Due edizioni del Corano in Arabo

Corano Storia

CORANO SENZA SEGRETI

UNA CRITICA INTERNA AL CORANO
I musulmani hanno grande considerazione per tutte le Scritture bibliche, sia per l’Antico che per il Nuovo Testamento, ma rivendicano un’unica e suprema posizione per il Qu’ran, affermando la sua supremazia su tutte le altre Scritture, perché secondo loro, in origine, non fu mai scritto da uomini e perciò non fu mai contaminato dallo stile e dal pensiero dell’uomo. Per questo motivo, il Corano è chiamato “La Madre dei Libri” (sura 43:3-4).

DUE VARIANTI DI LETTURA DIFFUSE: WARSH & HAFS
Se vi dicono la prossima volta:” La Bibbia è cambiata”, noi rispondiamo: quale corano leggi quello secondo l’imam Hafsa o quello secondo l’imam Warsh?E perché preferisci uno all’altro? Sai che la tua risposta giudica milioni di musulmani che leggono la versione che a te non piace?

La lettura nel Codice di Nafi` mediante la Trasmissione di Warsh.

Secondo quanto afferma Aisha Bewley, una nota islamista internazionale, di fede islamica, “quando leggiamo il Corano, possiamo dire che ci riferiamo per la maggior parte dei casi alla lettura secondo Warsh o Hafs, e nulla ci impedisce di distinguere fra le due versioni di lettura ‘questo é di Hafs’ e “quello è di Warsh’.
Le sette trasmissioni, hanno fatto passare l’idea che ‘ se esistono sette diversi modi di leggere in arabo il Corano quindi esistono anche sette versioni in arabo del Corano’. In questa sede approfondiamo almeno le due più importanti trasmissioni del Corano; queste trasmissioni sono conosciute come la Trasmissione secondo l’imam Hafsa e secondo l’imam Warsh.
Surah 2:132 www.answering-islam.org/Green/seven.htm www.iiu.edu.my/deed/articles/qiraat.html www.livius.org/opinion/Luxenberg.html
Le sette trasmissioni del Corano si sono originate in località del mondo arabo diverse durante la nascita dell’islam primitivo.

LUNGA CATENA DI ANTICHI TRASMETTITORI
Questi due imam, Warsh e Hafs a loro volta, si ispiravano nel recitare il Corano secondo quanto a loro trasmesso dai loro rispettivi capiscuola della recitazione del Corano che a loro volta fanno risalire il loro metodo di lettura da altri capiscuola, risalenti a due –tre secoli dopo la morte di Maometto, i quali a loro volta fanno risalire il loro metodo di lettura direttamente dai Compagni del Profeta.
Ad esempio, il Corano letto secondo Warsh risale alla trasmissione risalente da Nafi’ al-Madini, ma questi lo apprese da Abu Ja’far Yazid ibn al-Qa’qa’ che a sua volta questi lo apprese da ‘Abdullah ibn ‘Abbas, mentre questi da Ubayy ibn Ka’b, e questi direttamente da Maometto.
Con Hafsa, invece, il Corano “risale alla riwaya secondo Hafs ibn Sulayman ibn al-Mughira al-Asadi al-Kufi, questi lo apprese dalla recitazione di ‘Asim ibn Abi’n-Nujud al-Kufi, questi a sua volta da Abu ‘Abdu’r-Rahman ‘Abdullah ibn Habib as-Sulami,questi a sua volta da ‘Uthman ibn ‘Affan, questi da’Ali ibn Abi Talib and Zayd ibn Thabit and Ubayy ibn Ka’b, che lo appresero direttamente da Maometto.
Le differenze di contenuto nelle due variazioni di ‘Corani’ – come ci riferiscono gli esperti islamici- sono minimi o irrilevanti . E’ sufficiente per confemare che c’é una corruzione nel testo sacro.
Possiamo riscontrare che, ad esempio, mentre nella versione di Warsh, il versetto dove dice “Dhalika’l-Kitabu la rayb” oppure “Dhalika’l-Kitabu la rayba fih” nella sura 2:1, anche diverse sono le vocali nelle parole (“suddan” or “saddan”), altre volte variano i segni diacritici o sopra o sotto le consonanti, come ad esempio, ya’ or ta’ (turja’una or yurja’una). Sono frequenti anche le parole dove in una versione c’è una shedda nell’altra sia assente la shedda (ps: shedda è un tipo di accento diffuso nella lingua araba).
Il dialetto dei Coreisciti era ‘quello parlato da Maometto, quindi il dialetto per il Corano. Oggi non è rimasta traccia neanche della copia del Corano in possesso di Hafsa, vedova di Maometto. Questa fu distrutta sotto il governatorato a Medina da parte di Marwan ibn al-Hakam, dopo la morte della stessa Hafsa (Textual History of the Qur’an, p. 4). Inoltre, le pergamene più recenti del Corano attuale non risalgono a qualche decina di anni dopo la morte di Maometto, come ci viene detto dai musulmani, ma almeno 200 anni dopo la scomparsa del profeta dell’islam.
La stragrande maggioranza dei musulmani crede che il Corano redatto da Uthman non è stato smarrito, ma è depositato in un museo in Egitto.
Invece questi amici non sanno che i manoscritti (del Topkapi e di Samarcanda) più antichi rimasti del Corano, risalgono probabilmente circa al 790 d.C. e si trovano rispettivamente a Istanbul (Turchia) e a Tashkent (Uzbekistan). I musulmani non sanno che questi scritti, oltre a non corrispondere fra loro per lo stile con cui sono stati redatti, presentano altri problemi di stesura (l’esame dei manoscritti dimostra che hanno epoche fra loro diverse).

Categorie delle trasmissioni (qyra’a).

QUAL’E’ LA COPIA ETERNA – L’ORIGINALE?
Il punto è che mentre il Corano sfida qualsiasi lettore con l’affermazione che è giunto ai nostri giorni inalterato e privo ds qualsiasi manipolazione, dopo queste riflessioni non possiamo credere alle loro affermazioni quando dicono che il Corano è rimasto inalterato nel corso di 14 secoli addirittura sia nelle virgole che sia nella vocalizzazione ad esso attribuito dal principio.
Chiediamo al nostro amico musulmano, se ancora può affermare che il Corano rivelato a Maometto circa 14 secoli fa, ci è giunto veramente parola per parola inalterato da qualsiasi intervento umano?
Qual’é allora la recitazione (qira’at) accettata da Allah? Il Corano dice che esso è stato rivelato in perfetta lingua araba nel dialetto dei Coreisciti. Come possono sapere che incorrono nella grazia di Allah o nella sua disgrazia se recitano una variante dialettata diversa del Corano?
In quale di queste sette trasmissioni ( qyra’a) Allah si compiace? E se addirittura non si compiacesse in alcuna di queste trasmissioni? Quale di queste trasmissioni è la ‘versione presso Allah?
In passato, era usanza per certi insegnati di usare tutte le qyra’at nelle loro recitazioni, fino a sette recitazioni. I più dedicati alla scrupolosa recitazione del Corano divennero tanto bravi da memorizzarli e recitarli uno ad uno giorno per giorno.
Come si è visto ai quattro i califfi “ben guidati” è stato riconosciuto il merito di aver iniziato o proseguito la redazione del testo, ma gli storici e i filologi pensano unanimi che il testo finale sia stato adottato sotto il terzo califfo, Uthman (regnò 644 d.C.-656 d.C.). Le altre versioni in circolazione in Arabia furono arse per essere distrutte dallo stesso Uthman, ma non si riuscì a superare del tutto il problema delle varianti, date le caratteristiche della scrittura araba antica, priva dei segni diacratici utilizzati per distinguere tra loro le consonanti. Con l’evolversi della grafia anche il testo si standardizzò, finché le varianti si ridussero a sette, ciascuna delle quali è ora ritenuta ugualmente valida.
Al giorno ad oggi le due trasmissioni (qyra’at) più diffuse nel mondo sono la qira’a di Asim attraverso la lettura di Hafs, e la qira’a di Nafi’ attraverso la lettura di Warsh. In Africa è diffusa fra i musulmani anche la trasmissione di Abu ‘Amir atraverso la lettura di Ad-Duri.
Grottescamente dalla affermazione che udiamo solitamente, che il Corano è universale, quello che si legge in Italia è il medesimo che si legge in tutto il mondo islamico, abbiamo notizia storica che non era mai stato così.
Ad esempio, duecento anni dopo la morte di Maometto, a Basra (Iraq) I fedeli si attenevano alla variante recitata da Abu ‘Amr and Ya’qub, AKufa i fedeli si attenevano a Hamza and ‘Asim, In Siria a Ibn ‘Amir, Mecca utilizzavano Ibn Kathir, e a Medina si rifacevano a Nafi. In Egitto, dove nasceva la recitazione della variante di Warsh usavano Warsh, fino all’arrivo dei Turchi. In conclusione, i Turchi si attengono al Corano secondo Hafsa.
L’esigenza sincera di leggere le parole di Allah secondo la copia eterna, increata, depositata in cielo sin dall’eternità si frantuma con un Corano riscritto e selezionato.
I musulmani per difendere l’autorità del Corano si affrettano nel precisare che le diverse trasmissioni non significano significative variazioni di significato fra le due principali trasmissioni.
Tutt’altro! Le differenze significative ci sono nei segni diacritici, nelle vocali. Queste differenze sono piccole però mantengono qualche effetto sul significato non propriamente identico e quindi sul significato.
Pur di rendere la pronuncia ed il significato chiari e intellegibili per tutti, venivano aggiunti al testo segni diacritici alle consonanti e le vocalizzazioni. Tutto questo processo richiese all’incirca trecento anni di lavoro e come risultato sono scaturiti in molteplici modi di recitazione e di scrittura, e cambiamenti di sintassi. Forse saranno piccoli e leggeri cambiamenti tuttavia se si vanta lo standard della perfezione questi cambiamenti e aggiunte annullano ogni pretesa. Purtroppo i musulmani non possono vantare la perfezione del testo coranico come la copia in cielo.
Il Corano non gode dell’autorevolezza che i musulmani gli ascrivono. Sebbene la prima copia risalente a Abu Bakr poteva considerarsi discreta pur sempre ambigua, ha richiesto per i musulmani oltre trecento anni per ottenere questa forma di testo, per distruggere e continuare a eliminare le forme di testo alternativi e infine riuscire a dargli il formato o i formati che oggi i musulmani usano.
Se in ogni caso preferiscono credere che le varianti non intaccano minimamente il Corano allora non dovranno screditare nemmeno la Bibbia quando addebitano essere giunta ai nostri giorni da varianti diverse fra loro perché anche noi possiamo affermare che non cambiano sostanzialmente il messaggio della rivelazione divina. I musulmani devono sapere che oggi sappiamo queste cose e devono dare spiegazioni così come loro le chiedono e le pretendono da noi sulla storicità e canonizzazione della Bibbia.
CONCLUSIONE: I musulmani pretendono criticare la Bibbia mentre loro hanno problemi di queste dimensioni con il Corano?
A rigor di logica,invece, i musulmani, prima di criticare gratuitamente le Scritture bibliche, dovrebbero risolvere con lo stesso fervore i problemi legati alla stesura del Corano, che come dimostrato è il frutto delle manipolazioni dell’uomo, quindi non è corrotto. Usando le stesse fonti storiche islamiche, si arriva infatti a dedurre che il loro libro sacro sia tutt’altro che perfetto. Se tuttavia queste problematiche nella stesura del Corano non creassero loro problemi di affidabilità, lo stesso atteggiamento dovrebbero adottare per le nostre Scritture sacre soprattutto assai più stabili nel corso di oltre 20 secoli.
I musulmani nel mondo non sono mai stati unanimi nel formulare le stesse credenze a proposito della stesura del Corano. Ad esempio, ancora prima di discutere se il Corano sia o no giunto fino ai nostri giorni puro da intervento umano, quindi come la Bibbia è stata tramandata fino ai nostri giorni, i musulmani devono discutere da sempre se è vero o no che Maometto fosse analfabeta. Da questa risposta dipende tutta la loro fede in Allah?

Francesco Maggio

Condividi:

Commenta