Corano, sul sesso e le donne

10 Marzo 2017

Sesso a volontà nel paradiso islamico

Mentre qui in Occidente uomini musulmani condannano  le donne europee solo perché colpevoli di vestire all’occidentale,  ed insegnano la pudicizia, il grande profeta sessista Maometto disse ai suoi seguaci: “Attenti a riguardo dei giudei e dei cristiani; I primi mi smentiscono e i cristiani affermano che in paradiso ne si mangia, ne si beve (né si fa sesso)…” (Sahih Al-Bukhari Hadith 6:252, riportato da Musab)

Maometto affermava convinto che noi cristiani sbagliamo a non credere nel paradiso fisico e orgiastico. Lo troviamo riportato nella tradizione islamica. Perché  lapidano donne che scadono nel peccato insieme a uomini compiacenti quando poi nel paradiso islamico, come viene insegnato nel Corano,  faranno sesso e sesso…e sesso?  I musulmani non dovrebbero bere alcolici, né fornicare durante la loro esistenza terrena? In paradiso però potranno? QUESTO è UN OSSIMORO!!

CORANO: Paradiso e Inferno

“I primi: sono davvero i primi! Saranno i ravvicinati [ad Allah]; nei Giardini delle Delizie; molti tra gli antichi; pochi tra i recenti; sdraiati su divani rivestiti d’oro; sdraiati gli uni di fronte agli altri; vagheranno tra loro fanciulli di eterna giovinezza; (recanti) coppe, brocche e calici di bevanda sorgiva; che non darà mal di testa né ebbrezza; e i frutti che sceglieranno; e le carni d’uccello che desidereranno; e (ci saranno colà) le fanciulle dai grandi occhi neri, simili a perle nascoste; compenso per quel che avranno fatto; colà non sentiranno né vaneggiamento né oscenità; ma solo “Pace, Pace”; e i compagni della destra; (chi sono i compagni della destra?) (saranno) tra i loti senza spine; e banani dai caschi ben colmi; nell’ombra costante; e acqua corrente; e frutti abbondanti; inesauribili e non proibiti; su letti elevati (in arabo: “letti reclinabili”); le abbiamo create perfettamente; le abbiamo fatte vergini; amabili e coetanee; per i compagni della destra”.

Fin qui la Sura 56:10-38. Le porte del paradiso islamico saranno potenzialmente aperte per coloro che hanno recitato la Shahada, la dichiarazione di fede islamica.

Bisogna innanzitutto chiarire che il Paradiso e l’Inferno sono termini di origine biblica, ma nell’Islam e nel Corano non trovano la stessa accezione a cui siamo abituati come cristiani. Per i musulmani il Paradiso è un luogo in cui essi ricaveranno piaceri di tipo sia alimentare sia sessuale. Secondo varie Sure del Corano, in paradiso vi saranno immensi giardini dove crescerà ogni tipo di albero, pianta e fiore. All’ombra di questi alberi scorreranno fiumi di latte, miele, vino pregiato, acqua purissima e bevande alcoliche. Per chi fosse interessato, ecco alcuni riferimenti ai fiumi di vino (Sura 47:15; 76:5, 21; 83:25-29); ovviamente sulla terra il consumo vino rimane proibito (Corano 5:93 e 2:219).

I gaudenti siederanno su bellissimi troni posti sulle rive di questi fiumi. Sarà a disposizione di tutti ogni tipo di carne che un uomo possa desiderare mangiare, pasti cucinati sul momento e frutta di ogni genere. Soprattutto, gli uomini potranno dileggiarsi in attività sessuali con fanciulle vergini (houri) dai bellissimi occhi simili a perle. Le fanciulle rimarranno per sempre vergini, condizione che perdurerà anche dopo ogni deflorazione, sono state create appositamente per soddisfare i fedeli, per tutta l’eternità.

La domanda che sorge spontanea, la seguente:

Perché attività simili tanto sfrenate quando è ben noto,  i musulmani non dovrebbero bere alcolici, né fornicare durante la loro esistenza terrena? In paradiso però potranno?

Ma non è tutto: il Corano prosegue dicendo che vi saranno anche fanciulli maschi (nota: la tradizione islamica suggerisce che non superano i 14 anni di età) a disposizione dei fedeli. Sembrerebbe che Allah venga incontro anche a chi ha tendenze omosessuali e pedofile? Ritengo che questo “ingrediente” sia veramente difficile da accettare e sopportare da parte dei musulmani, ma è quello che a noi non-musulmani evince leggendo il testo. A meno che non vengano loro stessi, con versetti alla mano, a darci spiegazioni convincenti sul contrario. Siamo qui. Qualche predicatore musulmano egiziano laureatosi proprio nella culla della conoscenza islamica, l’università Al-Azhar del Cairo, scrisse un libro sul tema dell’omosessualità in paradiso, particolarmente con ragazzi giovani. Ovviamente, quel libro venne censurato dalle autorità egiziane, e fu esaminato dalla suprema corte islamica, massima autorità coranica.

Quei giuristi, riunitisi per l’occasione, dopo aver esaminato attentamente il libro, confermarono che tutto quanto veniva detto nel libro, per quanto essi potessero capire, in termini di paradiso e di rapporti sessuali, era valido. Con questo avallo del libro, il sospetto è stato ufficialmente accreditato, anche se alcuni musulmani sostengono che il Paradiso descritto nel Corano è mistico e spirituale, da non intendersi letteralmente.

Ma vorrei che fosse il lettore a giudicare da solo. Per questo riporto qui sotto dei versetti della tradizione Islamica che spesso si commentano da soli; si tratta di citazioni di un antico collezionista, Al-Tirmidhi, opera di riferimento autorevole nel mondo islamico.

Il messaggero di Allah (pace su di lui) disse: “In paradiso c’è un grande magazzino dove invece di vendere e comprare ci sono forme di uomini e donne; e quando un uomo desidera una forma vi potrà entrare”. (Al-Tirmidhi 5646, raccontato da Ali ibn AbuTalib)

Che cosa significa “quando un uomo desidera una forma vi potrà entrare”? Stando alla citazione di cui sopra, in paradiso ci sono forme di donne e di uomini? Può accadere che un uomo… entri anche in un uomo? Nessuno può escluderlo a priori.

Quindi il Corano, anche se non esplicitamente, contiene riferimenti su possibili rapporti omosessuali in paradiso? Va detto che però è molto più marcata l’enfasi sull’attività sessuale con le belle fanciulle, in molti brani solleticare le fantasie erotiche dei lettori maschi.

“In quel Giorno, i compagni del Paradiso avranno gioiosa occupazione, essi e le loro spose, distesi all’ombra su alti letti. Colà avranno frutta e tutto ciò che desidereranno”. (Sura 36:55-57)

 

“(Sarà detto loro): “Mangiate e bevete in serenità, (ricompensa questa) per quel che avete fatto! “. (Staranno) appoggiati su divani disposti in ranghi e daremo loro in spose le fanciulle dai grandi occhi neri. Coloro che avranno creduto e che saranno stati seguiti nella fede dalla loro progenie, noi li riuniremo ai loro figli. Non diminuiremo in nulla il merito delle loro azioni, poiché ognuno è pegno di quello che si sarà guadagnato. Provvederemo loro i frutti e le carni che desidereranno. Si scambieranno un calice immune da vanità o peccato. E per servirli circoleranno tra loro giovanetti simili a perle nascoste”. (Sura 52:19-24)

 

“E accanto a loro ci saranno quelle dagli sguardi casti, dagli occhi grandi, simili a uova nascoste”. (Sura 37:48-49)

 

“Posso insegnarvi qualcosa meglio di ciò? Per quelli che sono timorati ci sono, presso il Signore, giardini nei quali scorrono ruscelli ed essi vi resteranno in eterno, e spose purissime e il compiacimento di Allah”.

Quindi, Allah osserva i Suoi servi! (Sura 3:15)

 

In verità avranno successo i timorati: giardini e vigne, fanciulle dai seni pieni (non cadenti) e coetanee. (Sura 70:31-33)

 

Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti, mai toccate da uomini o da dèmoni. Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? (Sura 55:56-57)

Il testo in arabo originale nel Corano dice letteralmente “…quelle dagli sguardi casti, a cui né uomini e né spiriti abbiano deflorato l’imene (lam yatmithunna)”. Soltanto una versione inglese ne riporta letteralmente la traduzione più fedele: “whom no man or jinn has opened their hymenes with sexual intercourse before them”.

 

Superdotati in Paradiso

Secondo testi della tradizione islamica, al di fuori del Corano, alcune affermazioni fanno riflettere:

“Uno chiese all’Inviato di Allah: “Avremo rapporti sessuali in paradiso?”. Egli rispose: “Sì, lo giuro per il nome di Allah, che mantiene la mia anima nella Sua mano, che ci saranno vigorosi rapporti sessuali e quando l’uomo finisce con la sua donna questa diventerà ancora vergine e immacolata.  (Sheikh Sha’rawi “Legal opinions”, p. 36).

 

“Ad ogni uomo, in paradiso, verrà data la potenza di cento uomini per mangiare, bere, avere rapporti e desideri sessuali.” (The Qurtubi dalla collezione-Tadhkira).

 

“Esse dopo aver avuto rapporti con questi uomini non perdono la verginità; i seni mai cadenti ma, anzi, sodi; le donne che, in paradiso, muoiono saranno ricreate vergini per i maschi… cosa succede con la moglie che sulla terra era un’altro?” (Vedi espositori di Al Gilalan p. 328 pp. 451-453, p. 499).

“Ogni giorno cento vergini saranno a disposizione di ogni credente…” e, “il più umile in paradiso avrà 80.000 servi e 72 mogli…” (Hadith Mishkat al Masabih).

Da questi pochi brani comprendiamo meglio a cosa aspirano qui musulmani che si esplodono per la causa di Allah: hanno davanti a loro un radioso e felice futuro e per giunta immediato! Infatti viene loro detto che, se moriranno come martiri, in Paradiso potranno godere di tutto questo, subito e per sempre. Non dovranno temere il temibile ponte AS-Sirat, dove probabilmente cadranno tra le lingue di fuoco dell’Inferno… An-nar

 

La via per il paradiso islamico: Come si va in paradiso secondo i musulmani?

È opportuno precisare che nell’Islam è inesistente un patto tra Allah e l’uomo musulmano, poiché Allah esclude di estendere la certezza della salvezza come promessa all’uomo. Per i musulmani, insistere sul fatto che Allah abbia concesso un patto di salvezza significa deprivare Allah dei suoi attributi di dio sovranamente padrone e loro di schiavi. Pertanto, anche se l’uomo si pente e ricevere perdono dal suo dio, il pentimento non garantisce la salvezza. Su quel maledetto ponte As-Sirat ci finiranno tutti, anche Maometto. Escluso Isa (il Gesù tutto islamico)! La descrizione coranica di Allah non corrisponde a quella del Dio della Bibbia che cerca i perduti. Il Dio della Bibbia, non soltanto è sovrano, ma nella sua natura, Egli è amore, fedele e il Salvatore per coloro che accettano il sacrificio espiatorio di Suo Figlio sulla croce. Quindi, secondo Allah, per andare in paradiso, occorre farcela con le proprie forze. La morte da martire è la via più breve e sicura.

[Ecco] la descrizione del Giardino che è stata promessa ai timorati [di Allah]:

“ci saranno ruscelli di un’acqua che mai sarà malsana e ruscelli di latte dal gusto inalterabile e ruscelli di un vino delizioso a bersi, e ruscelli di miele purificato. E ci saranno, per loro, ogni sorta di frutta e il perdono del loro Signore. Essi sono forse simili a coloro che rimangono in perpetuo nel Fuoco e che verranno abbeverati di un’acqua bollente che devasterà le loro viscere?”  (Sura 47:15)

Eppure, se il Corano fosse la continuazione della Parola di Dio, rivelata a Maometto, questa rivelazione dovrebbe almeno essere conforme alla precedente, cioè alla Vera e Unica Parola di Dio: La Bibbia.

Infatti, diversamente dal Corano, nessun impuro potrà entrare in cielo. (Isaia 35:8, Apocalisse 21:27)

Nel Corano c’è anche un’uscita di sicurezza per sfuggire alla regola biblica: “il salario del peccato è la morte e separazione eterna da Dio”.

 

Il purgatorio islamico

Come in altre religioni, anche nell’Islam esiste un Purgatorio, luogo di attesa per coloro che sulla terra non hanno compiuto buone azioni a sufficienza da meritare il Paradiso immediatamente, ma i cui peccati non sono così gravi da meritare la severa punizione dell’Inferno. Il girone più basso sarà occupato dai musulmani che sono usciti dall’Inferno dopo aver espiato i loro peccati; Maometto dice che essi entreranno in Paradiso a carponi. Essi staranno in lista di attesa per molto tempo in agonia, ansia, terrore. Hanno bisogno di compiere altre buone azioni per entrare nell’Eden. Vivranno in una sorta di stress psicologico aspettando che colui a cui hanno fatto un’ingiustizia, li perdoni. Essi guarderanno l’Inferno supplicando Allah di non gettarli nel fuoco.

Il Paradiso per i cristiani secondo le sacre Scritture:

  • È riservato ai puri di cuore (Matteo 5:8);
  • Vedremo Gesù (1 Giovanni 3:2, Apocalisse 22:3-4);
  • Né vivande, né bevande, ma pace e gioia nello Spirito Santo (Efesini 5:5-7, Galati 5:19-21, Romani 14:17);
  • Certamente non vi saranno fiumi di vino, ma fiumi di acqua viva (Apocalisse 21:6-8; 22).

La Bibbia descrive il Cielo come una città bella quanto unica, come un giardino-paradiso, non frutto di una visione umana.

“Ecco, io sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Beati quelli che lavano le loro vesti per avere diritto all’albero della vita e per entrare per le porte nella città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io sono la radice e la progenie di Davide, la lucente stella del mattino”. (Apocalisse 22:12-16)

È palese che il paradiso descritto da Maometto trova la sua origine nella mente farneticante dell’uomo, creatura finita e sensuale, ma non nella volontà da Dio.

Citazioni tratte dal sito:

http://answering-islam.org/BehindVeil/btv13.html (aggiornato al 12 febbraio 2007).

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