Arabi -non- discendenti di Ismaele

Apologetica Cristianesimo Scienza Storia

Riconoscimenti afferenti questa ricerca, giunti da evangelici italiani e massimi esperti  internazionali.

Di seguito i riconoscimenti di leader italiani e di esperti internazionali chini su questo settore,ai quali ho sottoposto la mia ricerca. 
Concordano pienamente riguardo falle nel modo di pensare di molti cristiani evangelici,con tutte le conseguenze negative.

L.C. (Studioso – ricercatore): Eccellente lavoro. Smonta un luogo comune che tanti avevano e che anch’io in fin dei conti avevo “sposato”, benché non mi convincesse a fondo. Ora, grazie al Signore e a te, posso avere elementi per smontare quest’ennesima falsa pretesa del mondo musulmano”.


G.B. (Pastore): “Lo studio mi sembra interessante, approfondito e ben documentato; ho qualche perplessità a farne un argomento di discussione in ambito cristiano; mi sembrerebbe più adatto ad un confronto vero e proprio  con la realtà islamica e i suoi esponenti. Per la realtà evangelica invece ti consiglierei la stesura di un piccolo saggio chiaro e conciso, da distribuire nelle varie chiese per informare i credenti stessi che possono essere caduti nell’errore di considerare Abramo il comune progenitore delle due fedi; questa la mia opinione”. 


D. S. (Anziano): “Ho avuto modo di leggere attentamente il tuo scritto ed ho apprezzato molto l’approccio che hai utilizzato. Indubbiamente il voler confutare qualcosa basandosi sul testo biblico è l’approccio migliore ed è quello che io prediligo. Le ragioni che esponi per confutare “la presunzione” in base alla quale gli arabi discendono da Abramo sulla base del testo biblico sono molto valide e ben argomentate. Non mi addentro nel disquisire sulle varie motivazioni che hai fornito perché non ne ho la competenza ma mi limito a dire che rileggerò il tuo scritto per approfondire l’argomento e pregherò affinché il Signore possa toccare i cuori delle persone che lo leggeranno, dandoti saggezza su come sviluppare in futuro delle discussioni o promuovere degli incontri su questo tema soprattutto con persone di etnia araba”.


R. R. (Anziano): “Leggendo il tuo brillante studio (Arabi, non discendenti di Ismaele) riflettevo su una questione apologetica. La Parola ci dice che gli arabi mentono riguardo Abramo. Ma forse il loro problema è che, pur stimando la Scrittura come testo più antico del Corano, in realtà non hanno abbastanza conoscenza biblica per parlare di quanto dice. E non si rendono conto che per le prove che presume il Corano, essi non hanno alcun fondamento. Il punto è: “ma che ne sanno di Abramo??”.
“Come fanno a conoscere Abramo??”.
“Lo sanno, non grazie a Maometto, ma grazie a quello che la Bibbia ha lasciato scritto secoli prima! Maometto ha solo costruito la sua storia, usando Abramo (che era conosciuto dalla Scrittura) ma deviando la verità per i suoi personali scopi. Dovremmo quindi riportarli all’autorità biblica, come testo più antico e autorevole delle loro prove coraniche. Allo stesso modo non si dovrebbero vantare di essere discendenti di una stirpe più antica di Abramo. Quindi non vorrei si verificasse lo stesso politically correct che è stato perpetrato ingiustamente con Abramo anche con Noè. In questo caso, sarebbe vero che tutti veniamo da lui, ma questo ci associa in virtù del genere umano, senza particolari promesse teologiche. Ma sicuramente il Corano metterà la storia da una prospettiva diversa, esprimendo Noè servo di Allah e in comunicazione con lui e non con il vero Dio”.


D.M. (Anziano-Relatore Scuola Biblica): “Associare Islam-Ebraismo-Cristianesimo come fonti di verità alternative significa di fatto accettare che a Dio si può arrivare attraverso molteplici opzioni; in questo modo l’Islam perde il suo valore così come l’Ebraismo ed il Cristianesimo (…). Gli ismaeliti come gli edomiti, sono chiaramente popolazioni semitiche ed abramitiche, ma non sono ne la grande popolazione araba ne tantomeno la fonte dell’Islam. Associare l’Islam ad Abramo non solo è un errore teologico ma anche storico”.

D.H. (World Expert Missiologist among Muslims): “This assumption of continuity is indeed woven into the warp and woof of modern missions.  The following statement was prominent on the Frontiers website (it seems they’ve removed it just recently): “We are spiritually related to Muslims. Muslims look to ‘Ibrahim’ (Abraham) as ‘our forefather’ (Romans 4:1). Since those who follow Jesus call Abraham ‘the father of all who believe’ (Romans 4:11), we share our lineage. Like us, Muslims believe in one true God, the Creator of all peoples”.


P. Y. (World Expert-Executive Director): “God’s people should search into these issues to reveal the truth as God planted it in History. Myths should be debunked, and God can use these things to shake the foundations of people’s worldview – those who have built their beliefs on lies (…)”.


M.D. (Pastor, World Expert missiologist among Muslims): “I believe the point is that the Bible itself gives us no basis for considering Ishmael to be the father of the the Arabs. On the contrary. This means that the promises of Genesis 16:12 and Genesis 17:20 to Ishmael have nothing to do with Islam or the Arabs.  There is no Ishmaelite inheritance in Islam. and in particular the prophecy about Ishmael, that “He will be a wild donkey of a man; his hand will be against everyone and everyone’s hand against him, and he will live in hostility toward all his brothers.” has nothing to do with rise of Islam”Faysal Malick’s book is a good example of the kind of view that I was arguing against. Islam is not an Ishmaelite spiritual inheritance. It also means that many Christian writers’ linking of Islam to the history of the family of Abraham in Genesis is baseless. Indeed to make this association is evidence of the Islamization of Christian thought. I see this as quite a deep spiritual issue affecting how the church sees Islam”.


E.A. (World expert -Pastor former-Muslim Bangla Desh): “When we try to compare or contrast between the religions of Christianity and Islam, we should remember that there is no relationship between these two. Islam tried to cross their border by claiming that Isaac, Jacob, Joseph, Moses, David, Solomon, many others from the Old Testament and Isa [Jesus] as their prophets. But since there is a sharp and covenantal dividing line between Ismael and Isaac, and after Abraham all prophets above are from the line of Isaac, so they are never the prophets of Islam. Islam tried to do what some of the present mission agencies are trying to consider the sons of Ismael as their half-brothers”.


D.A. (Reverend – World Expert missiologist among Muslims): “As to the article, I found it very interesting. I’m not an expert in the various genealogies presented, but I found myself at the end asking, and what? I mean, the majority of Muslims today are not Arabs at all. My understanding of claiming that Islam was an ‘Abrahamic faith’ was that Abraham is seen as a foundational spiritual figure for Muslims, as he is for Jews and Christians. I never even thought that ‘Abrahamic faith’ meant that the three religions traced the ancestry of their founders (Moses, Jesus, Muhammad) back to Abraham. My own response to this has always been the question: Whose Abraham? Christians and Jews can use the same Torah text to at least have a discussion on the topic, while Muslims generally assume the Torah is corrupted. Meanwhile, both Jews and Christians do not regard the Qur’an as being of any revelatory value whatsoever (with the exception of some IM, folks, perhaps)”.

A.S. (Pastor Among Arabs – World Expert missiologist among Muslims): “It is refreshing to read these quotes. This is good tonic in light of the “maximalist” thinking that is so pervasive among professing evangelicals”.

                  CONCISA RICERCA SUL TEMA:

            La farsa delle tre religioni Abramitiche

© 20/4/18/ (Copyright by F.Maggio)

Contiene antiche cartine geografiche,  tabelle,  illustrazioni e link di rimando.


Come decostruire la falsa pretesa musulmana che “L’islam sia una delle tre religioni Abramitiche”?

Introduzione: Questo elaborato l’ho designato per lo studio biblico nelle nostre chiese evangeliche. Esso esporrà un punto di vista interessante che potrà smuovere molteplici idee ormai radicate, non sempre suffragate da studi approfonditi sul tema ma piuttosto da convinzioni diffuse che non sempre hanno trovato delle basi su un livello biblico e storico. Offre inoltre un esempio di come anche le pagine meno lette della Bibbia, poiché magari apparentemente noiose, contengano invece informazioni preziose.

Iniziamo da alcune osservazioni
  1. È ormai acclarato che i Giudei, attraverso Isacco (Išāq), siano discendenti diretti di Abramo, dal quale poi avrà origine la religione ebraica attraverso Mosè. È altresì diffusa l’opinione che gli arabi siano discendenti di Abramo attraverso Ismaele (Ismā’īl), dal quale deriverà invece la religione islamica attraverso Maometto. Seguendo questo filo logico otteniamo che il Dio di Abramo rivelatosi a Mosè sia lo stesso Dio di Abramo che si è rivelato anche a Maometto. Da questa conclusione scaturisce il concetto che cristiani e musulmani condividano lo stesso Dio.
  1. Il discorso si complica ulteriormente quando si sente affermare che Abramo sia allo stesso tempo, sia il patriarca della stirpe araba che di quella ebraica, pertanto da queste ultime  derivano entrambe le religioni. Il punto è che nella rivelazione biblica Dio è “YHWH-l’Io sono”, mentre nel Corano è “Allah”. Affermare quindi che l’islam rientri tra le tre religioni monoteistiche equivarrebbe all’affermare che cristiani e musulmani condividano lo stesso Dio “visto da angolazioni diverse”. Questo porterebbe ad una serie di conseguenze, poiché si otterrebbero due “rivelazioni” divinamente ispirate, due “vie”, due “messia”, due parole di Dio. Se invece si provasse che gli arabi non sono discendenti di Ismaele e di Abramo, allora decadrebbero i pilastri di questo mito che vede appunto l’Islam come una delle religioni abramitiche. L’equivoco sarebbe risolto. La Bibbia può aiutarci a de-costruire questo mito diabolico? Si, ed è lo scopo di questo documento!
🎓 La ricerca scientifica

Già nel mio primo libro “Luce sull’Islam” (clicca qui/Edizioni Patmos, 1999) scrissi che gli arabi non sono mai stati discendenti diretti di Ismaele. Nei miei innumerevoli seminari ho sempre sostenuto che spesso noi cristiani evangelici, studiando gli antichi popoli della Bibbia, lo abbiamo fatto focalizzandosi soprattutto sulla storia di Israele; ciò a discapito però dello studio degli altri popoli antichi enunciati dalla Bibbia. Si può affermare che molti di noi continuiamo a pensare alle civiltà orientali nei termini, ad esempio, di giudei, egiziani, assiri e babilonesi.

Dopo aver consultato opere di spessore come il “New Bible Dictionary” (clicca qui IVP, 1982), il “Dizionario Biblico” (Edizioni Cittadella, 1981), e “Investigare le Scritture” (CdB, 2001), “The Concise Encyclopedia of Islam, Houston Smith, 2004) [1] e siti internet di cui qui cito i link a piè di pagina, ho constatato come non esistano adeguati approfondimenti inerenti all’antica storia della stirpe araba ed alla cronologia ed ai luoghi geografici di quell’epoca tranne che alcuni accenni in alcuni commentari biblici.  “Investigare le Scritture”, (pag. 45) accenna che “la maggior parte dei discendenti di Joktan vissero nella Penisola Arabica” ; mentre “The New Bible Dictionary” accenna che “le tribù nell’Arabia del sud riconoscono che i primissimi arabi derivano da Joktan”. 

Persino un’autorevole rivista islamica sul web, ad esempio (pag.7) [2], riporta che la stirpe Araba discenda dai figli diretti di un tale Qahtan (reso nella Bibbia con Joktan) e che vedremo in seguito. Anche se non dobbiamo credere a tutto il resto che afferma questa rivista islamica, rimane comunque prezioso un altro dato: la rivista ammette ” la differenza fra i figli diretti di Joktan e i discendenti *arabizzati* di Ismaele” (quindi non direttamente suoi discendenti).

Intanto si va per sentito dire che l’Islam sia fra le tre religioni abramitiche”. La Bibbia come vedremo fra poco può dimostrare l’esatto contrario!

“Infatti, rileggendo attentamente Genesi 10:27-30 apprendiamo la genealogia dei primissimi arabi, risalente fino a Joktan (figlio di Eber), il loro legittimo patriarca, nato addirittura qualche secolo prima di Abramo e di Ismaele. Consideriamo questa scheda come ausilio per addentrarci un po’ di più in questo discorso, apparentemente complesso: è importante confrontare i dati in questa grafica con le informazioni ricavate direttamente dalla Bibbia. Si sfateranno così quei noti luoghi comuni ormai endemizzati a tal punto da riuscire ad influenzare profondamente il nostro pensiero biblico a riguardo degli “arabi discendenti di Ismaele”; questo discorso, in realtà, risale a quando Maometto affermò che l’arcangelo Gabriele gli rivelò [3] di essere discendente diretto (alla lontana) di un certo Mudar, a sua volta discendente (alla lontana) di Ismaele (Biografia del Profeta). I primi musulmani costruirono tutto su questa (presunta) rivelazione unilaterale per legittimarsi, ingiustamente, una discendenza profetica credibile (ovvero in Abramo) da poter vantare agli ebrei. Maometto invece utilizzava queste credenziali per rivendicare il diritto di essere accettato da loro come “quel  profeta”, di cui Mosè avrebbe annunciato dopo di lui (Sure 7:157 e 61:6). In realtà i suoi interlocutori Ebrei ben sapevano che la linea profetica passasse esclusivamente attraverso il loro progenitore Isacco. Nella Genesi 17:20-21, il Signore Iddio parla ad Abramo:

Quanto a Ismaele, io ti ho esaudito. Ecco, io l’ho benedetto e farò in modo che si moltiplichi e si accresca straordinariamente. Egli genererà dodici principi e io farò di lui una grande nazione. Ma stabilirò il mio patto con Isacco che Sara ti partorirà in questa stagione il prossimo anno.”

Come vediamo, la promessa che Ismaele diventerebbe una grande nazione, non menziona l’esser erede di un qualsivoglia ufficio profetico. Se dunque Ismaele non poteva accreditarsi il Patto suggellato in Isacco, conseguentemente neppure Maometto poteva decretarlo, anche se i musulmani lo considerano discendente diretto di Ismaele.

Infatti, in nessun luogo della Bibbia è scritto che la promessa avverrebbe “anche” attraverso la linea di Ismaele se non esclusivamente dalla discendenza di Isacco e Giacobbe. Questo ci mostra che il Patto che Dio intendeva essere per tutta l’umanità doveva provenire unicamente dall’iniziativa divina e non dagli sforzi unilaterali dell’uomo.

Seguendo pochi versetti biblici avremo modo di scoprire come il nostro punto di vista sull’antica genealogia degli arabi differisce dalla genealogia ricavata dalla Bibbia.

 

Per ora torniamo sulle discendenze di Sem. La storia dei Semiti, suoi discendenti, è nota a tutti noi per l’impatto sostanziale che il loro ruolo ha avuto sui Giudei e sulla storia della antica Arabia. Dal brano di Genesi 10:26-30 (vedi scheda) emergono almeno cinque caratteristiche, a mio giudizio preziosissime, che ho elaborato personalmente:

 

1. 1  Fattore etnologico: se osserviamo le due distinte linee genealogiche partendo dai due figli di Eber, (Peleg e Joktan) emergerà che “le tribù arabe” (a destra della scheda) discendano direttamente dal loro patriarca Joktan, mentre dall’albero genealogico di Peleg provengono Abramo e Ismaele, nati oltre ad un secolo di distanza.  In merito alla nascita delle tribù arabe possiamo leggere in Genesi 10:26-30“Joktan generò Almodad, Scelef, Hatsarmaveth, Jerah, Hadoram, Uzal, Diklah, Obal, Abimael, Sceba, Ofir, Havilah e Jobab. Tutti questi furono figli di Joktan. E la loro dimora fu la montagna orientale, da Mesha fin verso Sefar”.

  1. 2    Fattore cronologico: nella Bibbia la genealogia di Abramo risulta solo al capitolo 11:17-26 di        Genesi, cioè dopo la genealogia dei primi arabi, figli di Joktan (presente invece nel capitolo 10), e questo è certo ed acclarato. Come  può dunque Abramo essere considerato il padre dei primissimi arabi quando risulta essere nato più di un centinaio di anni dopo gli Arabi? Per non parlare poi di Ismaele, giunto addirittura 250 anni dopo.

 

  1. 3   Fattori geografici: servendomi di internet ho individuato le misteriose località di Mesha e Sefar (menzionate in Genesi 10:30).Riguardo a Mesha, gli studiosi concordano che si trovasse a nord dell’antica Penisola Arabica, mentre per l’antica città di Sefar essi sostengono che si trattasse dell’attuale città yemenita ribattezzata col nome di Dāfar (ظفار). Quest’ultima dove si trova? La possiamo individuare vicino a Sana’a, la capitale dell’odierno Yemen (clicca qui per vedere la location).

Sempre nell’attuale Yemen erano situate anticamente tutte le città edificate dai figli di Joktan Ofir (vs. 29) e Sceba [→Sheba, Seba] (vs. 28).  Alla luce di ciò, la famosa regina di Sceba, colei che fece visita a Salomone (1 Re, 10), altro non era che una donna araba della Tribù di Sceba, come possiamo dedurre, quindi una discendente diretta di Joktan. Quest’ultima era dedita tra l’altro alla religione dei Sabei (→ da Saba) che, così come quella degli altri popoli sudarabici, si basava su un politeismo che faceva capo ad un dio supremo, Attar, connesso con le piogge (definizione da Treccani). Ella gli recò in dono, oltre ad altre donazioni, 120 talenti di oro pregiato di Ofir (1 Re 10:10), come si desume, ricevuto dai suoi fratelli, discendenti di Ofir, e dunque anch’essi discendenti di Joktan.

Antico Medio Oriente

Antico Medio Orientemosaica (mappa del 1854)  Fonte: wikipedia

  1. 4  Dalla rete ho ricavato l’antica preziosa *cartina mosaica (anno 1854)* (fonte: clicca qui) dalla quale possiamo riscontrare che la Penisola Arabica era anticamente legittimata con termini come “Arabians” e “Joktan”. Con attenzione possiamo trovare i nomi delle tredici città fondate dai figli di Joktan: Hatsarmaveth e Almodad (Genesi 10:26), Iobab (vs. 29) Obal (vs. 28), Ophir (sin. Ofir, vs. 29), Seba (sin. Sceba vs. 28), Havilah (vs. 29), Abimael (vs. 28), Sheleph (sin. Scelef), Diklah (vs. 27), Hadoram (vs. 27), Jarah (sin. Jerah), Uzal (vs. 27). Parte di queste città sono distribuite lungo la costa dell’antica Penisola Arabica, come si può evincere dall’antica mappa, che regala inoltre altre chicche del mondo antico conosciuto agli ebrei di quell’epoca. Dal documento (di Kalimullah) esaminato su internet [3], giunge la conferma che diversi discendenti di Joktan erano di fatto stanziati proprio nell’attuale Yemen

(PS: talvolta leggendo questi nomi nella Bibbia ci sarà forse capitato almeno una volta di glissare e di saltare qualche rigo. 

Ulteriori approfondimenti storici, geografici e idiomatici                        .

  1. 5. Cosa ne è stato dell’antica città  di Sceba? ASecondo le mie ricerche risulta che la città di Sceba verrà rinominata nel 650 a.C. col nome di Ma’rib (nella foto possiamo vederne le rovine), tuttora abitata in Yemen (vedi cartina clicca qu

6. Dove si era stanziata la discendenza di Ismaele? Essi sono giunti tre secoli dopo rispetto ai figli di Joktan. Gli studiosi di storia concordano all’ ipotesi che la discendenza di Ismaele si fosse stanziata alla parte nord dell’ antica Arabia (v. zona in color giallo; mentre  quella Yoktanita nell’area rosa).

Fattore idiomatico: Parlavano Arabo i discendenti di Joktan? Al contrario di quanto si supporrebbe, gli studiosi concordano che anticamente l’idioma arabo primitivo, si formò sotto l’allora influenza delle lingue semitiche che già pre-esistevano nella zona nord-ovest della Penisola Arabica (clicca qui) principalmente: aramaico, ebraico, ugaritico e fenicio, compreso il primordiale idioma arabo, finché col trascorrere dei secoli gradualmente assumerà il familiare idioma: l’arabo classico. Si potrebbe scrivere assai di più  a questo proposito. I figli di Joktan,  non potevano definirsi Arabi sin dal principio, ma solo nel tempo diverranno i fondatori del popolo Arabo. La definizione di “Arabo” Quando Ismaele nacque tre secoli dopo, i primi “Yoqtanites” stavano probabilmente costituendo la loro identità e si sparsero lungo le coste occidentali e nel sud della Penisola: “Yoqtanites” (nell’attuale Yemen). La cartina sopra mostra le città dei diretti discendenti di Ismaele, edificate a nord dell’antica Arabia. (Fonte storica: cliccate qui)

 

Quando anche il Corano si presta al gioco…

Il Corano intanto caccia dalla casa di Abramo i legittimi eredi spirituali (ebrei e cristiani – Gente del Libro) rimpiazzandoli con… i musulmani, quali unici eredi spirituali di Abramo, e lo fa con convinzione! Il Corano rifiuta infatti di riconoscere il Giudaismo ed il Cristianesimo fra le religioni con origine abramitica. Secondo la narrativa islamica troviamo scritto nel Corano (3:6-7):

O Gente del Libro [ebrei e cristiani], perché disputate riguardo ad Abramo, mentre il Pentateuco ed il Vangelo non sono stati fatti scendere se non dopo di lui? Non comprenderete dunque mai la verità? Abramo non era giudeo né cristiano: era bensì musulmano e non era politeista”.

E’ fin troppo scontato che gli occidentali vogliano valorizzare l’Islam come religione abramitica, mentre il Corano, per contro, valorizza l’Islam come unica religione abramitica. Quindi: inclusione versus esclusione! Ne consegue che da un equivoco ne scaturiscano altri, che riducono o sviliscono il Giudaismo ed il Cristianesimo (fatto che ha come conseguenza collaterale una sorta di rinuncia della nostra identità e dei nostri ideali e valori).

E’ fin troppo scontato udire che l’Islam è religione di pace e favorisca lo scambio inter-religioso. Però il Corano non sembra confermare queste voci (Corano 12:40) quando accusa senza giri di parole Giudei e Cristiani (Gente del Libro) di inventarsi una falsa religione ed un falso Dio:

(O Voi Gente del Libro) non adorate all’infuori di Allah altro che nomi che voi e i vostri avi avete inventato, e a proposito dei quali Allah non ha fatto scendere nessuna prova. In verità il giudizio appartiene solo ad Allah. Egli vi ha ordinato di non adorare altri che Lui. Questa è la religione immutabile, eppure la maggior parte degli uomini la ignora”.

Mi avvio ora alla conclusione dell’elaborato. Se ci interessassimo di sviluppare questi aspetti per scoprire, dal punto di vista geografico ed archeologico, da dove si siano sviluppate le primordiali popolazioni arabe, emergerebbero man mano nuove profonde implicazioni bibliche/storiche da attingere dalle Sacre Scritture. In sintesi: associare Islam – Ebraismo – Cristianesimo significa cadere nel baratro della confusione e svilire il Giudaismo ed il Cristianesimo a solo vantaggio dell’Islam, l’unico vero intruso.

Ora ripropongo le stesse due domande di apertura in questo studio, stavolta però stringendo le conclusioni:

  1. È biblicamente assodato che i Giudei siano discendenti diretti di Abramo attraverso Isacco, dal quale nascerà la religione ebraica; se dovesse essere come ci viene sempre detto, ovvero che anche gli antichi arabi siano discendenti di Abramo ma attraverso Ismaele, ciò non significherebbe che l’Islam, così come il Giudaismo, trarrebbe origine spirituale da Abramo?
  1. Il discorso si complica quando, come è diffusamente noto, Abramo risulterebbe il patriarca sia degli arabi (stirpe tramite Ismaele) ed allo stesso tempo anche per gli ebrei (stirpe tramite Isacco). Che confusione! Traducendo in concreto questo concetto da Abramo si sarebbero dunque originate:
  • sia la religione ebraica che quella islamica?                 [La risposta é quindi NO]
  • due rivelazioni divinamente ispirate invece di una?   [La risposta é quindi NO]
  • due vie piuttosto di una soltanto?                                   [La risposta é quindi NO]
  • due messia invece di uno soltanto?                                [La risposta é quindi NO]
  • due Parole di Dio piuttosto di una sola?                        [La risposta é quindi NO]
  • due fonti di verità alternative?                                        [La risposta é quindi NO]
  • due molteplici opzioni per arrivare a Dio?                   [La risposta é quindi NO]
  • due religioni dallo stesso Dio?                                        [La risposta é quindi NO]

 

Conclusioni

Caro lettore cristiano, allo stato dei fatti, la verità schiacciante è che l’Islam non rientra fra “le tre religioni abramitiche”. Ripeterlo significherebbe reiterare  che l’Islam sia  religione ispirata dallo stesso Dio dell’ebraismo.

Negli ultimi anni, i musulmani arabi evocano il diritto di rivendicare l’ufficio profetico richiamandosi a eredi del grande profeta Abramo, gongolandosi come suoi unici eredi spirituali. Attraverso il Corano (3:6; 12:40), essi si soppiantano al posto del Giudaismo e del Cristianesimo, quando sono queste ultime ad avere origini abramitiche di diritto. Arrogarsi la discendenza da Ismaele, per gli arabi è il grande trucco attraverso il quale si sostituiscono alla Verità, oltre allo scopo di islamizzare con efficacia il pensiero cristiano!

Storicamente il mondo islamico è approdato sette secoli dopo Cristo, ma non perché i musulmani si siano sottomessi al comando del “Signore YHWH- l’Io Sono”, ma bensì ad un dio del tutto sconosciuto alla rivelazione biblica. L’Islam non è ha origini abramitiche. I musulmani, anche se evocano Abramo e Ismaele come loro padri, sono in pericolo di eterna perdizione.

Ecco cosa dice la Scrittura (Galati 4:30-31; Genesi 21:1): “Ora noi, fratelli, alla maniera di Isacco siamo figli della promessa! Ma, come allora colui che era generato secondo la carne perseguitava colui che era generato secondo lo Spirito, così avviene al presente. Ma cosa dice la scrittura? Caccia via la schiava e suo figlio, perché il figlio della schiava non sarà erede col figlio della libera”.

Nella Bibbia, al capitolo 3 della lettera dei Galati sta scritto che “Figli di Abramo sono coloro che giungono alla fede in Gesù” (Figlio di Dio, Signore e Salvatore).

Noi cristiani dobbiamo avvicinare gli Arabi musulmani, amarli come il nostro prossimo, quindi evangelizzarli con più determinazione, ubbidendo nel solco di Matteo 28:18, lasciatoci da Gesù, nostro Signore! Dalla Bibbia sappiamo che il Signore Iddio, per la grazia concessa ad Abramo, siglò l’aderenza al Suo Patto in Isacco anche per gli stranieri, ovvero “agli incirconcisi di cuore e di carne”, che avrebbero creduto in Gesù, incluso i musulmani vicino a casa nostra.

Anche i cristiani hanno preso come esempio di fede Abramo. Infatti, benedicendolo, il Signore lo ha fatto divenire il punto di riferimento per tutte le generazioni a lui successive, in ogni tempo e luogo  della Terra. Il Messia, Yeshua (“YHWH salva”), discenderà proprio dalle progenie di Isacco e Giacobbe.

Appello: L’Islam sarà una delle più grandi sfide dei cristiani nei prossimi anni. Annunciare la Verità con amore è una cosa doverosa. Raggiungiamo i nostri amici e vicini con l’amore di Cristo.

Su invito, questa materia può essere approfondita nelle chiese evangeliche previo conferenze o pannelli di discussione.

F.Maggio

Evangelista Interculturale/Formatore/esperto dell’islam/Autore/Conferenziere

Note bibliografiche:

[1] The concise encyclopedia of islam”

[2] Pure arabs   (capitolo Rulership in Yemen)

[3]`Hadith Geneaology of the prophet  

[4]  Treccani  

[5] Sito islamico

[6]  Treccani

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