il loro libro sacro è tutt’altro che perfetto (rimandiamo il lettore al capitolo – I cristiani esaminano il Corano-). I musulmani dovrebbero conoscere queste notizie e spiegarcele. Se tuttavia queste problematiche nella stesura del Corano non creano loro problemi di af dabilità, lo stesso apprez- zamento dovrebbe essere fatto valere anche per le nostre Scritture. Per esperienza so che talvolta, messi di fronte ai fatti, i musulmani critici perdono la loro sicurezza no a non sapere quale dei due libri sia quello esatto, il Corano o la Bibbia.

A questo punto posso annunciare la Buona Notizia al mio amico musulmano.

Rivolgere ai nostri amici le seguenti domande riguardanti la Bibbia

• IN QUALE ANNO sarebbe stata contraffatta?

Questa ovviamente è una domanda retorica. Se sapranno cita- re l’anno in cui questa ipotetica corruzione ha avuto luogo, forse avranno argomenti più ef cienti a sostegno della loro tesi.

• CHI l’avrebbe manipolata e cambiata?
• AVETE una versione “originale” della Bibbia da poter confrontare con quella attuale, al ne di dimostrare la vostra teoria? (Per provare che una banconota è falsa, non la si dovrà confrontare con una vera?).

• DOV’ È RIPORTATO nel Corano che la Bibbia e il Vangelo sono stati contraffatti dai cristiani?

Come abbiamo visto sopra, il Corano non accenna, né ripor- ta MAI esplicitamente che i cristiani abbiano cambiato le Sacre Scritture. Perché, dunque, sono soliti rivolgersi a noi senza basi legittime?

Che testimonianza dà la Bibbia di se stessa?

(II Timoteo 3:16; II Pietro 1:16-21).
• Evidenze presenti nell’Antico Testamento: I Samuele 9:27; I Cronache 17:3; Isaia 4:8.
• Evidenze presenti nel Nuovo Testamento: Matteo 13:9; Luca 3:2; Atti 8:25; I Pietro 1:10-11.

Gesù testimonia l’ispirazione dell’Antico Testamento: riportia- mo alcune delle sue affermazioni:

Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: nché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto, (Matteo 5:17-18).

Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero per preparare la tua via davanti a te (Matteo 11:10).

Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini. Diceva loro ancora: Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tra- dizione vostra” (Marco 7:8-9).

Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata”. (Giovanni 10:35)

Gesù autorizza i suoi apostoli a insegnare come depositari della Parola e promette loro un aiuto sovrannaturale, lo Spirito Santo:

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battez- zandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho co- mandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla ne dell’età presente (Matteo 28:19-20).

Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimo- nianza, perché siete stati con me n dal principio, (Giovanni 15:26-27; vedi anche 14:26; 16:13; 17:18; 20:22)

…poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno veramente conosciuto…, (Giovanni 17:8a)

Gli Apostoli testimoniano l’autenticità delle Scritture e degli insegnamenti di Gesù:

Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunziato non è opera d’uomo; perché io stesso non l’ho ricevuto né l’ho im- parato da un uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo, (Galati 1:11-12).

Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferi- mento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipa- tamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono sta- te annunziate da coloro che vi hanno predicato il Vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi (I Pietro 1:10-12).

Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo (II Pietro 1:20-21).

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona, (II Timoteo 3:16-17).

Si vedano I Corinzi 7:10,13; 11:23; 14:37-38; I Tessalonicesi 4:2, 8; I Pietro 1:10-11; II Pietro 3:2, 15-16; I Giovanni 5:10; Giuda 3.

Conclusione:

• Il Corano testimonia a favore dell’ispirazione divina della Bib- bia e attesta la sua integrità già al tempo di Maometto.
• La Bibbia stessa testimonia della propria origine divina e della propria integrità.

• Contrariamente a quanto affermano i musulmani, il Corano non accusa MAI i cristiani di aver contraffatto il Vangelo. L’accusa del Corano è rivolta soltanto a pochi ebrei del tempo di Maometto, ammesso che il fatto sia storicamente attendibile.

• Il Corano non riporta una sola affermazione che dica che: “l’Antico e il Nuovo Testamento siano stati contraffatti”.
• I numerosi manoscritti della Bibbia, antecedenti alla nascita dell’islam, sono perfettamente conformi al contenuto della Bibbia attuale. Questa non è una prova più che sufficiente?

Il Corano ha davvero rimpiazzato l’autorità della Bibbia?

Mi soffermerò brevemente a far luce sulla credenza acquisita dai musulmani, secondo cui il Corano avrebbe sostituito l’autorità della Bibbia.

I musulmani usano citare certi brani del Corano a sostegno di questa teoria. Non sanno, perché non l’hanno letto, che secondo il Corano Allah esige da Israele che si attenga al suo patto e quindi Lui lo manterrà.

“O gli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e ri- spettate il Mio patto e rispetterò il vostro. Solo Me dovete temere” (Sura 2:41).

Inoltre, la mancata fedeltà al Patto di Dio non comporta la venuta del Corano. Non è scritto in nessuna parte dell’Antico Testamento. Al contrario, il Corano invita i cristiani ad attenersi strettamente, a leggere e a vivere secondo quel che è stato rivelato nel Vangelo.

“Giudichi la gente del Vangelo in base a quello che Allah ha fatto scendere. Coloro che non giudicano secondo quello che Al- lah ha fatto scendere questi sono gli iniqui” (Sura 5:47).

Pertanto, in base al brano sopra citato, non è vero che il Corano ha sostituito la Bibbia. La Bibbia è, quindi, l’autorevole, unica e infallibile Parola di Dio!

Ed in ne, ancora quattro passi biblici a sostegno di quanto sopra:

Non violerò il mio patto e non muterò quanto ho promesso (Salmo 89:34).

Così parla il SIGNORE: Se i cieli di sopra possono essere misu- rati e le fondamenta della terra di sotto, scandagliate, allora anch’io rigetterò tutta la discendenza d’Israele per tutto quello che essi hanno fatto, dice l’Eterno, (Geremia 31:37).

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno, (Matteo 24:35).

Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata)… (Giovanni 10:35).

Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiun- gerà ai suoi mali i agelli descritti in questo libro e se qual- cuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell’albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro (Apocalisse 22:18-19).

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