Jihad in occidente

Corano Islam Politica

23 AGOSTO 2016 – Il Dott. Magdi Cristiano Allam, egiziano (italiano al 100%),  già musulmano, (famoso ex direttore del Corriere della Sera) spesso nei salotti televisivi,  ha pubblicato il mio articolo che ha rilanciato dallo stesso suo profilo alle ore 16:17 di ieri 22 agosto ·- Dopo un giorno, già 496 CONDIVISIONI SU FB E OLTRE 100 CONDIVISIONI SU TWITTER  https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam/posts/1154186191305968:0 al quale va la mia gratitudine per il successo dell’operazione informativa.

FRANCESCO MAGGIO – “L’islam ci ha sempre fatto la guerra e continuerà a farla fino a quando non sottometterà l’intera umanità”. Nel 1995 dichiaravo nel corso di un’intervista che sebbene non lo vogliamo, siamo in stato di guerra con la civilizzazione islamica, la quale è virile e forte abbastanza da sottometterci. Non presento una quadro molto piacevole, ma è quello che ogni cristiano dovrebbe conoscere.

   Anche Gesù, quelle volte in cui i suoi discepoli gli chiesero cose riguardanti il futuro (es. Marco 13) non si tirava indietro dall’annunziare loro minuziosamente quel che sarebbe accaduto. La battaglia delle epoche si sta configurando e noi, come credenti in Gesù, possiamo affrontarla o ignorarla. La guerra tra due civilizzazioni è iniziata molto tempo fa – tra la civilizzazione basata sulla Bibbia e la civilizzazione basata sul Corano. E questo deve essere chiaro! Non vi è un islam fondamentale buono ed un islam cattivo. Vi è solo l’islam, punto e basta. La questione è come il Corano viene interpretato, da chi…da quanti..quando viene impugnato e per quanto tempo si sceglie di congelarlo prima di scioglierlo e impugnarlo! Però, all’improvviso, osserviamo che i più grandi interpreti dell’islam sono diventati i politici del mondo occidentale, ancora meglio degli oratori delle moschee, coloro che professano terribili sermoni contro ogni cosa che sia cristiano e giudeo. Questi politici (meglio sarebbe chiamarli politicanti) affermano che vi sia un “islam buono” e un “islam cattivo”. Peccato che nessuno di loro parli una singola parola di arabo, né abbiano mai letto il Corano né abbia mai vissuto come cristiano nel mondo arabo. Vedete, tutto è stato così da loro ben spiegato con un linguaggio politicamente corretto, che di fatto la verità è andata perduta. Per esempio, quando noi parliamo dell’islam in Occidente, tendiamo a farlo con il nostro linguaggio e la nostra terminologia. Noi parliamo dell’islam in termini di democrazia e di fondamentalismo, e tutto il genere di termini tratti dal nostro vocabolario. Come se qualche straniero preparando degli spaghetti alla carbonara ci mettesse anche del sugo al pomodoro o addirittura del pesce…perché così gli piace! Non possiamo usare per una cultura o una civilizzazione il linguaggio di un’altra cultura! Per l’islam, è doveroso utilizzare il linguaggio dell’islam. Consentitemi di spiegare i principi che dirigono la religione dell’islam. Islam è un’ideologia ammantata della maschera religiosa, utilizzata e creata per dare un sistema di leggi ad individui, società e nazioni con il quale regolare i comportamenti (anche quelli quotidiani nelle sue più piccole minuzie). Se si è musulmani, ci si deve comportare secondo le regole dell’islam e della Sunna, le quali sono dettate (nel senso di poste in essere) dal Corano, e che sono molto differenti dagli insegnamenti della Bibbia. Islam come un’ideologia; ideologia era quella di Hitler (Mein Kampf), di Mao (Libro Rosso), di Gheddafi (Libro Verde), dell’ideologia mafiosa… ecc.

L’ISLAM: NATO PER GOVERNARE Ora guardiamo all’essenza dell’islam. L’islam è nato con l’idea che tutte le religioni siano sottomesse al suo dominio e quindi di dover governare il mondo. Nel Corano in italiano, “Egli è Colui (Allah) che ha inviato il suo messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori” (ps: per “associatori” nel Corano si intendono i “trinitari”, i cristiani). Sura 9:33 Quindi attraverso la conquista del potere e attraverso ogni mezzo, a cominciare dalla violenta sottomissione. Il Corano vede il mondo diviso in due – Vi è una divisione del mondo che è molto chiara: Dar-al-Islam e Dar-al-Harb. Ogni singola persona che inizia a studiare il Corano lo sa molto bene. Vi è una parte del mondo che già vive sotto le regole islamiche e una parte che si suppone finirà sotto le regole islamiche nel futuro, anche con le cattive! Il mondo è descritto in termini di Dar-al-islam (la casa del’islam) – il luogo dove l’islam governa – e l’altra parte che è chiamata Dar al-Harb – “la casa della guerra” perché appartenente ai non musulmani. E’ questa “casa della guerra” che nel futuro deve essere conquistata! Il mondo continuerà ad essere nella “casa della guerra” fino a quando non finirà sotto il governo islamico. Questa è la norma. Perché? Perché così vi si legge nel Corano: “Combatteteli dunque finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah. Se poi smettono, ebbene Allah ben osserva quello che fanno”. (Corano 8:39) Allah ha mandato il suo messaggero con la vera ed unica religione al fine di dominare su tutte le altre religioni.

L’IDEOLOGIA    Da quando nel 634 d.C. venne fondato l’impero islamico, il suo nucleo era già stato prodotto. Le regole, prese dal Corano e dalla tradizione ascritta a Maometto, furono così tradotte in un sistema di leggi (l’ideologia islamica). I giudei e i cristiani avrebbero potuto vivere sotto l’islam a condizione di pagare tasse di assoggettamento e di accettare la superiorità dell’islam (Costituzione di Medina). Ovviamente, essi avrebbero anche dovuto essere umiliati dai loro concittadini musulmani. Le leggi sono molto chiare – giudei e cristiani non hanno alcun diritto di nessun genere ad una esistenza indipendente. Essi posso vivere sotto il governo Islamico a condizione che rispettino le leggi che l’islam promulga per loro.

COMBATTERE GIUDEI E CRISTIANI E’ CHIAMATO JIHAD  Jihad=Non si tratta di giochi o di esercizi intorno al significato delle parole. Se il Corano parla di guerra, si tratta della guerra armata e non di sofismi intorno alla differenza fra guerra armata e guerra di parole, né guerreggiare, resistere contro le tentazioni. Cosa succede se giudei e cristiani non vogliono vivere sotto le leggi dell’islam? In tal caso l’islam deve combatterli (ucciderli) ed un tale conflitto è chiamato Jihad. Jihad significa la guerra contro quei popoli che non vogliono accettare il superiore governo islamico. Questo è il Jihad. Possono essere giudei, possono essere cristiani o possono essere politeisti o addirittura musulmani nominali (nel Corano, definiti “ipocriti”). Almeno nel Medio Oriente, il Jihad è sempre stato contro giudei e cristiani. LA LEGGE HANBALI,

L’INTERPRETAZIONE PIU’ RIGOROSA DELL’ISLAM.    All’interno della visione islamica di questo mondo, vi sono regole che governano la vita dei musulmani stessi, e queste regole sono molto rigorose. Nei musulmani radicalizzati, non vi è alcuna differenza tra le varie scuole di legge. Nel corso dei secoli l’islam ha vissuto differenti prospettive a seconda della interpretazione del Corano che in un dato momento ha prevalso. La scuola di legge islamica chiamata Hanbali è estremamente rigorosa, ed è quella che sta dietro le potenze terroriste. Anche se ci si riferisce all’esistenza di altre scuole islamiche di legge, quando si parla di combattere contro i giudei o di combattere contro i cristiani, allora è la scuola di legge Hanbali (il fondatore che porta lo stesso nome, è vissuto un secolo dopo Maometto) che viene seguita. Tra i più recenti hanbaliti va infine annoverato Muhammad ibn ʿAbd al-Wahhāb (XVIII secolo), fondatore del wahhabismo, che ispirò il movimento che contribuì molto alla formazione della moderna Arabia Saudita. Questo approccio radicale all’islam ha i suoi principali rappresentanti nei “Fratelli Musulmani”, il wahhabismo ed i salafiti (Isis, Al Qaeda, Boko Haram, Al Shabaab, ecc).

UN TERRITORIO OCCUPATO DALL’ISLAM NON PUO’ MAI PIU’ ESSERE LIBERATO                      Questa civilizzazione ha creato una regola fondamentale molto importante circa il territorio. Ogni territorio che finisce sotto il governo islamico non può più essere de-islamizzato. Anche se di tanto in tanto, il nemico (non musulmano) riconquista il territorio che è stato sotto il controllo governativo Islamico esso è considerato perpetuamente islamico. Questo spiega perché ogni qualvolta si parla del conflitto arabo/israeliano, si parla di territorio, territorio e ancora territorio. Vi sono anche altri aspetti nel conflitto, ma il territorio è fra i più importanti. La civilizzazione cristiana non viene vista solo come un contendente religioso, ma anche come una diga che si oppone all’islam nel raggiungere gli scopi finali per i quali è stato creato. L’islam è stato creato per essere l’esercito armato di Allah. Il Corano vorrebbe che ogni singolo musulmano fosse un soldato di questo esercito armato. Ogni singolo musulmano che quindi muore combattendo per la diffusione dell’islam è un shahid (martire), non importa come muore, perché – e questo è molto importante – questa è una guerra eterna tra due civilizzazioni. Non è una guerra che può arrestarsi. Vi è la guerra perché essa è stata voluta da Allah del Corano. L’islam deve essere il governante. Questa è una guerra che non avrà fine (o meglio avrà una fine, ma alla fine dei giorni.) La pace può esistere solo all’interno di un mondo islamico; la pace può esserci solo tra musulmano e musulmano della stessa setta. Con il mondo non-musulmano o con i contendenti non-musulmani ci può essere solo una soluzione – un cessate fuoco (o tregua temporanea) affinché il musulmano possa acquistare maggiore potenza. E’ una guerra eterna fino alla fine dei giorni. La pace può verificarsi solo se la parte musulmana vince. E questa idea del cessate il fuoco si basa su un precedente storico importante, al quale, incidentalmente, si è riferito Yasser Arafat allorquando aveva firmato gli accordi di Oslo per una tregua con Israele (nel 1994).

GLI ACCORDI SONO FATTI PER ESSERE STRACCIATI       Alcune settimane dopo gli accordi di Oslo, Arafat andò a Johannesburg, e in una moschea di quella città fece un discorso nel quale si scusava dicendo “Pensate che io abbia firmato con i giudei qualcosa che sia contrario alle regole dell’islam?”, Arafat ha così continuato, “Non è così, io sto facendo esattamente quello che ha fatto il profeta Maometto”. Arafat si riferiva allo storico “Trattato di Hudayybiyah” https://youtu.be/37xnaqF-6B4 precisamente quando Maometto faceva credere di rinunciare alla conquista di Mecca (in realtà si trattava di politica e di gestione della crisi). Qualunque cosa il profeta sia supposto di aver fatto diventa un precedente. Ciò che Arafat stava dicendo era Takiya, cioè dissimulazione. Il profeta aveva fatto un accordo (ricorrendo alla pratica della Takiya: bugia islamica per guadagnare tempo e risorse fino a sferrare l’attacco decisivo contro gli infedeli) ) che strappò poco dopo e conquistò La Mecca, agendo di sorpresa. Ovviamente, trovò un qualche tipo di pretesto. Perciò, nella giurisdizione Islamica, ciò è divenuto un precedente legale con il quale si afferma che è permesso di fare pace per “gestire la crisi politicamente”. In secondo luogo alla prima circostanza in cui si è in grado, bisogna rinnovare il Jihad [ ovvero “rompendo” l’accordo] anche colpendo di sorpresa il nemico dell’islam. Bisogna intenderci: quando si parla di guerra e di pace, non si sta parlando in termini occidentali. Bisogna parlare di guerra e di pace secondo la retorica in termini Islamici. Che cosa farà accettare all’islam un cessate il fuoco? Solo una cosa – quando il nemico sarà troppo forte!! È una scelta tattica (Takjya). Qualche volta, l’islam deve accettare un cessate il fuoco nelle condizioni più umilianti. E’ concesso perché Maometto accettò un cessate il fuoco in condizioni umilianti. E’ ciò che ha detto Arafat a Johannesburg. Ricordate? Quando i governanti occidentali sentono queste cose, essi rispondono: “Ma cosa state cianciando? Voi siete rimasti al Medioevo. Voi non capite i meccanismi della politica”. Ma quali meccanismi della politica? Non vi sono meccanismi della politica, dove vi è l’islam. E non abbiamo ancora visto la fine di tutto ciò, perché nel momento in cui una potenza radicale Islamica disponesse di armamenti, atomici, chimici o biologici, li userebbe. Ora, siccome siamo di fronte ad una guerra, potrebbe accadere anche in Italia quanto è accaduto in quella chiesetta cattolica in Francia a quel povero prete assassinato dai radicali? Nello stesso tempo non si deve gettare discredito su tutti i musulmani nel mondo perché molti di loro, nel loro silenzio, non condividono né approvano il terrorismo di matrice islamica, ben sapendo che anche loro, per questo, potrebbero ricadere nella condanna da parte degli islamici radicalizzati come il resto dei non musulmani. La Bibbia chiama i cristiani a vegliare e restare sobri (Tessalonicesi 5:1-10).

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