Dichiarazione di Fede


Preambolo

Ci è ormai arcinoto che negli ultimi anni stanno aumentando movimenti all’interno del mondo evangelico italiano che puntano ad abbattere, in nome del dialogo, della tolleranza e di quella presunta comprensione/amore umano, tutte le barriere fra gruppi religiosi cristiani e fra religioni cristiane e non cristiane.
Questo documento nasce dalla urgente necessità di riaffermare alcune verità basilari fondamentali del cristianesimo che, più che mai, sono attaccate nella loro sostanza dalle idee liberiste e relativiste già da tempo diffuse nel mondo protestante evangelico, proponendo i parametri equilibrati biblici del dialogo inter-cristiano e inter-religioso.

Questo documento non è indirizzato a persone specifiche, gruppi o denominazioni in particolare, (pur tuttavia  porgiamo l’invito a riflettere sulla propria attuale responsabilità) ma vuole stabilire dei principi guida fermi riguardanti il nostro essere cristiani rigenerati. A questo Documento generico, alleghiamo l’altro documento tutto complementare dal titolo Linee di chiarezza verso i musulmani.


Dichiarazione

A) Per quel che riguarda i rapporti interreligiosi, considerando come parte integrante della nostra fede l’amore per il prossimo (1), crediamo sia uno specifico obbligo di ogni cristiano rigenerato quello di presentare il messaggio della speranza in Cristo (2) nella sua interezza con sincerità e senza sotterfugi, con delicatezza e attenzione ma senza mai sottacere alcuna sua parte o modificandone i principi o i contenuti per renderlo più accettabile ai nostri interlocutori. Crediamo che la negazione di questa possibilità in nome del rispetto altrui sia in realtà mancanza di integrità verso il prossimo e, in ultima analisi, umanesimo travestito di cristianesimo. L’amore vuole il bene dell’altro e, pur evitando ogni forzatura o costrizione, portare il messaggio di Cristo figlio di Dio, morto sulla croce per la nostra salvezza, risorto e vivente, unico tramite il SIGNORE Iddio e l’uomo, equivale a portare l’amore di Dio alle anime.

B) Riteniamo anche che esista il rischio di passare da un Vangelo soltanto “proclamativo”, non accompagnato da un necessario aiuto sociale e pratico, ad un Vangelo socialmente politicizzato che limiti o rifiuti di comunicare la Buona Notizia in nome del rispetto delle differenze religiose e culturali (multiculturalismo). Considerando entrambi gli aspetti del messaggio cristiano come necessari crediamo che, come fece Gesù, siamo chiamati a far accompagnare le nostre parole dal nostro esempio di vita e da gesti di sostegno a chi soffre, ai malati, ai bisognosi, agli emarginati (3).

C)  Per quel che riguarda i rapporti fra denominazioni evangeliche, pur considerando come fondante il valore spirituale dell’unità in Cristo (4), unico e vero capo della Sua chiesa (5), consideriamo ingannevole l’idea che un’unità mondiale del cristianesimo possa essere raggiunta attraverso mezzi politici, imperi economici, umani. Crediamo che l’unità voluta da Cristo sia soprattutto spirituale e travalichi i confini delle organizzazioni umane, che non potranno mai rappresentare completamente e perfettamente la chiesa di Cristo sulla terra.

D) Nell’affermare l’importanza della ricerca dell’unità in Cristo dichiariamo come inutili gli sforzi umani di chi tenta di arrivare a questa unità negando o sottacendo le differenze, anche fondamentali, che esistono nel modo di considerare l’unica fede, la chiesa, la salvezza, la conversione, la verità biblica. In particolare dichiariamo:

1. che Cristo ci spinge a proclamare il Suo vangelo della salvezza che si ha unicamente per suo mezzo estesa a tutti gli uomini di tutti i tempi, indipendentemente dalla condizione sociale, politica o religiosa, perché ogni uomo ha bisogno di essere salvato dal SIGNORE, in Cristo;

2. che il negare la possibilità di evangelizzare determinati gruppi ed etnie di persone equivale a negare la libertà religiosa e la salvezza per chiunque crede;

3. che per quanto il messaggio evangelistico possa essere teoricamente adattato nella forma al fine di meglio comunicarlo al nostro interlocutore, non annacquarlo, o modificarlo nella sostanza o nascondendone alcune parti perché è contrario alla parola di Dio;

4. che il perfetto sacrificio di Cristo sulla croce per ottenere la vita eterna di chiunque crede nel Suo sacrificio, è sufficiente ed esclusivo e che, come comanda Cristo, ogni cristiano deve proclamare questa verità assoluta nell’amore per il prossimo;

5. che la chiesa è solo di Cristo e nessuna organizzazione religiosa evangelica o imperi economici possono arrogarsi il diritto di guidarla o rappresentarla in esclusiva, ma che è reale, presente e attiva attraverso lo spirito Santo che opera nella vita di ogni vero discepolo di Cristo che ne fa parte;

6. che la Verità è innanzitutto Gesù Cristo, e non potrà mai essere completamente o infallibilmente determinata o posseduta da nessun individuo o organizzazione.

7. che l’unità in Cristo debba essere ricercata con l’aiuto dello spirito santo, sulla base della Verità come trasmessa attraverso la Parola di Dio, e non sulla base della presunta saggezza umana, del compromesso o tramite trattative fra leader religiosi di organizzazioni missionarie evangeliche.

8. che la conversione a Cristo, a differenza della conversione ad altre religioni, non riguarda il passaggio ad una chiesa, o un organizzazione umanistica, ma riguarda uno stravolgimento totale dei vecchi valori peccaminosi, della visione del mondo, delle certezze e della speranza di ciascun individuo ad opera dello Spirito santo, e che per questa ragione la vera conversione a Cristo (nuova nascita (6), metanoia) non può essere in alcun modo paragonata ad altre “conversioni” nel senso comune del termine, frutto del raziocinio o di adesione intellettuale.

9. che il tentare di mettere tutte le religioni sullo stesso piano, o sottacere che tutti gli altri loro “dei della terra altro non sono che meri idoli”, equivale ad affermare che non vi è una verità cristiana assoluta, principio che come cristiani rigenerati rigettiamo in base alla parola di Cristo stesso: ” Io sono la Via la Verità e la Vita; nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (7) e “Non avrai altro DIO al di fuori di Me”.

10. che per i cristiani affermare certezza di fede e l’esistenza di una verità assoluta (nella Sacra Bibbia) non è chiusura mentale o arroganza, come recentemente da alcuni evangelici intellettuali ci viene rimproverato, ma vera fede (8);

11. che il Vangelo è per sua stessa essenza un libero messaggio di amore da parte del SIGNORE, Dio uno e trino, e per questo non può in alcun modo essere trasmesso attraverso la costrizione, l’obbligo, la coercizione o l’inganno;

12. che il mandato cristiano di andare e fare discepoli tutti i popoli non è opzionale o esclusivo per alcuni cristiani, ma è per tutti coloro che vogliono essere discepoli di Cristo (9).


Note

1 Marco 12.
2 1° Pietro 3:15-16.
3 Matteo 25:31.
4 Giovanni 17:20-21, 5-Colossesi 1:1.
6 Giovanni 3.
7 Giovanni 14:6-8.
8 Ebrei 10:22, 11:19.
9 Matteo 28:19, Marco 16:15.

Comments are closed.