Credenze islamiche

Islam Teologia

UNA PANORAMICA GENERALE

IL CREDO ISLAMICO e I 5 PILASTRI               ( F. Maggio)

Un Solo Dio!

Ci viene comunemente detto, o imposto di credere, che l’islam è una religione monoteistica: l’affermazione di un unico Allah che domina il mondo e allo stesso tempo lo trascende. Allah è la traduzione araba della parola dio (al ilàh). Maometto proclamò che solo Allah è Dio e che gli altri idoli non devono essere adorati. I musulmani rifiutano il concetto cristiano di Trinità. Il ‘dio’ dei musulmani come ci viene detto è unico, onnipotente, creatore dell’universo. Si è rivelato agli uomini per mezzo dei profeti Abramo, Mosè, Gesù e Maometto, con il quale si è compiuta la rivelazione.

Il dio Allah del Corano e il Dio Yahweh della Bibbia, non hanno nulla in comune religiosamente. Semplicemente, è riconosciuto dai musulmani che Allah del Corano non è il Padre di Gesù Cristo.

I Libri di Dio

I musulmani credono che Dio abbia parlato e abbia dato un certo numero di libri ai profeti. Nel Corano ci sono riferimenti alla Torah (di Mosè), ai Suhuf (pagine o libri dei profeti), ai Zabur (i Salmi di Davide), all’Ingil (il Vangelo di Gesù) e al Corano (di Maometto).

La posizione ortodossa considera il Corano attuale ab eterno e coeterno ad Allah e dettato parola per parola a Maometto. Tuttavia, sul piano universale, i musulmani ritengono il Corano essere un miracolo inimitabile, l’unico vero e proprio miracolo di Maometto.

I profeti di Dio

Maometto è considerato il più grande profeta dell’islam, ma il Corano parla spesso anche di Gesù, conosciuto come “Isa” e definito dal Corano, sorprendentemente, come “Kalimatullà” (la parola di Dio); non è morto sulla croce per la salvezza dei peccatori e non è il Figlio di Dio. In realtà, il Gesù del Corano e il Gesù della Bibbia non hanno nulla in comune, a parte un paio di sinonimi.  

I musulmani credono che Dio abbia mandato numerosi profeti alle nazioni per insegnare all’uomo che erra nelle Sue vie. Maometto è considerato l’ultimo ed il più grande dei profeti di Dio, al secondo posto c’è Gesù. Altri profeti ritenuti importanti sono: Adamo, Noè, Abramo e Mosè; i musulmani credono che ad ognuno di essi furono dati dei libri, i quali erano la parola di Dio che ha preceduto l’autorevole e finale rivelazione data a Maometto nel Corano. I profeti sono in particolare enumerati nella Sura VI versetti da 84 a 89: Noè, Abramo (che ha fondato il santuario della Kaaba), Davide, Salomone, Giobbe, Giu- seppe, Mosè, Aronne, Zaccaria, Giovanni, Gesù, Elia, Ismaele, Eliseo, Giona, Lot.

Il Gesù islamico (Isa)

I musulmani credono ed onorano molti profeti dell’Antico Testamento. Essi dichiarano che la Bibbia è stata corrotta perché indica i comportamenti sbagliati dei profeti e, poiché nessun profeta di Dio potrebbe fallire, la Bibbia deve essere errata.

I musulmani hanno un gran rispetto per Gesù, ma rifiutano il concetto che Egli sia divino. Chiamare Gesù il Figlio di Dio è per loro la più grossa bestemmia, perché il Corano dice che Dio non è un uomo e perciò non può avere figli; Dio è così trascendente rispetto al genere umano che non potrebbe mai ‘abbassarsi’ ad entrare nel nostro mondo.

I musulmani rifiutano anche il racconto della crocifissione nel Nuovo Testamento. Principalmente non vedono il motivo per cui Gesù dovesse morire per i nostri peccati ed inoltre rifiutano di credere che Dio ha permesso agli uomini di uccidere uno dei Suoi profeti, facendogli subire una morte tanto atroce. I musulmani sostengono che Dio ha messo qualcun altro sulla croce al posto di Gesù. La storia della morte di Cristo rafforza la loro idea che la Bibbia sia stata corrotta negli anni.

La Risurrezione e il Giudizio

Noi cristiani sappiamo che un giorno la tromba suonerà e i morti risusciteranno a giudizio per le loro azioni. I musulmani credono nel paradiso e nell’inferno ma dichiarano di non poter sapere dove andranno finchè non arriverà il Giorno del Giudizio. Solo a coloro che muoiono come martiri nelle battaglie per l’islam viene concesso l’immediato accesso al paradiso. Dio si riserva l’assoluto diritto di mandare i defunti islamici dovunque Egli voglia.

Gli Angeli

I musulmani credono che Dio abbia creato gli angeli e che essi siano senza peccato. Nella tradizione musulmana, gli angeli appartengono a vari ordini. Alcuni sono impegnati nel lodare Dio, altri vegliano e interce- dono per i credenti, altri aiutano nelle guerre e sono presenti alla morte (che può anche essere causata da loro). Nella tradizione musulmana vi sono i quattro arcangeli: Gabriele, Michele, Israil (o angelo della morte) e Israfil, il quale suonerà la tromba nell’ultimo giorno per risuscitare i morti. Ci viene da loro detto che Gabriele consegnò i messaggi di Dio direttamente a Maometto; i musulmani credono che Dio sia troppo glorioso per parlare direttamente con gli uomini.

Il Corano inoltre attribuisce a Gabriele l’apparizione alla vergine Maria per annunciarle la nascita di Gesù. I musulmani attribuiscono all’angelo Gabriele di essere lo Spirito Santo. Così affermando, la Trinità viene ‘elegantemente’ eliminata.

I CINQUE PILASTRI DELL’ISLAM

I cinque dogmi fondamentali dell’islam sono chiamati ‘pilastri’ o doveri primari.

La Confessione di Fede:  Il primo pilastro è il credo (o ‘Shahada’) che tutti i musulmani devono recitare:la sua formula è celebre ed è risalente a Maometto, pronunciata dal muezzin tutti i giorni, all’alba e al tramonto, dall’alto di ogni moschea, e ripetuta dai fedeli; essa recita: Là ilàh illà Allàh, ua Muhammad rasul Allàh (nessun dio vi è , eccetto Allah, e Maometto è il messaggero di Allah). La confessione di fede che ogni musulmano deve enunciare con sincerità è: ‘Allah è il solo dio e Maometto è il suo messaggero’.

La Preghiera Rituale:  Il secondo pilastro dell’islam è quello della preghiera, o ‘Salat’. I musulmani dispongono di preghiere liturgiche da recitare cinque volte al giorno, insieme alla corretta postura che tutti i musulmani sono tenuti ad eseguire.

L’Offerta Obbligatoria:  Il terzo pilastro dell’islam è l’offerta nota come ‘Zakat’. Ai musul- mani si richiede di dare una percentuale dei loro guadagni ogni anno, in modo che ricordino costantemente che altri musulmani nel mondo stanno peggio di loro, quindi lo scopo della Zakat è quello di aiutare i meno fortunati. Di quest’offerta raramente beneficiano coloro che potrebbero non essere musulmani.

Il Digiuno del Ramadan: Il quarto pilastro dell’islam è il digiuno o ‘Saum’, che viene osservato nel nono mese del calendario lunare islamico: il mese del Ramadan. I musulmani seguono il calendario lunare, quindi il Ramadan ha una data d’inizio diversa ogni anno. Dall’alba al tramonto i musulmani non bevono e non mangiano. Il fumo, i contatti sessuali, le bestemmie e la rabbia sono vietati. I fedeli sono incoraggiati a usare il mese del digiuno per accostarsi ad Allah e per rinnovare la loro forza spirituale. Quel che si chiama digiuno, in realtà non può essere considerato come tale, perchè si tratta solo di un cambio di abitudini: astenersi dal cibo di giorno e mangiare abbondantemente di notte.

Il Pellegrinaggio:  Il quinto pilastro dell’islam è il pellegrinaggio alla Mecca, il ‘Hajj’ (pr. hasg). Ogni musulmano che se lo possa permettere e che non sia malato deve effettuare il Hajj, perchè viene considerato il momento in cui tutti sono equiparati tutti uguali da Dio, indipendentemente dalla propria posizione sociale ed economica; essendo parte del processo di purificazione, la partecipazione al pellegrinaggio innalza lo status sociale di ogni musulmano che, una volta tornato dal pellegrinaggio, viene considerato un tipo di mediatore fra l’uomo e Allah.

L’ISLAM E IL CORANO

La parola ‘islam’ significa ‘arrendersi’ o ‘sottomettersi’ alla volontà di Dio. Un musulmano è un seguace della religione ’islam’, letteralmente ‘uno che si sottomette’. L’islam emerse più di 1300 anni fa quando Maometto, un mercante della Mecca, iniziò ad avere visioni e a ricevere messaggi che credette fossero le dirette parole di Dio, divenute poi note come il Corano. Si crede, E CI VIENE IMPOSTO DI CREDERE,  che esso sia stato scritto in cielo in arabo e trasmesso a Maometto oralmente dall’angelo Gabriele. Il Corano è il libro che l’islam reputa ‘il più sacro’, in quanto i musulmani credono sia la rivelazione finale di Dio agli uomini, quindi la più grande rispetto alle rivelazioni precedenti. Ecco perché le traduzioni del Corano dall’arabo non vengono ritenute tali, ma solo interpretazioni. La Sacra Bibbia è da loro ritenuta annullata dal Corano.

Gli Hadith (Resoconti):  Il Corano non stabilisce un certo modo di vivere o quante volte pregare effettivamente al giorno, quindi non soddisfa le esigenze particolari di culto dei singoli uomini perché non indica i caratteri specifici della vita religiosa islamica. Ecco perché sono rilevanti gli ‘hadith’, detti anche ‘Sunna’ o ‘Tradizione’ [Sunna: attaccamento alle tradizioni cultuali degli antenati. I musulmani si comportano conformemente all’azione, ai gesti e alle parole di Maometto; si considera Sunna tutto ciò che poteva essere indicato come prati- cato dal loro profeta]; in quanto essi soddisfano le esigenze morali e spirituali di ogni musulmano e completano la predicazione coranica svolgendo il compito di articolare la vita religiosa, che ha come model- lo quella del Profeta dell’islam.

Gli hadith sono le tradizioni che riportano gli atti e le parole di Maometto; essi riguardano: i precetti, come regolare la propria vita e le scelte islamiche riguardanti il modo di pregare e quante volte farlo, come digiunare, le norme sul divorzio, le norme riguardanti i riti religiosi e quelle riguardanti la guerra santa, quali opere di pietà compiere e come farle, dettagli per le prostrazioni, come vivere una vita pura, le norme del pellegrinaggio, le norme sul divorzio, quelle sui cibi halal e perfino le norme, tanto intime, riguardanti l’igiene personale, fino ad arrivare al come varcare la porta in un gabinetto e quali preghiere recitare prima di entrarci.

Gli hadith, in quanto supplementari al Corano, sono arricchiti di leggende dei tempi di Maometto e dei primi 4 califfi, che vengono attribuite all’insegnamento orale del Profeta dell’islam e dei suoi primi seguaci. Oltre ai discorsi del Profeta (hadith), esistono anche dei commentari su alcuni passaggi oscuri del Corano ed una raccolta di consigli relativi al culto, oltre ad esempi di morale quotidiana.

Ci viene detto, per tranquillizzare l’opinione mondiale intorno alla credibilità degli hadith, che ogni porzione collezionata veniva provata come concorde al Corano, compresa la veridicità delle testimonianze, le quali venivano testate accuratamente. La collezione di hadith autentici secondo Bukhari è ampiamente riconosciuta nel mondo islamico come la fonte più autorevole e autentica della Sunna, va però precisato che non è l’unica. I nostri amici musulmani non hanno dubbi sulle raccolte così tarde, quindi troviamo inconsistenti le loro perplessità sulla Sacra Bibbia, dal contenuto assolutamente inerrante!

Secondo le scuole di pensiero islamiche, ci sono altri antichi Autori che, come Bukhari, hanno portato a termine degli hadith.

Molti musulmani ritengono che due collezionisti, Bukhari e Muslim, abbiano saputo distinguere solo gli hadith “incontestabili”. Gli altri quattro compilatori furono meno rigorosi e le loro raccolte contengono Hadith definiti “au- tentici” e altri, in alcuni casi, “dubbi”. Comunque gli hadith uscirono dopo 200- 250 anni dai fatti accaduti durante la vita di Maometto, vissuto fino al 632.

Ci sono almeno sei collezioni di Hadith; in ordine d’importanza, le prime due nella lista, Bukhari e Muslim, sono le più citate e autorevoli nel mondo islamico. Esse sono:

• Sahih Al-Bukhari +870 d.C.

Bukhari visse circa 150 anni dopo i fatti accaduti e lavorò strenua- mente per portare a termine questa ‘enciclica’ islamica. Ci viene detto che Bukhari ritenne ‘incontestabili’ appena 7.500 hadith fra 600.000 raccolti.

  • Sahih Muslim +875 d.C
  • Sahih Abu Da’ud +888 d.C.
  • Sahih Al-Tirmidhi +892 d.C
  • Sahih Al Nas’I +915 d.C
  • Sahih Ibn Majah +896 d-C

Fonti degli Hadith: eccessivamente tarde

Dobbiamo precisare che la ricostruzione islamica con gli Hadith  (avvenuta quasi 200-250 anni dopo la morte di Maometto da parte dei commentatori e degli esegeti islamici) è imprecisa e non può garantire la realtà su come siano andate le cose nella nascente comunità islamica, così come nella vita di Maometto. L’idea di poter ricostruire la vita di una persona chiamata Maometto dal Corano è un’utopia, poiché gli hadith, insisto, sono stati riordinati quasi 200-250 anni dopo la sua morte, non sono ritenuti infallibili e vengono considerati contraddittori fra loro dagli stessi esegeti islamici fino ad oggi. I musulmani più esperti e conservatori, nel tentativo di ricostruire l’intero quadro della vita di Maometto, considera- no il Corano solo ‘un pezzo del puzzle’, anche se in alcuni versetti esso può dare un vago chiarimento biografico; però, anche se il Corano viene accostato alla Sira (le cronache della vita di Maometto raccolte negli hadith) o a qualsiasi altra risorsa tramandata dai loro padri, nessuna di queste può essere considerata attendibile al 100% dai musulmani.

Le risorse a disposizione dei musulmani sono progressive nel tempo: il Corano, la Sira e in ultimo gli hadith (per un tempo di circa 200 anni dai fatti accaduti).

Quanto citato sopra è il punto di vista di molti esperti islamologi come Goldziher, Lammens, Casanova, e diversi altri ancora.

F.Maggio

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