Corano: quante vulgate?

Corano Islam Maometto

Corano: Quante  vulgate esistono?

Esistono in commercio su internet Vulgate del Corano di Warsh e Hafsa!!  WARSH e HAFS. Quindi,  per i musulmani la difficile scelta: qual’é il canone originale, vero? La lettura nel Codice di Nafi` mediante la Trasmissione di Warsh.  Secondo quanto afferma Aisha Bewley, una nota islamista internazionale, di fede islamica, “quando leggiamo il Corano, possiamo dire che ci riferiamo per la maggior parte dei casi alla lettura secondo Warsh o Hafs, e nulla ci impedisce di distinguere fra le due versioni di lettura ‘questo é di Hafs’ e “quello è di Warsh’.  Le sette trasmissioni, hanno fatto passare l’idea che ‘ se esistono sette diversi modi di leggere in arabo il Corano quindi esistono anche sette versioni in arabo del Corano’. In questa sede approfondiamo almeno le due più importanti trasmissioni del Corano; queste trasmissioni sono conosciute come la Trasmissione secondo l’imam Hafsa e secondo l’imam Warsh. Surah 2:132   http://www.answering-islam.org/Green/seven.htm  Le sette trasmissioni del Corano si sono originate in località del mondo arabo diverse durante la nascita dell’islam primordiale.

LUNGA CATENA DI TRASMETTITORI

Questi due imam, Warsh e Hafsa a loro volta, si ispiravano a recitare il Corano secondo quanto a loro trasmesso dai loro rispettivi capiscuola della recitazione del Corano che a loro volta fanno risalire il loro metodo di lettura da altri capiscuola, risalenti a due –tre secoli dopo la morte di Maometto, i quali a loro volta fanno risalire il loro metodo di lettura direttamente dai Compagni del Profeta.   Ad esempio, il Corano secondo Warsh risale alla trasmissione risalente da Nafi’ al-Madini, ma questi lo apprese da Abu Ja’far Yazid ibn al-Qa’qa’ che a sua volta questi lo apprese da ‘Abdullah ibn ‘Abbas, mentre questi da Ubayy ibn Ka’b, e questi direttamente da Maometto.  Con Hafsa, invece, il Corano “risale alla riwaya ( significa  variante di lettura) secondo Hafs ibn Sulayman ibn al-Mughira al-Asadi al-Kufi, questi lo apprese dalla recitazione di ‘Asim ibn Abi’n-Nujud al-Kufi, questi a sua volta da Abu ‘Abdu’r-Rahman ‘Abdullah ibn Habib as-Sulami,questi a sua volta da ‘Uthman ibn ‘Affan, questi da’Ali ibn Abi Talib and Zayd ibn Thabit and Ubayy ibn Ka’b, che lo appresero direttamente da Maometto. Le differenze di contenuto nelle due variazioni di ‘Corani’ – come ci riferiscono gli esperti islamici- sono minimi o irrilevanti. Comunque il Corano rassicura che Allah ha promesso che nemmeno uono iota sarebbe stato aggiunto , sottratto o sostituito. Possiamo riscontrare che, ad esempio, mentre nella versione di Warsh, il versetto dove dice “Dhalika’l-Kitabu la rayb” oppure “Dhalika’l-Kitabu la rayba fih” nella sura 2:1, anche diverse sono le vocali nelle parole (“suddan” or “saddan”), altre volte variano i segni diacritici o sopra o sotto le consonanti, come ad esempio, ya’ or ta’ (turja’una or yurja’una).

Sono frequenti anche le parole dove in una versione c’è una shedda (significa doppia consonante) nell’altra sia assente la shedda (ps: shedda è un tipo di accento diffusissimo nella lingua araba). Il dialetto dei Coreisciti era ‘quello parlato da Maometto, quindi il dialetto arabo per il Corano. Oggi non è rimasta traccia neanche della copia del Corano in possesso di Hafsa, vedova di Maometto ( nel dialetto dei Coreisciti). Questa fu distrutta sotto il governatorato a Medina da parte di Marwan ibn al-Hakam, dopo la morte della stessa Hafsa (Textual History of the Qur’an, p. 4). Inoltre, le pergamene più recenti del Corano attuale non risalgono a qualche decina di anni dopo la morte di Maometto, come ci viene detto dai musulmani, ma almeno 200 anni dopo la scomparsa del profeta dell’islam. La stragrande maggioranza dei musulmani crede che il Corano redatto da Uthman non è stato smarrito, ma è depositato in un museo in Egitto. Però errano!  Invece questi amici non sanno che i manoscritti (del Topkapi e di Samarcanda) più antichi rimasti del Corano, risalgono probabilmente circa al 790 d.C. e si trovano rispettivamente a Istanbul (Turchia) e a Tashkent (Uzbekistan). I musulmani non sanno che questi scritti, oltre a non corrispondere fra loro per lo stile con cui sono stati redatti, presentano altri problemi di stesura (l’esame dei manoscritti dimostra che hanno epoche fra loro diverse).

Francesco Maggio

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