Islam e la luna crescente

Islam

Archeologicamente, perché il simbolo dell’islam è una luna crescente? Perché una luna crescente sia posta sulla sommità delle loro moschee e minareti? Perché la luna crescente si trovi a decorare le bandiere delle nazioni Islamiche? Perché i musulmani digiunino durante il mese che inizia e termina con l’apparizione della luna crescente nel cielo? Questi approfondimenti per le vostre libere conclusioni.                       (<><  Dott. Aldo Fiore)

L’Archeologia del Medio Oriente.  

La religione dell’islam ha il suo centro di gravità nella adorazione di una deità dal nome “Allah”.

I musulmani e il Corano sostengono che Allah all’epoca pre-islamica fosse il Dio biblico dei Patriarchi, dei Profeti e degli Apostoli. In Arabia, nell’epoca pre-islamica, “Allah” era dunque il Dio biblico o un idolo pagano? L’affermazione dei musulmani sulla continuità è il loro indispensabile piedistallo a cui AGGRAPPARSI per sostenere il loro tentativo di convertire Ebrei e Cristiani alla tesi che se “Allah” è parte del flusso di rivelazioni divine nelle scritture allora esso è il passo successivo nello sviluppo della religione biblica.

Se ciò fosse vero, il nocciolo della questione, conseguentemente tutti noi dovremmo diventare musulmani. Ma, d’altra parte, se Allah fosse una deità pre-islamica, allora il nucleo stesso della sua rivendicazione dovrebbe essere confutato e quindi rifiutato.

Le pretese religiose spesso decadono prima dell’arrivo dei risultati della scienza del tangibile di cui fa parte l’archeologia. Si può speculare senza fine sul passato oppure andarne alla ricerca scavandone la sostanza e mettendone in evidenza ciò che di essa ci viene rivelato. Quest’ultimo è il solo modo di trovare la verità sulle origini di Allah. Come si vedrà, l’evidenza tangibile dimostra che Allah era una deità pagana. Infatti, egli era il dio-Luna che si sposò con la Dea-Sole e che le stelle erano loro figlie.
Gli archeologi hanno svelato l’esistenza di templi al dio-Luna in tutto il Medio Oriente. Dalle montagne della Turchia fino alle rive del Nilo, la religione più diffusa del mondo antico era l’adorazione del dio-Luna.

I Sumeri, la prima civilizzazione a disporre della memoria scritta, ci hanno lasciato migliaia di tavolette di argilla nelle quali essi ci tramandano le loro credenza religiose. Come hanno dimostrato Sjoberg e Hall, gli antichi Sumeri adoravano un dio-Luna che fu chiamato con molti nomi. Quelli più popolari erano Nanna, Suen, e Asimbabbar. Il suo simbolo era una luna crescente. Considerata al quantità di manufatti artistici concernenti l’adorazione del Dio-Luna, è chiaro che si trattava della religione dominante fra i Sumeri. Il culto del Dio-Luna era la religione più popolare in tutta l’ antica Mesopotamia.

Nelle antiche Siria e Caanan, il Dio-Luna veniva generalmente rappresentato dalla luna nella sua fase crescente. All’epoca la luna piena veniva collocata all’interno della luna crescente per mettere in risalto tutte le fase della luna.

La dea-Sole era la moglie di Sin e le stelle erano le loro figlie. Per esempio, Istar (Ishtar) era una figlia di Sin.  Istar era una dea potente e assertiva. Nel testo Pas Shamra sono descritti riti sacrificali al Dio-Luna. Nei testi Ugaritici, il dio-Luna viene qualche volta chiamato anche Kusuh. In Persia, come anche in Egitto, il dio-Luna viene dipinto sui murali di parete e sulla testa delle statue. Egli era il giudice degli uomini e degli dei. L’Antico Testamento richiama costantemente l’adorazione del dio-Luna (vedi: Deut. 4:19; 17:3; II Re. 21:3.5; 23:5; Ger. 8:2; 19:13; Zeph. 1:5 ecc. ). Il culto del Dio-Luna fu praticato anche in Israele nel periodo in cui cadde nell’idolatria. E’ un fatto che in tutto il mondo antico il simbolo della luna crescente si trova inciso nei sigilli, nelle stele, nel vasellame, negli amuleti, nelle tavolette di creta,nei cilindri, nei pesi, negli anelli, negli ornamenti, nei murales di parete, ecc, ecc. A Tell-el-Obeid è stato trovato un vitello di rame con incisa sulla sua fronte una luna crescente. Un idolo con il corpo di toro e la testa umana aveva intarsiata sulla sua fronte una luna crescente circondata da orbite. Ad Ur, sulla sommità della stele di Ur-Nammu, dove si trova il registro degli dei è collocato un simbolo della luna crescente perché il dio-Luna era il capo degli dei. Anche il pane veniva cotto nella forma di una luna crescente come atto di devozione al dio-Luna. La Ur dei Caldei era così devota al dio-Luna che spesso, nelle tavolette di quel periodo, veniva chiamato Nannar.

Sir Leonard Woolley nei scuoi scavi ha rimesso in luce un tempio del dio-Luna. Con i suoi scavi ha riportato alla luce molti esempi di adorazione della luna ad Ur, i quali sono oggi in mostra al Britsh Museum. Harran fu probabilmente notato per la sua devozione al dio-Luna. Negli anni 50 del secolo scorso, presso Hazar in Palestina, gli scavi hanno riportato alla luceano dei Templi maggiori del culto al dio-Luna, nel quale furono ritrovati due idoli del dio-Luna. Ciascun idolo era di statura umana, assiso su di un trono con una luna crescente incisa sul busto. Le iscrizioni di accompagnamento hanno chiarito che si trattava proprio del dio-Luna. Nello stesso tempio sono state ritrovate anche delle statue più piccole che attraverso le relative iscrizioni sono state identificate come le figlie del dio-Luna. E dell’Arabia? Come puntualizzato dal prof. Coon, “I musulmani sono notoriamente restii a preservare le tradizioni del precedente paganesimo che amano alterare permettendone una sopravvivenza in termini anacronistici.

Nel diciannovesimo secolo, Amaud, Halevy e Glaser si sono recati nell’Arabia del sud dove hanno riportato alla luce e tradotto migliaia di iscrizioni Sabeane, Menane, e Qatabiane. Negli anni ’40 gli archeologi G. Caton Thompson e Carleton S. Coon hanno fatto in Arabia alcune sorprendenti scoperte. Negli anni 50 Wendel Philps, W.F. Albright, Richard Bower e altri hanno riportato alla luce numerosi siti presso Qataban, Timma, e Marib (l’antica capitale della Sheba). Nel Nord dell’Arabia sono stati raccolte e catalogate migliaia di iscrizioni incise sulle mura e sulla roccia. Sono state scoperti anche bassorilievi e coppe votive utilizzate nei rituali del culto delle “Figlie di Allah”. Le tre figlie, al-Lat, al-Uzza, e Manat sono qualche volta dipinte insieme con Allah il dio-Luna rappresentato da una luna crescente sopra di loro. L’evidenza che proviene dai ritrovamenti archeologici dimostra che la religione dominate in Arabia (dei tempi pre-islamici. N.d.t.) era il culto del dio-Luna. Ecco ora spiegato perché anche NEL CORANO vi si possono trovare mentovate le tre figlie di Allah?  Vedi sura 53. Per approfondimenti cliccate qui I concittadini di Maometto adoravano le figlie di Allah tanto è vero che Maometto le riconobbe (chiamati questi versetti, ‘ versetti satanici’ dalla tradizione islamica). Ci viene detto dai musulmani che Satana si era intrufolato attraverso la bocca di Maometto, facendogli pronunciare pubblicamente

Che ne pensate voi di al-Lāt e di al-ʿUzzā
20 وَمَنَاةَ الثَّالِثَةَ الاخْرَى
wa-Manāta l-thālitha l-ukhrā
e di Manāt, il terzo idolo?
21 تلك الغرانيق العلى وإن شفاعتهن لترتجى
tilka l-gharānīqu l-ʿulā wa-inna shafāʿatahunna la-turtajā
Ecco le gharānīq, la cui intercessione è cosa grata a Dio »

Al tempo del vecchio testamento, Nabonidus (555 – 539 A.C.) , l’ultimo Re di Babilonia, costruì a Tamya, in Arabia, un centro di adorazione del dio-Luna. Segal ha affermato “La religione stellare del Sud dell’Arabia è sempre stata dominata dal culto del dio-Luna nelle sue molteplici varianti”. Molti studiosi anche notato che il nome del dio-luna “Sin” è parte della parola araba “Sinai”, “la parte selvaggia del Sin” ecc. Allorquando la popolarità del dio-Luna si sposto altrove, gli Arabi rimasero veramente nella convinzione che il dio-Luna fosse il più grande di tutti gli dei. Alla Kabah della Mecca adoravano 360 dei, ma il dio-Luna ne era incontestabilmente il dio-Capo. Mecca fu di fatto costruita come un santuario per il dio-Luna.

E’ per questo che Mecca era il luogo più sacro al paganesimo Arabo. Nel 1944, G. Caton Thompson ha rivelato nel suo libro, Le Tombe e il Tempio alla Luna di Hureida, che lei aveva scoperto nel sud della penisola arabica un tempio dedicato al dio-Luna. In quel tempio furono ritrovati simboli della luna crescente e non meno di 25 iscrizioni riportanti il nome Sin. Fu scoperto anche un idolo che poteva ben essere il dio-Luna. L’assimilazione al dio-Luna di quell’idolo fu poi confermata da altri ben noti archeologi.

L’evidenza rivela, poi, che il tempio (inteso come pratica del culto) del dio-Luna era attivo in Arabia  anche in epoca cristiana.

Evidenze ricavate sia nel Nord che nel Sud della penisola arabica dimostrano che l’adorazione del dio-Luna era ancora praticata all’epoca di Maometto come culto dominante. Secondo numerose iscrizioni, mentre il nome del dio-Luna era Sin, il titolo attribuitogli era ‘al-ilâh’, ovvero “il dio” con il significato che egli fosse il capo o il più alto tra i dei. Coon ha puntualizzato , “il dio” Il o “al- ilâh”, il dio-Luna fu così chiamato al-ilah, ovvero il dio, nome che fu successivamente contratto in Allah, fin dai tempi pre-islamici. Ad esempio sia il padre (Abdallah) che lo zio di Maometto avevano tale allocuzione come parte dei loro nomi.
Il fatto che fu loro dato quel nome da genitori chiaramente pagani prova che Allah era il titolo per il dio-Luna anche ai giorni di Maometto. Il prof. Coon prosegue “Analogamente, sotto la tutela di Maometto l’ilâh relativamente anonimo (il dio) diventa nome contratto, Allah, il Supremo Essere”.

Questo fatto risponde a due domande, “Perché Allah non viene mai definito nel Korano? (nel senso escatologico con il quale viene ricercato IDDIO nella Bibbia n.d.t.). Perché Maometto ha sempre dato per scontato che gli Arabi pagani conoscessero chi era Allah? Maometto è stato allevato nella religione del dio-Luna Allah. Me egli andò oltre lo stadio a cui si trovavano i suoi compagni Arabi pagani. Mentre i pagani credevano che il dio-Luna fosse il più grande di tutti gli dei e la suprema deità nel pantheon delle deità, Maometto decise che Allah non solo fosse il dio più grande ma il solo dio, il più grande di tutti gli dei, Non impediva che Allah venisse adorato, lo privava solo della moglie e delle figlie ( Al-Lat, AL-Uzza, Al-Manat) e rifiutava tutti gli altri dei”. Lo si vede dal fatto che il primo punto del credo Mussulmano non è: “non c’é dio tranne che “Allah” Allah akbar significa letteralmente: il più grande fra gli dei, e non come si sente, dio è grande”. Perché Maometto avrebbe dovuto dire che Allah è il “più grande” se non si fosse trattato di un contesto politeistico? La parola in arabo viene utilizzata per contrasto dal più grande al più piccolo. Che questo sia vero lo si capisce dal fatto che gli Arabi pagani non hanno mai accusato Maometto di predicare un Allah differente da quello rispetto a quello che loro già adoravano. Questo “Allah” era il dio-Luna come messo in evidenza dai ritrovamenti archeologici. Maometto perciò tento di posizionarle Allah in due categorie.  Agli Ebrei e ai Cristiani egli disse invece che Allah era anche il loro Dio. Ma sia gli Ebrei che i Cristiani rigettarono il suo dio Allah come un falso dio, dal momento che la loro conoscenza della Bibbia e della storia araba era migliore dei quella dei suoi fratelli Arabi pagani .

Al-Kindi, uno dei primi apologeti cristiani contro l’Islam, puntualizzò che l’islam e il dio Allah non provenivano dalla Bibbia ma dal paganesimo dei Sabeani. Loro non adoravano il Dio della bibbia ma il dio-Luna e le sue figlie al-Uzza, al-Lat e Manat. Il dott. Newman conclude il suo studio sui primi dibattiti Cristianesimo-Islam affermando; “Islam ha provato essere ….una religione separata ed antagonistica che è scaturita dall’idolatria.”

Lo studioso islamico Caesar Farah conclude; “Non vi è perciò alcuna ragione di accettare la tesi che Allah è passato ai mussulmani dai Cristiani e dagli Ebrei”

Gli antichi Arabi adoravano il dio-Luna come una suprema deità. Ma questo non può essere associato in alcun modo al monoteismo biblico. Mentre il dio Luna era il più grande fra gli dei e le dee, era pur vero che si trattava di un Pantheon politeistico di deità. Ora che disponiamo de ritrovamenti degli idoli del dio-Luna. Non è più possibile evitare il fatto che Allah fosse un dio pagano dell’epoca pre-islamica. Ci si deve allora meravigliare che il simbolo dell’Islam sia una luna crescente? Che una luna crescente sia posta sulla sommità delle loro moschee e minareti? Che la luna crescente si trovi a decorare le bandiere delle nazioni Islamiche? Che i Musulmani digiunino durante il mese che inizia e termina con l’apparizione della luna crescente nel cielo?

CONCLUSIONI

Gli Arabi pagani adoravano il dio-Luna Allah pregando verso la mecca diverse volte al giorno; facendo il pellegrinaggio alla Mecca; correndo intorno al Tempio del dio-Luna chiamato la Kabah; baciando la pietra nera; uccidendo un animale in sacrificio al dio-Luna; gettando pietre al diavolo; digiunando per tutto il mese che iniziava e finiva con la luna crescente; dando sollievo ai poveri, etc.

La pretesa dei musulmani e di alcuni sedicenti insegnanti evangelici nostrani, che Allah sia il Dio della Bibbia e che l’islam è sorto dalla religione dei profeti e degli Apostoli è oggi negata da una solida e schiacciante evidenza archeologica (oltre che soprattutto biblica). L’Islam è niente altro che una reviviscenza dell’antico culto al dio-Luna. Di cui ha preso i simboli, i riti, le cerimonie, e anche il nome del suo dio dall’antica religione pagana del dio-Luna. Come tale, è dunque una idolatria deviante e deve essere rigettata da tutti coloro che seguono la l’Antico e il Nuovo Testamento.

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One Comment

  1. Gianluca Colucci 03/09/2016 00:19

    L’Encyclopedia of Religion dice: “‘Allah’ è un nome pre-islamico corrispondente al babilonese… Bel” (a cura di James Hastings, Edimburgo, T. & T. Clark,. 1908, I:326).

    “Il termine Allah fu trovato in iscrizioni arabe precedenti all’Islam” (Enciclopedia Britannica, I: 643).

    “Gli arabi, prima del periodo di Maometto, hanno accettato e adorato, in qualche modo, un dio supremo chiamato Allah” (Encyclopedia of Islam, a cura di Houtsma, Arnold, Basset, Hartman; Leiden: EJBrill, 1913, I:302).

    “Allah era noto agli arabi pre-islamici; era una delle divinità meccane” (Encyclopedia of Islam, ed. Gibb, I:406).

    “Ilah, compare nella poesia pre-islamica, Per frequenza di impiego, al-ilah fu contratto in Allah e ciò viene ripetutamente confermato nella poesia pre-islamica” (Encyclopedia of Islam, eds. Lewis, Menage, Pellat, Schacht ; Leiden: EJBrill 1971, III: 1093).

    “Il nome di Allah risale a prima di Muhammed” (Encyclopedia of World Mitologia e leggenda, “The Facts on File”, ed Anthony Mercatante, New York, 1983, I: 41).

    L’origine di questo (Allah) risale ai tempi pre-islamici. Allah non è un nome comune che sta per “Dio” (o un “dio”) e il musulmano deve usare un’altra parola o forma se vuole indicare qualsiasi termine diverso dal proprio dio particolare” (Encyclopedia of Religion and Ethics, ed. James Hastings, Edimburgo: T & T Clark, 1908, I: 326).

    A conferma delle sopracitate opere di riferimento, aggiungo quelle di studiosi come Henry Preserved Smith della Harvard University, che dichiara:

    “Allah era già conosciuto con il suo nome dagli arabi” (La Bibbia e l’Islam: ovvero, l’influenza del Vecchio e del Nuovo Testamento sulla religione di Maometto, New York: Charles Scribner Sons, 1897, p.102)

    Il Dr. Kenneth Cragg, ex direttore della prestigiosa rivista scientifica “Muslim world” ed eccellente studioso occidentale moderno islamico, le cui opere sono state comunemente pubblicate dalla Oxford University, commenta:

    “Il nome di Allah è inoltre evidente nei resti archeologici e letterari dell’Arabia pre-islamica” (Il richiamo del Minareto, New York: Oxford University Press, 1956, p. 31).

    Il Dr. W. Montgomery Watt, che era professore di Studi Arabi e Islamici all’Università di Edimburgo e professore esterno di Studi Islamici presso il College de France, Georgetown University e l’Università di Toronto, si è ampiamente occupato della nozione pre-islamica di Allah. Egli conclude dicendo:

    “Negli ultimi anni mi sono sempre più convinto che, per una adeguata comprensione della carriera di Maometto e le origini dell’Islam, grande importanza deve essere allegata nell’esistenza alla Mecca di una fede in Allah come di un dio “alto”». In un certo senso questo è una forma di paganesimo, ma è così diverso dal paganesimo come comunemente viene inteso che merita un trattamento a parte” (la Mecca di Mohammad, p.vii. Vedi anche il suo articolo,” La fede in un Dio supremo in eta pre-islamica della Mecca”, Journal of Scientific Gli studi semitici, Vol.16, 1971, pp.35-40).

    Secondo lo studioso sul Medio Oriente E.M. Wherry, la cui traduzione del Corano è ancora usata oggi, in epoca pre-islamica il culto di Allah, così come il culto di Baal, erano entrambe religioni astrali che hanno coinvolto il culto del sole, della luna e delle stelle (Un Commento globale sul Corano, Osnabrück:. Otto Zeller Verlag, 1973, pag 36).

    “Nell’antica Arabia, il dio-sole era visto come una divinità femminile e la luna come una divinità maschile. Come hanno precisato molti studiosi come Alfred Guilluame, il dio-luna era chiamato con vari nomi, uno dei quali era Allah (Caesar E. Farah, l’Islam, pag. 7).

    Il nome di Allah è stato utilizzato come nome personale del dio-Luna, oltre agli altri titoli che potrebbero essere dati a lui”. Allah, il dio della luna, era sposato con la dea del Sole. Insieme hanno generato tre dee che sono state chiamate ‘le figlie di Allah’. Queste tre dee erano chiamate Al-Lat, Al-Uzza, e Manat.

    Le figlie di Allah, insieme con Allah e la dea del Sole sono state viste come divinità “alte”. Cioè, erano ritenute essere al vertice del pantheon delle divinità arabe “(Robert Morey, L’invasione islamica, Eugene, Oregon, Harvest House Publishers, 1977, pp. 50-51).

    “Insieme ad Allah, tuttavia, essi adoravano una serie di divinità minori e “figlie di Allah” (Encyclopedia of World Mythology and Legend, I:61).

    “La tribù Quraysh in cui Maometto naque era particolarmente devota ad Allah, il dio della luna, e soprattutto alle tre figlie di Allah che erano considerate come intercessori tra il popolo e Dio”. Il culto delle tre dee, Al-Lat, Al-Uzza, e Manat, ha svolto un ruolo significativo nel culto alla Kabah a La Mecca. Le prime due figlie di Allah avevano nomi che erano forme femminili di Allah.

    “Il nome arabo e letterale del padre di Maometto era Abd-Allah. Il nome di suo zio era Obied-Allah. Questi nomi rivelano la devozione personale che la famiglia pagana di Maometto aveva nell’adorazione di Allah, Il dio-Luna” (op. cit., Morey, p. 51).

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