24 Aprile 2020

30 giorni di preghiera
Introduzione

Per il terzo anno consecutivo, in questo periodo così particolare per la nostra nazione e il mondo intero, vogliamo dare il nostro contributo al corpo di Cristo, offrendo questa semplice guida di preghiera per il mondo islamico.

La guida presenta un tema per ciascun giorno, accompagnato da spunti di preghiera, con l’obiettivo di mostrare la vastità ed eterogeneità presenti all’interno dell’Islam, sensibilizzando la Chiesa a pregare con cuore e mente aperti.

Crediamo fortemente che questa sia una delle principali battaglie spirituali che la Chiesa deve affrontare e che l’equipaggiamento e la formazione in questo tempo sono essenziali.

Crediamo altresì, perché sperimentato, che questi 30 giorni sono giorni di forte pressione spirituale e combattimento e rappresentano un’occasione per noi di rivestirci di armi di luce e allenare il nostro uomo interiore, pronti a vedere grandi risultati a seguito delle nostre preghiere.
Prepariamoci allora per 30 giorni di guerra e miracoli. Buona preghiera,
2
Michele Montecchi

Direttore Mihop
Casa di preghiera di Milano

30 giorni di preghiera

Indice

  • 1  23/4 Turchia ed Erdogan
    2  24/4 Iran
    3  25/4 Egitto e presidente El-Sisi/ Fratelli Musulmani
    4  26/4 Giovani
    5  27/4 Donne
    6  28/4 Afghanistan. Pakistan, pashtun
    7  29/4 Arabia saudita e Re Salman
    8  30/4 l’Islam in Palestina
    9  01/5 Movimento Mondiale Isaia 19
    10 2/05 Movimento di preghiera mondiale
    11 3/05 Global Catalytic Ministries
    12 4/05 Musulmani nell’Europa dell’Est e Asia centrale
    13 5/05 Siria
    14 6/05 Libano
    15 7/05 Preghiera per i convertiti
    16 8/05 Preghiera pe la chiesa perseguitata e Open doors
    17 9/05 Musulmani America
    18 10/05 Sufi
    19 11/05 Wahabbisti e terrorismo islamico
  • 20 12/05 Islamismo popolare
  • 21 13/05 Giordania e Re abdullah
  • 22 14/05 Iraq , gli sciiti e Sistani
  • 23 15/05 Islam in Europa
    24 16/05 Regione indo-malese
  • 25 17/05 Le famiglie islamiche
  • 26 18/05 Notte di destino
  • 27 19/05 Islam in Italia
  • 28 20/05 Maghreb
  • 29 21/05 Quranists
  • 30 22/05 Tablihi jamat

 

1.La Turchia e l’islam turco

A partire dagli anni ’90, coloro che in Europa si identificano come “turchi” o che sono identificati
come tali dall’opinione pubblica (non sempre si tratta degli stessi individui o gruppi) sono diventati
più visibili, non solo fisicamente attraverso moschee e associazioni, ma anche socio-politicamente,
attraverso un attivismo chiaramente identificabile e un entrismo talvolta preoccupante. Così, dal
momento in cui l’Islam politico è salito al potere in Turchia nel 2002, e ancora di più da quando nel
2010 ha iniziato a controllarne tutte le leve, “l’Islam turco” cerca di svolgere il ruolo di “leader” dei
musulmani europei, attraverso mezzi diversi e contraddittori, ma sempre saldamente collegati alle
questioni interne turche.
Quanto accade in Turchia a livello politico, sociologico o identitario influisce direttamente sulle
periferie di Colonia, Strasburgo, Bruxelles o Amsterdam, così come sulle regioni della Grecia, della
Bulgaria e del Kosovo in cui si trovano delle minoranze.
In Europa occidentale, specialmente in Germania, Austria, Francia, Svizzera, Belgio e Olanda, i
turchi sono soprattutto immigrati o discendenti di immigrati nati in questi Paesi. Il loro
attaccamento alla Turchia è riconducibile sia al nazionalismo che alla religione. Sono organizzati e
controllati dalle autorità turche, sono fedeli agli interessi della Turchia e costituiscono perciò una
diaspora o, almeno, presentano riflessi e comportamenti di una diaspora.
L’autorità centrale turca li vede allo stesso tempo come una comunità che rischia l’assimilazione e
come una potenziale lobby che opera a favore della Turchia. Soprattutto le generazioni che sono
nate, cresciute, sono state educate e socializzate in questi Paesi occidentali sono oggetto di
politiche specifiche sia da parte degli Stati “ospitanti”, che hanno lo scopo di integrarli, sia della
madrepatria, che vuole mantenere o ricostruire la loro lealtà alla Turchia. Formano un gruppo
ampio e variegato, stimato tra i quattro e i cinque milioni di individui.
In Europa orientale, soprattutto nei Paesi balcanici, le minoranze turche sono un’eredità dell’Impero ottomano, e si trovano principalmente in Bulgaria (circa un milione), Grecia (circa 150.000) e più marginalmente in altre zone dell’ex-Jugoslavia, come Kosovo, Macedonia e Montenegro. A partire dagli anni ’90, queste minoranze sono tornate a essere oggetto dell’attenzione turca e, dal 2010, di una politica aggressiva, nel contesto del neo-ottomanesimo superficialmente sviluppato da Ankara.

Anche le popolazioni musulmane non turche, discendenti da altri gruppi di immigrati in Europa occidentale e membri di minoranze o maggioranze musulmane nei Balcani, sono obiettivi dell’Islam turco. La Turchia vuole infatti diventare lo sponsor dell’Islam sunnita in Europa, attraverso tentativi di costruzione di modelli specifici e un attivismo politico e identitario, ma anche mediante il finanziamento di progetti islamici (principalmente moschee e scuole). Per queste ragioni, non è più possibile ridurre l’Islam turco ai soli “turchi”. Da quando l’AKP (Partito della Giustizia e dello sviluppo) ha consolidato il proprio potere in Turchia, la Diyanet (Presidenza degli affari religiosi) è diventato il braccio indiscusso dell’autorità centrale turca in Europa. Soprattutto, essa ha aumentato la visibilità dell’“Islam Turco”, costruendo moschee ovunque (non solo in Europa, ma anche in Asia centrale o nelle Filippine), con l’aiuto della TIKA (Agenzia di cooperazione e coordinamento turca).
La moschea di Cambridge in Europa occidentale e le moschee di Tirana, Skopje o Olovo nei Balcani costituiscono esempi emblematici in questo senso. Un’altra manifestazione della monopolizzazione e turchizzazione dell’Islam europeo è rappresentata dall’entusiasmo con cui copie del Corano vengono pubblicate e distribuite in tutta Europa in 28 lingue diverse, oltre che dalla fornitura di sostegni educativi e materiali per gli imam.
Si potrebbe aggiungere che il Concilio Francese del Culto Musulmano, l’associazione interetnica che fa da ombrello all’Islam di Francia, è guidata dal 2019 da Ahmet Ogras, un uomo d’affari turco, vicino alla Diyanet e alle autorità turche.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha infatti espresso la volontà di riorganizzarecompletamente l’Islam francese e la Turchia non vuole rischiare di perdere del tutto il controllo su di esso.
fonte: https://www.oasiscenter.eu/it/islam-turco-in-europa-akp-vs-gulen In Turchia sono presente circa 200 mila cristiani.
Nell’ultimo anno, la situazione in Turchia è deteriorata in modo significativo per i cristiani a seguito
della crescita di potere del presidente Erdogan. Le chiese provano a mantenere un profilo basso,
soprattutto dopo il caso del pastore statunitense Andrew Brunson,ingiustamente imprigionato per
due anni lì e rilasciato alla fine del 2018.

Punti di preghiera
– Preghiamo per i credenti perseguitati, che ripongano tutta la loro speranza e fiducia in Dio.
– Preghiamo che la Turchia sia visitata dalla potenza dello Spirito Santo
– Preghiamo che il dialogo tra Europa e Turchia non ruoti attorno all’accettazione dell’Islam,
ma al rispetto dei principi di integrazione e rispetto della libertà religiosa
– Preghiamo che i piani di supremazia dell’Islam Turco in europa siano distrutti
– Preghiamo che Erdogan sia visitato da Dio e possa piegarsi davanti a Lui

2. Iran

Conosciuta fino al 1935 come Persia, nel 1979 l’Iran viene travolta dalla rivoluzione islamica che distrugge la monarchia e la trasforma in una repubblica teocratica composta per il 98% da musulmani sciiti.

Nonostante il Paese sia ricco di petrolio e gas naturali, le politiche dei governanti fa sì che il 20% della popolazione viva in assoluta povertà. La politica iraniana ha generato, per il suo programma nucleare e l’ostilità verso Israele preoccupazione a livello internazionale.

Per la prossimità con i Paesi arabi, spesso si crede erroneamente che in Iran si parli arabo, in realtà la lingua dell’Iran è il farsi e la cultura dell’Iran ha le sue radici nell’Impero Medio Persiano che ha lasciato traccia nella Bibbia con grandi personalità come Ciro, Dario e Serse.

Benché la conversione al cristianesimo sia considerata apostasia e sia punita con la morte, l’Iran è uno dei Paesi in cui si assiste a una maggiore apertura al Vangelo, sono tanti coloro che ricevono visioni e sogni e che hanno desiderio di leggere la Bibbia, motivo per cui sono tante le chiese clandestine presenti nel Paese.

Punti di preghiera

–  Per la protezione e saggezza dei credenti e missionari attivi in Iran
–  Per la moltiplicazione dei credenti e delle chiese sotterranee in Iran
–  Per la libertà di culto in Iran
–  Per investimenti in programmi cristiani in TV, Internet e social media in lingua farsi

 

3. L’Egitto e gli Egiziani

L’Egitto è uno dei Paesi arabi più importanti sia da un punto di vista spirituale che culturale.

Da un lato è il Paese che ha la maggiore influenza teologica all’interno della realtà islamica, dall’altro è quello che ospita la comunità araba cristiana più antica e più grande del mondo. Da un punto di vista biblico, l’Egitto è profondamente legato al destino di Israele; sono numerose le profezie bibliche che lo vedono protagonista degli ultimi tempi. In particolare, come si legge in Isaia 19, dopo essere colpito duramente, verrà redento da Dio fino a essere definito “Egitto, mio popolo”. Non è un caso che la chiesa egiziana stia vivendo un momento di risveglio spirituale sia in Egitto che in Europa, dove sono molte le comunità arabe attive nell’evangelizzazione dei musulmani. Da un punto di vista politico, l’Egitto attualmente è guidato dal presidente El-Sisi, in carica dal 2014, a cui si deve la dissoluzione del governo dei Fratelli Musulmani nel 2013.

Punti di preghiera

–  Per la protezione materiale e spirituale delle comunità di credenti egiziani
–  Che i pastori e le comunità cristiane egiziane continuino a crescere spiritualmente
–  Che aumenti la collaborazione tra chiese egiziane e chiese europee nell’evangelizzazione
–  Che l’Egitto entri pienamente nel piano profetico di Dio (Isaia 19:21)
–  Per la saggezza dei governanti del Paese, in particolare per il Presidente El-Sisi

4. I giovani nell’Islam

I giovani sono le figure che vivono in modo più conflittuale le relazioni all’interno alla famiglia islamica. Le nuove generazioni sono più curiose verso le novità proposte dai social media e più in generale da Internet e entrano in relazione con il mondo non musulmano più facilmente, frequentando la scuola o l’università. Alcuni lasciano il loro Paese per motivi di studio, ogni anno 15.000 musulmani per esempio si trasferiscono a Londra per motivi di studio. Altri, vivendo già in un paese occidentale, sono confrontati ogni giorno con una società che non rispecchia i valori o i principi dell’Islam e si trovano a dover faticosamente conciliare il proprio background religioso e culturale con quello di amici, insegnanti e datori di lavoro. E’ così che nasce il modernismo islamico, un movimento di giovani che rifiutano il terrorismo e la segregazione della donna e cercano di conciliare la fede islamica con alcuni valori come l’uguaglianza di genere o la libertà sessuale. E evidente che i giovani, essendo più esposti al confronto, possano arrivare ad aprirsi alla fede tramite l’amicizia e le relazioni con persone che siano di testimonianza. Dall’altro lato possono essere anche più fragili e diventare, in assenza di punti di riferimento, preda del radicalismo islamico come è successo con i giovani attentatori di Nizza.

Punti di preghiera
–  Per il risanamento delle relazioni intergenerazionali nell’Islam
–  Per la guarigione dei giovani dal senso di vuoto tramite la verità di Cristo
–  Perché i giovani musulmani trovino il vero significato della vita
–  Per la protezione dei giovani più fragili e demotivati dall’influenza dell’ISIS

5. Le donne

La condizione della donna nell’Islam varia da Paese a Paese.

I Paesi a maggioranza musulmana concedono alla donna vari gradi di diritti riguardo a matrimonio, divorzio, diritti civili, status legale, abbigliamento e istruzione, in base a diverse interpretazioni della dottrina islamica e dei principi di laicità. Tuttavia, sono numerosi nel Corano i passaggi che fanno riferimento a una condizione di netta disparità tra uomo e donna. Secondo l’Islam, la donna, in famiglia è prima sottomessa all’autorità del padre a poi a quella del marito. Come figlia, ha diritto a metà dell’eredità rispetto ai fratelli. All’uomo è concessa non solo la poligamia, ma anche la possibilità di esercitare violenza fisica e in casi estremi anche omicidio della donna in caso di sua insubordinazione. Questi pochi esempi mettono in evidenza il contrasto tra questa realtà e la visione biblica della donna e i suoi diritti nella società occidentale.

Si capisce quindi il conflitto generazionale che può nascere, quando una giovane donna di origine musulmana nasce e cresce in un Paese occidentale, consapevole della libertà e dei diritti di cui giovano le sue coetanee non musulmane. Negli ultimi anni si assiste tuttavia a un movimento di emancipazione femminile anche in Paesi estremamente chiusi come l’Arabia Saudita, dove dal 2017 è concesso loro guidare e dal 2019 avere un passaporto ed espatriare senza il consenso dell’uomo.

Punti di preghiera

–  Per l’emancipazione della donna dall’oppressione dell’Islam
–  Per la protezione delle giovani donne di origine musulmane in Europa
–  Per la conversione e la salvezza delle donne musulmane
–  Per il ravvedimento e la conversione degli uomini musulmani
–  Per la guarigione dei rapporti tra uomo e donna nell’Islam

6. Afganistan, Pakistan, Pasthun

Per secoli i pashtun sono stati semplicemente chiamati “afgani”, sebbene oggi quel termine di solito si riferisca a chiunque dall’Afghanistan. Sono il gruppo etnico dominante e più grande in Afghanistan – circa 16-18 milioni. Ci sono due volte più Pashtun in Pakistan, concentrati nel nord- est, che nel resto del Paese. Anni di conflitto hanno costretto migliaia di persone a fuggire dalla regione. I Pashtun parlano vari dialetti di pashto.

Essi credono di provenire dalle tribù perdute di Israele e dai discendenti del re Saul. Sono persone robuste e laboriose che amano i bambini ma trovano difficile provvedere per loro. Nascondono le loro donne e celebrano il coraggio virile. I Pashtun eccellono nell’ospitalità ed è fondamentale per il loro senso dell’onore trattare bene tutti gli ospiti. Amano la poesia e la musica e sono devoti nella loro fede.

I Pashtun hanno respinto ondate successive di invasori. Sono per lo più musulmani sunniti la cui identità principale è quella di seguaci zelanti di Maometto. I talebani sono un movimento religioso pashtun che cerca di applicare la severa legge della Sharia. Trent’anni di conflitto stanno distruggendo l’identità culturale e l’ordine tribale. Pochi villaggi hanno ancora consigli per anziani (jirga) e poche risorse culturali rimangono per risolvere i conflitti pacificamente.

Ci sono stati decenni di violenza tra i pashtun e l’estremismo talebano ha causato grandi sofferenze. Molti hanno perso la speranza e non vedono via di fuga. La paura, l’ansia e la depressione sono diffuse.

Le loro donne soffrono enormemente sotto le usanze tribali dominate dagli uomini e le rigide interpretazioni della legge islamica. Sono isolate e i loro diritti sono severamente ridotti. Il codice tribale impone alle donne ruoli tradizionali e separa uomini e donne. L’alfabetizzazione tra le donne è molto più bassa rispetto agli uomini.

La risposta al Vangelo tra i pashtun in Afghanistan e in Pakistan è piuttosto modesta e non si conoscono movimenti di moltiplicazione. Ma c’è un residuo di persone che vengono a Cristo e alcune riunioni sotterranee di credenti. Le forme più persistenti di opposizione, che a volte possono essere molto violente, provengono dalla famiglia, dalla comunità e dai leader tribali che vedono il disonore arrivare da loro quando i membri della loro comunità “diventano apostati” seguendo Cristo.

Le Scritture e altri materiali evangelistici sono sempre più disponibili in Pashto via TV satellite e Internet, uno sviluppo recente ed entusiasmante. Vengono scaricati su app mobile al di fuori del controllo dei Mullah (leader religiosi). Una tanto attesa nuova traduzione della Bibbia nel dialetto pakistano di Pashto è stata introdotta nel 2019!

A causa degli anni di violenza, ci sono gruppi sostanziali di pashtun che vivono nelle comunità della diaspora in India, Emirati Arabi Uniti ed Europa. Ci sono raduni di credenti in alcune comunità della diaspora che sono straordinariamente audaci nella loro testimonianza.

Punti di preghiera:

–  Che i Pashtun abbiano una rivelazione del vero onore
–  Che gli uomini di maggiore influenza seguano Ges+
–  Che più operai raggiungano questa messe per rispondere ai bisogni fisici e spirituali

fonte: https://www.prayercast.com/pashtun.html

7. Arabia Saudita e Re Salman

L’Arabia Saudita è uno stato islamico retto da una teocrazia. Le minoranze religiose non hanno il diritto di praticare la propria fede; la propaganda e il proselitismo di altre religioni diverse da quella musulmana sono vietati, mentre la conversione dall’islam ad un’altra religione è condannabile alla pena di morte secondo il reato di apostasia.

Tutte le forme di proselitismo da parte di non musulmani, tra cui la distribuzione di materiale religioso (come la Bibbia e altro), risulta essere illegale. Alla fine del 2014 è stata promulgata una legge che richiedeva la pena di morte per chiunque introducesse nel paese “pubblicazioni che informano su altre credenze religiose diverse dall’Islam”, pensata per includervi tutti i libri religiosi non musulmani.
Ogni cittadino straniero che voglia acquisire la cittadinanza saudita deve prima convertirsi all’islam. L’Arabia Saudita è stata criticata per la sua attuazione rigorosa della legge islamica ed il suo scarso rispetto dei diritti umani.
Secondo le statistiche ufficiali 85-90% dei cittadini sauditi sono sunniti musulmani, mentre il 10- 15% segue lo sciismo; più del 30% della popolazione residente è invero costituita da lavoratori stranieri che sono prevalentemente, ma non totalmente, musulmani. Non si conoscono precisamente invece le percentuali di coloro che si rifanno al movimento Ahmadiyya.

Le due maggiori città-sante dell’islam, La Mecca e Medina, si trovano nel territorio nazionale; per molte ragioni i non-musulmani non vengono autorizzati ad entrare in esse, anche se raramente alcuni occidentali travestiti da musulmani sono stati in grado penetrare.

Poiché non è consentita alcuna fede differente da quella islamica nella pratica pubblica, non si trovano all’interno nazionale né chiese né templi o altri luoghi di culto; questo anche se vi sono quasi un milione di cristiani, così come lavoratori indù e buddhisti, quasi tutti stranieri. I servizi di preghiera privati vengono soppressi e la polizia religiosa ha riferito che perquisisce regolarmente le case dei cristiani.

I lavoratori stranieri non sono neppure autorizzati a celebrare le festività del Natale o della Pasqua. Nel 2007 lo “Human Rights Watch” ha richiesto che il re Abd Allah dell’Arabia Saudita fermasse una campagna per deportare ed incriminare i seguaci stranieri della fede Ahmadiyya.

Il proselitismo compiuto da parte di non musulmani è illegale e la conversione da parte di musulmani ad un’altra religione (ridda) comporta in casi estremi la pena capitale, anche se non vi sono state segnalazioni confermate di esecuzioni per il reato di apostasia negli ultimi anni. La disuguaglianza religiosa si estende anche ai risarcimenti nei casi giudiziari; una volta che la colpa è stata determinata, un musulmano riceve tutto l’importo del risarcimento stabilito mentre un ebreo o un cristiano metà, tutti gli altri un sedicesimo.

L’Arabia Saudita ha ufficialmente identificato coloro che professano l’ateismo come terroristi, siano essi sauditi o residenti stranieri, in quanto mettono “in discussione i fondamenti della religione islamica su cui si basa questo paese” e possono pertanto essere soggetti fino a 20 anni di carcere.
fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Religioni_in_Arabia_Saudita
Punti di preghiera:
–  preghiamo che la Chiesa si fortifichi
–  che il Signore riveli strategie di evangelismo efficace e provveda incontri soprannaturali
–  che i convertiti abbiano il coraggio di condividere il vangelo con la loro famiglia
–  che il Signore apra delle porte efficaci per la proclamazione del vangelo ad ogni livello della società

8. L’ Islam in Palestina

L’Islam è una grande religione in Palestina , essendo la religione della maggioranza della
popolazione palestinese . I musulmani comprendono l’ 80-85% della popolazione della
Cisgiordania , quando compresi i coloni israeliani , e il 99% della popolazione della Striscia di Gaza .
I musulmani palestinesi principalmente praticano Shafi l’Islam , che è un ramo della sunnita .
Il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina (Harakat al-Jihād al-Islāmī fī Filasīn), altrimenti
definito brevemente Jihad islamica è un gruppo militante palestinese giudicato fra le
organizzazioni sospette di terrorismo da parte degli Stati Uniti, dell’Unione europea , dal Regno
Unito, dal Giappone, dal Canada, dall’Australia e da Israele. Fondato nella Striscia di Gaza negli
anni Settanta da Fathi Shaqaqi, come ramo distaccato della Jihad islamica egiziana, è finanziato in
parte da Hezbollah a cui si sarebbe affiliato, secondo l’opinione, non confermata, di alcuni,
malgrado Hezbollah sia un movimento a netta prevalenza sciita e la Jihad Islamica palestinese sia
invece sunnita. Il suo obiettivo strategico è la distruzione di Israele per sostituirlo con uno stato
islamico palestinese. Questo gruppo definisce il jihad come obbligo da attuare contro Israele. La
Jihad Islamica palestinese si oppone anche a molti governi arabi che giudicano non
sufficientemente musulmani e troppo occidentali. La sua ala armata, le Brigate al-Quds, hanno
rivendicato numerosi attacchi in Israele, inclusi vari attentati suicidi. È, inoltre, molto più piccolo di
Hamas e non può contare neppure sull’ampio sostegno popolare di cui gode Hamas.
Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya (in arabo: حركة المقاومة الاسلامیة, Movimento Islamico di Resistenza, ovvero حماس, «entusiasmo, zelo, spirito combattente») è un’organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare considerata ufficialmente organizzazione terroristica da alcune nazioni nel mondo (Unione europea, Stati Uniti, Israele, Canada, Egitto e Giappone), ma non da altre (Iran, Russia, Cina, Norvegia, Svizzera, Brasile, Turchia e Qatar).

Fondata dallo Shaykh Ahmad Yasin, ʿAbd al-ʿAzīz al-Rantīsī e Mahmud al-Zahar nel 1987 sotto la pressione dell’inizio della Prima Intifada come braccio operativo dei Fratelli Musulmani per combattere con atti di terrorismo lo Stato di Israele. Durante la Seconda Intifada nel periodo che va dal 2000 al 2005 ha effettuato svariati attentati suicidi contro l’esercito israeliano e contro la popolazione civile dello Stato ebraico, che hanno provocato centinaia di vittime civili e militari. Hamas gestisce anche ampi programmi sociali, e ha guadagnato popolarità nella società palestinese con l’istituzione di ospedali, sistemi di istruzione, biblioteche e altri servizi in tutta la Striscia di Gaza. Lo Statuto di Hamas propone il ritorno della Palestina alla sua condizione precoloniale e l’istituzione di uno Stato palestinese. La stessa Carta dichiara che “non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel jihād”.
Punti di preghiera:

– che i palestinesi vengano a Cristo
– che Israele attui delle politiche di riguardo verso i palestinesi cristiani
– che delle forze di pace stanino definitavamente il terrorismo in Palestina
– per la pace di Gerusalmee
– per la protezione di Israele

9. Movimento mondiale Isaia 19

Mentre i notiziari ci mostrano immagini sconfortanti di distruzione e conflitti sanguinosi in tutto il Medio Oriente che non sembrano promettere nulla di buono per il futuro, la Bibbia ci offre una prospettiva ben diversa riguardo a quella zona del mondo. Aprendo Isaia 19 troviamo una promessa biblica, spesso trascurata e poco nota, di un futuro incoraggiante e benedetto per il Medio Oriente.

I passaggi 23-25 dichiarano “In quel giorno ci sarà una strada dall’Egitto verso l’Assiria; l’Assiro andrà in Egitto e l’Egiziano in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri. In quel giorno Israele sarà il terzo con l’Egitto e l’Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà il Signore degli eserciti: «Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiria opera delle mie mani e Israele mia eredità».

Siamo di fronte a una profezia di restaurazione spirituale dell’Egitto, di Israele e dei Paesi del Medio Oriente circostanti, non solo in termini di sorprendente conversione al Dio di Israele di Paesi attualmente nemici del Vangelo, ma anche di riconciliazione e alleanza tra Paesi tra loro ostili che insieme saranno di benedizione per il resto del mondo.

Intorno a questa profezia si è creato un movimento mondiale di preghiera e intercessione che vede coinvolti in prima linea credenti dei Paesi del Medio Oriente (in particolare di Egitto e Israele), dell’Europa, degli Stati Uniti e ora anche dell’Estremo Oriente con lo scopo di sensibilizzare la chiesa su questo tema e di realizzare già oggi reti di collaborazione e atti profetici di riconciliazione tra questi popoli.

Punti di preghiera

–  Per l’espansione del movimento Isaia 19 in tutto il mondo
–  Per il compimento di questa profezia in tutti i suoi aspetti
–  Meditare e pregare tutto Isaia 19, in particolare i versetti 23-25
–  Per il movimento di preghiera in Egitto, Israele e Assiria
–  Per la protezione dei credenti coinvolti nel movimento

10. Movimento di preghiera mondiale

In tutto il mondo la preghiera sta crescendo. Il Signore ha promesso, attraverso i suoi profeti, che avrebbe cambiato l’espressione e la comprensione del cristianesimo in una sola generazione e questo sta accadendo sotto i nostri occhi.

La preghiera e la lode stanno prendendo un ruolo sempre più prioritario nella Chiesa, vuoi per visione, vuoi per necessità. Tuttavia è di fondamentale importanza che la Chiesa comprenda che la preghiera non è chiedere a Dio per avere, ma è stare con Dio per conoscerlo. Quando si capirà questo, la Chiesa camminerà nella potenza della preghiera sempre esaudita.

Punti di preghiera:

–  che si moltiplichino case di preghiera 24/7
–  che si alzino profeti che parlano di intimità con Dio
–  che il movimento di preghiera globale contrasti con strategia ed efficacia l’Islam

11. Global Catalytic Ministries (GCM)

GCM è un ministero evangelistico guidato interamente da credenti ex musulmani tra cui anche ex terroristi che portano il messaggio di Cristo ai musulmani in Paesi che perseguitano duramente i cristiani. L’obiettivo di questo ministero è trasformare i musulmani attraverso evangelizzazione, discepolato, formazione di leader, opere di carità e fondazione di chiese. Questo ministero sta portando molto frutto; solo nel 2018 CGM è riuscito a raggiungere 5000 musulmani, a battezzare 55 persone e a creare 12 nuove chiese clandestine. In uno di questi Paesi è riuscita a portare 5000 persone a Cristo in 90 città, dove in 500 chiese clandestine si loda il Signore e si conducono studi biblici. L’organizzazione si è posta tre obiettivi per il prossimo futuro: aprire 1000 chiese in Medio Oriente entro il 2020; avere 10000 chiese in casa entro il 2028 che a loro volta si moltiplicheranno. Questo ministero si basa sul principio del Disciple-Making Movements (DDM), ossia sulla creazione di discepoli di Cristo, disposti a obbedire al Cristo tramite lo studio della Parola e a fare altri discepoli. Operando in Paesi dove la chiesa è perseguitata duramente, si tratta di un ministero molto pericoloso che ha bisogno di molta preghiera.

Punti di preghiera

–  Per la protezione di tutti coloro che sono coinvolti in questo ministero
–  Per discernimento e saggezza spirituale e grazia per i leader del ministero
–  Per crescente unzione nel compiere la chiamata di Dio
–  Per forza e coraggio nel portare a termine la corsa del cristiano (1COR 9:24)

12. L’Islam nell’Europa dell’Est e in Asia Centrale

Sia l’Europa dell’Est che l’Asia Centrale hanno fatto parte fino agli anni 90 dell’Unione Sovietica. In Europa dell’Est la presenza musulmana risale all’influenza dell’Impero Ottomano; oggi sopravvive in Kosovo (95%), Albania (55%), Bosnia and Erzegovina (51%), Macedonia del Nord (33%), Montenegro (20%), Bulgaria (11%). La maggioranza è sunnita, appartenente a un Islam soprattutto culturale, tradizionalista o addirittura nominale. I rifugiati musulmani arrivati recentemente in Europa non sono stati ben accolti da queste nazioni che hanno rifiutato la richiesta dell’Unione Europea di partecipare alla loro ridistribuzione nei diversi Paesi europei. L’Asia Centrale è un vasto territorio che include Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kazakistan, Kirghizistan. E’ una zona con una bassa densità di popolazione dovuta a un territorio per lo più inospitale caratterizzato da deserto, foreste e alta montagna. La popolazione, originaria del Nord-est della Siberia, è di lingua tartara, ed è essenzialmente musulmana. Quest’area è caratterizzata da una forte arretratezza economica e da regimi politici corrotti, la popolazione oscilla tra un’adesione più che altro culturale all’Islam e il fascino per l’emergere di nuovi movimenti islamisti.

Punti di preghiera
–  Per la conversione delle nuove generazioni
–  Per la guarigione dei cuori delle ferite dei conflitti delle guerre balcaniche
–  Perché Dio si manifesti con sogni e visioni
–  Per la protezione dell’Asia Centrale dalle radicalizzazioni islamiche
–  Per i governanti e per la rinascita dell’economia dei Paesi dell’Asia Centrale

13. Siria

La guerra civile siriana, o crisi siriana, ha avuto inizio il 15 marzo 2011 in Siria con le prime dimostrazioni pubbliche contro il governo centrale, parte del contesto più ampio della primavera araba, per poi svilupparsi in rivolte su scala nazionale e quindi in una guerra civile nel 2012; il conflitto è tuttora in corso.

Le proteste iniziali hanno l’obiettivo di spingere alle dimissioni il presidente Bashar al-Assad ed eliminare la struttura istituzionale monopartitica del Partito Ba’th. Col radicalizzarsi degli scontri si aggiunge con sempre maggiore forza una componente estremista di stampo salafita che, anche grazie agli aiuti di alcune nazioni sunnite del Golfo Persico, si pensa possa aver raggiunto il 75% della totalità dei “ribelli” anti-governativi. Tali gruppi fondamentalisti hanno come principale obiettivo l’instaurazione della Shari’a in Siria.

A causa della posizione strategica della Siria, dei suoi legami internazionali e del perdurare della guerra civile, la crisi ha coinvolto i Paesi confinanti e gran parte della comunità internazionale.

Gli organi dirigenti del Partito Ba’th e lo stesso presidente appartengono alla comunità religiosa alawita, una branca dello sciismo che è tuttavia minoritaria in Siria, e per questo motivo l’Iran sciita è intervenuto a protezione del governo siriano: combattenti iraniani sono presenti a fianco delle Forze armate siriane per mantenere al potere il governo alleato. Il fronte governativo è inoltre sostenuto da combattenti sciiti provenienti da altri Paesi, fra cui l’Iraq e l’Afghanistan. Il fronte dei ribelli è invece sostenuto dalla Turchia e soprattutto dai Paesi sunniti del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar, che mirano a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente. In ambito ONU si è verificata una profonda spaccatura tra Stati Uniti d’America, Francia e Regno Unito che hanno espresso sostegno ai ribelli e Cina e Russia che invece sostengono il governo siriano sia in ambito diplomatico sia in quello militare.
Punti di preghiera:
–  che il regno di Dio venga in questa regione e la sua volontà sia fatta
–  che i 6 milioni di sfollati interni ai confini attuali possano trovare pace e una casa
–  che Dio dia direzione ai potenti del mondo per arrivare ad una pace durevole
–  che Israele sia protetto

14. Libano

Il Libano, o Repubblica libanese, è uno Stato del Medio Oriente confinante con Siriaa Nord e
Israele a Sud . Ad ovest si affaccia sul mar Mediterraneo.
La popolazione libanese comprende diversi gruppi religiosi. Lo Stato riconosce ufficialmente 18 confessioni, sotto elencate.

Le confessioni riconosciute sono:
●  fra gli arabi cristiani, quelle maronita (cattolici), greco-ortodossa, greco-cattolica (melchita), armeno apostolica, armeno-cattolica, siriaco-ortodossa, siriaco-cattolica, protestante, copta, assira, caldea, e la cattolica di rito latino.
●  fra i musulmani, le comunità sunnita, sciita, ismailita e, in aggiunta, le comunità alauita e drusa.
●  la comunità ebraica.
Mentre un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del governo statunitense, i musulmani, dopo la migrazione dei palestinesi, dal 1948 in poi, sono all’incirca il 60% della popolazione libanese. Alcuni drusi focalizzano la loro identità in senso lato, dissociandosi dall’essere accomunati classicamente con i musulmani. Alcuni cristiani maroniti, in particolare quelli provenienti dal Monte Libano non si identificano come arabi, ma come semiti etnicamente discendenti dai fenici[13] e dalla mescolanza di popoli che vivevano in Siria e in Libano prima dell’arrivo degli stessi arabi (principalmente popolazioni di lingua siriaca e bizantini). Successivamente i maroniti si sarebbero mescolati anche con i crociati. Numerosi storici hanno tuttavia contestato o criticato queste tesi. L’1% dei libanesi è di origine curda. Esiste anche una comunità ebraica libanese, composta attualmente da circa 100 individui; la maggior parte degli ebrei libanesi ha infatti scelto di lasciare il paese a causa della guerra civile. Dal gennaio 2009 è stato istituito il sito ufficiale della comunità ebraica libanese, che va ad affiancare il blog di discussione nato nel 2006.
Punti di preghiera:
–  che la comunità cristiana ed ebraica si rafforzino nuovamente in Libano
–  che le spinte dominatrici islamiche si fermino
–  che la crisi economica si risolva
–  che il movimento di preghiera cresca con forza

15. I neoconvertiti al cristianesimo

Convertirsi al cristianesimo per un musulmano significa molto più che cambiare credo religioso. Lasciare l’Islam è un atto molto grave (apostasia) non tollerato nel mondo musulmano che viene punito con persecuzione, percosse, isolamento dalla società e può addirittura portare all’uccisione della persona che prende questa decisione. E’ miracoloso che, nonostante tutto questo, continui a crescere il numero di coloro che si avvicina al cristianesimo per rivelazione o perché delusi dal radicalismo islamico. I convertiti al cristianesimo soffrono molto, in quanto, oltre a rischiare la propria vita, perdono famiglia, lavoro e comunità di riferimento. Se è difficile lasciare l’Islam, non è così semplice inserirsi in una comunità di credenti, che spesso intimoriti dal loro background islamico non riescono a farli sentire accettati e accolti come in famiglia.

Punti di preghiera:

–  Per la protezione fisica degli ex musulmani convertiti
–  Per la crescita spirituale degli ex musulmani
–  Perché trovino una famiglia e degli affetti sinceri all’interno della Chiesa
–  Perché riescano a costruire una vita lavorativa, sociale e familiare in Italia

 

16. La chiesa perseguitata

Secondo il report più recente messo a disposizione di “Porte Aperte”, associazione internazionale che supporta i cristiani in contesti di persecuzione e difficoltà, è in continua crescita la persecuzione e l’uccisione dei cristiani per motivi di fede. Oggi sono 260 milioni i cristiani perseguitati, sostanzialmente 1 cristiano ogni 9 subisce una forma di persecuzione a causa della propria fede. Se cinque anni fa, solo la Corea del Nord raggiungeva un livello di persecuzione dei cristiani definibile estremo, oggi sono ben 11 i paesi ad ottenere un punteggio sufficiente per rientrare in questa categoria. Mai prima d’ora si è avuto un periodo storico così oscuro per i cristiani. Tra i Paesi più duri si annoverano Corea del Nord, Afganistan, Somalia, Nigeria, Sudan, Yemen, Iran, India e Libia. La persecuzione nasce non solo in contesti islamici radicalizzati, ma anche in Paesi con dittature comuniste o post-comuniste (Cina, Corea del Nord) o in contesti di nazionalismo religioso (India, Nepal, Myanmar). La persecuzione varia da forme di emarginazione, intimidazione, aperti divieti di predicazione e professione di fede, fino ad aperti di violenza e aggressione come quelli che hanno insanguinato recentemente l’Egitto e lo Sri Lanka.

Punti di preghiera:
–  Per la protezione fisica, emotiva e spirituale dei cristiani perseguitati
–  Per la denuncia dei regimi totalitari e la libertà religiosa nei Paesi persecutori
–  Per il ravvedimento e la conversione dei persecutori
–  Per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo alla persecuzione

17. L’Islam negli USA

L’Islam è entrato negli Stati Uniti tramite gli schiavi africani nel 1500, una seconda ondata di immigrati si ha alla fine del 1800 e agli inizi del 1900 dal Medio Oriente, negli anni 50 molti arrivano dalla Palestina, dall’Iraq e dall’Egitto, più recentemente i musulmani giunti in USA sono rifugiati alla ricerca di sicurezza. Attualmente negli USA si contano circa 3,5 milioni di musulmani di fede sunnita e rappresentano circa 1% della popolazione. Sono di religione sunnita, ma provengono da background culturali molto diversi tra loro. Una realtà a sé è The Nation of Islam (NOI) è un’organizzazione nata in seno alla comunità africana, fondata a Detroit nel 1930, con lo scopo di promuovere i principi fondamentali dell’Islam, il valore della vita di famiglia e le pratiche dell’Islam tradizionale. Una delle caratteristiche distintive è l’impegno politico antirazzista, mirato a ispirare il senso di identità e di autonomia dei neri. Il leader NOI più conosciuto fu Malcom X che negli anni 50 ebbe la meglio, poi fu espulso e si rivolse a un Islam più radicale fino ad essere assassinato nel 1965. Il movimento sperimentò diversi cambiamenti e divisioni, nel 1977 fu ristabilito sotto la guida carismatica di Louis Farrakhan a cui si deve il merito di aver favorito gli interessi economici delle famiglie di colore e di essersi battuto contro i pregiudizi nei loro confronti. Resta un movimento influente con circa 20.000-50.000 membri.

Punti di preghiera:

–  Che Dio crei appuntamenti divini tra i credenti americani e la comunità musulmana
–  Che i musulmani abbia rivelazione dell’amore e della verità di Cristo
–  Che Dio protegga la comunità musulmana dall’influenza delle frange violente

18. Il sufismo

Il sufismo è un movimento diffuso in tutto in mondo musulmano, che si è formato subito dopo la nascita dell’Islam ed enfatizza l’aspetto introspettivo e spirituale del mondo islamico. I sufi cercano il contatto con Dio attraverso delle forme di meditazione estatiche e di abnegazione come entrare in trance attraverso la danza. E’ quello che fanno per esempio i Dervishi turchi roteando in una danza vorticosa. Ogni sufi è parte di un ordine e fa capo a un maestro, discendente di Maometto, che esercita molto potere non solo sui membri, ma su tutta la società in cui vive. Si dice che la fede e pratica religiosa di quasi tutti i musulmani in Turchia sia influenzata dalle idee sufi. Benché in alcuni Paesi sia vietato per il suo attivismo politico, il sufismo continua a esistere e prosperare in tutto il mondo islamico.

In Turchia l’ordine Naqshbandi è molto importante e ha influito su diversi leader politici di spicco. L’obiettivo finale dei Sufi è intraprendere un viaggio di liberazione dalle cose di questo mondo per focalizzarsi sull’amore di Dio. Il traguardo di questo percorso è la conoscenza perfetta e la “visione di Dio”.

Punti di preghiera:

–  Perché trovino in Gesù la connessione divina che cercano (2Pietro 1:3-5)
–  Che i credenti turchi possano condividere la fede con i Sufi
–  Preghiamo il salmo 36:5-9 pensando ai Sufi

19. Wahabbisti e terrorismo islamico

Il wahhabismo iniziò come movimento di riforma all’interno dell’Islam nel diciottesimo secolo in quella che oggi è l’Arabia Saudita. Prende il nome da Muhammad Ibn Abd Al-Wahhab (1703-1792), che era un seguace di Ibn Taymiyyah (1263-1328). Come Ibn Taymiyyah, Al-Wahhab ha sostenuto di eliminare l’Islam da tutte le credenze e pratiche che non corrispondevano alla sua lettura letterale del Corano e della Tradizione sunnita (Hadith).

Al-Wahhab si unì a Muhammad Ibn-Saud nel 1744 per costruire il primo stato saudita in Arabia. Oggi il Regno dell’Arabia Saudita continua a sottoscrivere l’ideologia wahhabita e versa milioni di dollari per promuoverla, soprattutto in Africa e in Asia.

I wahhabiti oggi sono ispirati alle applicazioni intransigenti del puritanesimo di Ibn Taymiyyah di Al-Wahhab. La maggior parte dei gruppi islamici sunniti – Stato islamico, Al Qaeda, Boko Haram, ecc. – sono wahhabiti, anche se alcuni preferiscono chiamarsi Salifi, coloro che venerano le prime tre generazioni di musulmani (il salaf)..

I wahhabiti vedono tutti i musulmani che non hanno la stessa stretta comprensione della pratica e delle credenze islamiche come dei non musulmani che hanno bisogno di essere combattuti.

C’è poca differenza nella teologia tra i wahhabiti e altri musulmani sunniti ortodossi, ma in pratica i wahhabiti tendono ad essere violenti e aggressivi nei confronti di tutti coloro che non sono d’accordo con la loro comprensione di cosa significhi essere fedeli a Maometto. Spesso distruggono i santuari, si oppongono alla venerazione dei santi e mettono fuorilegge tutte le pratiche popolari che ritengono violino l’Islam “puro”.

Dio sta usando gli eccessi dei gruppi islamici wahhabiti per allontanare milioni di musulmani dall’Islam. Sempre più membri dei gruppi islamici wahhabiti si stanno stancando della violenza e dell’odio e stanno cercando una via migliore.

Molti wahhabiti stanno cercando e trovando un diverso tipo di Dio rispetto a quello promosso dalla loro ideologia wahhabita. In alcuni luoghi, decine di migliaia di musulmani, in fuga dalla violenza e dall’ingiustizia perpetrate dai wahhabiti, stanno diventando fedeli a Gesù.

Non stanno solo imparando a conoscere il Dio dell’amore, stanno imparando a perdonare piuttosto che a combattere i loro nemici.

Punti di preghiera:

–  Prega che i wahhabiti incontrino Gesù, come fece Saulo, e siano trasformati
–  Prega che i cuori orgogliosi siano umiliati e gli occhi ciechi siano aperti per ricevere l’amore di Gesù
–  Prega i cristiani nei paesi perseguitati dalle sette wahabbite siano protetti fisicamente e
spiritualmente    fonte: https://www.prayercast.com/wahhabi.html 20

20. L’Islam popolare e l’Islam culturale

All’Islam popolare aderisce circa l’80% dei musulmani. Con questo termine si intende un insieme di credenze e pratiche diverse dall’Islam ortodosso.

Mentre l’Islam ortodosso è concentrato sulla preparazione alla vita nell’aldilà e al giorno del Giudizio, l’Islam popolare si focalizza sulla vita terrena e sulla possibilità di viverla con successo. Per questo motivo, l’Islam popolare raccoglie quelle pratiche legate a persone, luoghi, tempi e oggetti ritenuti in grado di proteggerli dalle forze maligne.

E’ un Islam basato sulla superstizione e ai rituali. L’Islam culturale raccoglie quei musulmani nominali che accettano alcune tradizioni, senza definirsi particolarmente religiosi, o che desiderano svincolarsi dalle costrizioni religiose dei loro padri o sono delusi dall’estremismo e dalla corruzione dei leader religiosi.

Musulmani culturali o nominali si possono incontrare soprattutto in Europa, Stati Uniti, Asia Centrale e alcune zone del Medio Oriente.

Punti di preghiera:

–  Per la rivelazione che l’unica protezione viene dal Dio di Israele e dal sangue di Gesù
–  Per la conversione dalle superstizioni alla vera fede in Cristo
–  Perché i musulmani nominali trovino in Cristo le risposte che stanno cercando
–  Per appuntamenti divini tra questi musulmani e credenti in Cristo maturi

 

21. Giordania e Re Abdullah

La Giordania o Regno Hascemita di Giordania è uno Stato del Vicino Oriente (Asia). Confina a nord con la Siria, a nord-est con l’Iraq, a sud-est e a sud con l’Arabia Saudita, a sud-ovest è bagnata dal Mar Rosso, a ovest con il territorio palestinese della Cisgiordania e il mar Morto.

È indipendente dal 1946 e la sua forma di governo è la monarchia costituzionale

Tutte le religioni in Giordania sono tutelate dalla Costituzione purché non violino la moralità e l’ordine pubblico. Il Paese è a maggioranza musulmana, con il 94% della popolazione che segue il sunnismo mentre una piccola minoranza è seguace dell’Islam sciita e meno di 800 sono i bahá’í. Ci sono anche all’incirca da 20.000 a 32.000 drusi che vivono soprattutto nel nord del paese. Lo stato ospita anche una minoranza di cristiani, che arrivano a costituiscono il 6% della popolazione, seguaci prevalentemente della Chiesa greco-ortodossa o del cattolicesimo.

I cristiani hanno costituito il 30% almeno della popolazione giordana negli anni ’50 del XX secolo; tuttavia, gli alti tassi di immigrazione musulmana all’interno della nazione ha fatto sì di far diminuire in modo significativo la percentuale cristiana della popolazione del paese.

Abd Allāh II ibn al-Ḥusayn ( Amman, 30 gennaio 1962) è l’attuale monarca del Regno Hascemita di Giordania, sul trono dal 7 febbraio del 1999.

ʿAbd Allāh è famoso a livello locale e internazionale per il mantenimento della stabilità giordana ed è noto per la promozione del dialogo inter-religioso e una comprensione moderata dell’Islam. Venne considerato dal Royal Islamic Strategic Studies Center il musulmano più influente al mondo nel 2016. ʿAbd Allāh è custode dei siti sacri musulmani e cristiani di Gerusalemme, posizione

[2]

Pur fra mille difficoltà dovute all’instabilità della regione nondimeno, re ʿAbd Allāh è riuscito a mantenere il notevole grado di stabilità del suo regno nel frastagliato quadro politico del Vicino Oriente ed è stato, per questo, beneficiario di ingenti flussi di aiuti finanziari internazionali, destinati a contenere le proteste popolari e a gestire le ripercussioni della crisi siriana.
ricoperta dalla sua dinastia dal 1924.
Di stirpe hascemita, o presunta tale, nato ad Amman da Re Ḥusayn e Antoinette Avril Gardiner,
figlia di un militare inglese che partecipava all’occupazione del paese. Tale matrimonio venne visto
molto male dal popolo giordano, specialmente in seguito alla scoperta che la Gardiner era di
discendenza ebraica e che non voleva convertirsi all’islam.

ʿAbd Allāh II è sposato con la palestinese di Tulkarem Rania al-Yāsīn (adesso Regina), assai elogiata
per la sua attività in favore delle donne musulmane e contro la discriminazione sessuale, criticata
però dai musulmani più integralisti per i suoi comportamenti molto vicini alla cultura occidentale.
La coppia ha quattro figli:
●  Principe Ḥusayn (nato il 28 giugno, 1994). Il 28 novembre 2006, Re ʿAbd Allāh II lo ha designato come erede al trono.
●  Principessa Iman (nata il 27 settembre, 1996).
●  Principessa Salma (nata il 26 settembre, 2000).
●  Principe Hāshim (nato il 30 gennaio, 2005).
Punti di preghiera:
– Che la Chiesa in Giordania si alzi in potenza
– Che il movimento di preghiera ed evangelismo possa esplodere
– Che lo Spirito santo soffi su tutta la nazione Giordana
– Prega che il re Abdullah conosca la verità e cresca in saggezza.
– Prega che i seguaci di Gesù siano invitati a palazzo, influenzando la sua vita, la sua famiglia
e il suo dominio.
– Prega che il re Abdullah abbracci Gesù come suo Salvatore e induca molti a fare lo stesso.

22. Iraq, gli Sciiti e Sistani

Dopo la morte di Maometto, la feroce competizione per il dominio tra clan e fazioni tribali alla fine si sviluppò nei due principali rami dell’Islam: sunniti e sciiti.

Il partito (sciita) di Ali sono coloro che credono che Maometto abbia nominato Ali, suo cugino e il marito di sua figlia Fatima, come suo successore. Ali divenne il quarto sovrano (califfo) nel 657 d.C., ma fu assassinato nel 661.

Conosciuto come “il popolo della famiglia” (ahl al-bayt), gli sciiti rimangono fedeli alla famiglia di Maometto. Oggi costituiscono il 10-13% di tutti i musulmani, con le più grandi comunità in Iraq, Iran, Pakistan e India.

Gli sciiti credono che Allah continui a nominare i successori di Ali – e chiamano questa linea di successione l’Imamato. A questi imam successivi viene data una visione divina in modo che possano interpretare il Corano senza errori. Oggi, ci sono tre grandi gruppi di sciiti che non sono d’accordo su chi è riuscito ad Ali: i duodecimani(85% degli sciiti), gli Zaydi in Yemen e gli Ismailiti in Pakistan e India.

Sorprendentemente, gli sciiti cambiarono la confessione sunnita di fede (lo Shahada): “Non c’è altro dio che Allah, e Maometto è il profeta (o messaggero) di Allah” aggiungendo “e Ali è l’amico (o santo) (wali) di Allah”. Dato che Ali e i suoi figli hanno sofferto molto, non è strano che l’Islam sciita sottolinei la sofferenza e il martirio.

Durante il Festival di Ashura, che commemora il martirio di Husain, uomini e ragazzi si picchiano fino a che i loro corpi non corrono per il sangue. Gli sciiti credono che l’Imam finale (Mahdi) tornerà prima del Giorno del Giudizio e si unirà a Isa (Gesù).

Il Mahdi guiderà i musulmani in un’ultima guerra contro Dajjal, il falso Messia, e Isa lo ucciderà. Quindi il Mahdi e Isa, credono, libereranno il mondo dal male e uniranno tutti in sottomissione ad Allah. Per approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia_islamica#Islam_sciita
Gli iracheni sono ufficialmente in larghissima maggioranza musulmani (99% della popolazione). Nello specifico, circa il 62,5% della popolazione è di fede musulmana sciita e il 34,5% è di fede musulmana sunnita. Sono per lo più sciiti gli arabi residenti nella popolosa zona sudorientale, mentre sunnita è la parte della comunità araba insediata nella parte centro-occidentale del Paese e la quasi totalità degli appartenenti all’etnia curda (insediati prevalentemente nell’Iraq nordorientale).

Vi è poi una piccola minoranza di cristiani. Fino circa al 2003 la popolazione cristiana contava circa 1 500 000 fedeli, per lo più appartenenti alle chiese assira, cattolica caldea, siriaco-ortodossa, siriaco-cattolica e armena. Negli anni successivi, però, il numero di cristiani in Iraq è drasticamente

[10]
calato, e oggi si stima ammonti a circa 200.000 persone.
24
30 giorni di preghiera
Al-Sayyid Ali al-Sistani (nato nel 1930) è stato il Grand Ayatollah dal 1992. L’ayatollah Sistani è uno dei più rinomati studiosi viventi dell’Islam sciita.

Nato in Iran, ha vissuto e insegnato a Najaf, in Iraq, la capitale intellettuale dello sciismo globale, dall’età di 21 anni.

È la persona più influente in Iraq e ha anche un grande seguito in tutto il mondo.

Come suprema autorità religiosa in Iraq, Sistani ha svolto un ruolo significativo nel fermare la violenza settaria e promuovere la democrazia in Iraq dal rovesciamento di Saddam Hussein.

Ha avuto una grande influenza moderatrice nei processi politici iracheni. Proibisce alle varie sette di impossessarsi delle moschee delle opposte fazioni.

Quando le forze dello Stato islamico hanno minacciato l’Iraq, ha invitato i musulmani sciiti a combattere all’interno dell’esercito iracheno raccogliendo migliaia di volontari.

È stato elogiato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il suo ruolo nella lotta al terrorismo e per la cura delle minoranze sfollate dopo il brutale assalto dei jihadisti dello Stato Islamico a Mosul. Sistani vuole che l’Iraq fiorisca ancora una volta come nazione moderna unificata.

Punti di preghiera:

–  che Sistani sia visitato da Gesù
–  che gli Sciiti ricevano una rivelazione di Gesù attraverso lo studio degli ultimi tempi
–  che i cristiani in Iraq siano protetti e possano testimoniare con coraggio

23. L’Islam in Europa

Secondo lo studio svolto dal Pew Center, nel 2016 la popolazione musulmana nei 28 Paesi europei (più Norvegia e Svizzera) corrispondeva a 25.800.0000 persone, vale a dire al 4,9% della popolazione europea. Il Paese europeo in cima alla classifica per il maggior numero di abitanti di minoranza religiosa musulmana è la Francia con circa 5,8 milioni (8,8%) seguita dalla Gran Bretagna con circa 4,1 milioni (6,3%), dalla Germania con 4 milioni (6.1%) e l’Italia con 2,8 milioni (4,8%). La maggioranza dei musulmani sono presenti in Europa da più generazioni, sono per lo più integrati e spesso appartengono al cosiddetto Islam culturale o sono musulmani nominali che non praticano la fede o si riconoscono solo in alcuni suoi aspetti culturali. A destare preoccupazione è l’aumento della presenza musulmana dovuta alla recente ondata di rifugiati proveniente da Paesi caratterizzati da instabilità politica e dal pericolo della guerra. L’Europa si è trovata a dover affrontare molte sfide. Da un lato dare una risponda alla necessità di aiuto di queste popolazioni senza mettere a repentaglio la sicurezza dei suoi cittadini, dall’altro arginare i nuovi movimenti razzisti e populisti In questo contesto sono numerosi sia in Europa che In Italia i centri di accoglienza che insieme alle istituzioni si occupano dell’assistenza ai rifugiati, avendo così anche l’opportunità di condividere il messaggio del Vangelo.

Punti di preghiera:

–  Per strategie e saggezza per i governanti europei
–  Che l’Europa sia protetta dalla formazione di gruppi islamici radicali e attacchi terroristici
–  I valori cristiani e la libertà dei Paesi democratici siano più forti di ogni tentativo di dittatura
–  La saggezza e la compassione prevalgano sull’egoismo e la violenza
–  Che gli operatori delle associazioni impegnate nell’accoglienza siano una testimonianza autentica dell’amore di Cristo

24. Regione indo-malese

Con oltre 25.000 isole, la regione indo-malese ha una popolazione di circa 420 milioni di persone. L’equatore attraversa il centro della regione e i climi della foresta pluviale tropicale sono tipici. Molte isole sono montuose, con vulcani sia dormienti che attivi.

La regione si sta rapidamente modernizzando e urbanizzando. Grattacieli e condomini dominano le città densamente popolate. I centri commerciali sono a volte spettacolari e spesso enormi. La regione prospera nel commercio e ha un’economia commerciale molto sofisticata.

Per secoli prima dell’era coloniale europea, la regione era dominata dai commercianti cinesi e oggi i cinesi sono una considerevole minoranza in tutta la regione. L’i Indo-Malesia è etnicamente molto diversificata con i popoli malesi che formano il più grande singolo gruppo.

I dialetti del malese sono le lingue ufficiali della Malesia e dell’Indonesia. L’inglese è ampiamente parlato ed è una lingua ufficiale a Singapore, Brunei e Filippine.

La maggior parte dei paesi (tranne il Brunei, che è una Repubblica islamica) sono ufficialmente secolari e consentono la libertà di religione. Eppure in Malesia e Indonesia, nei paesi a maggioranza musulmana, vi è una crescente pressione da parte dei musulmani per garantire che l’Islam rimanga dominante. Molti islamisti stanno spingendo per la legge della Sharia e stanno cercando di farla rispettare a tutti nel loro paese anche se la legge della Sharia è attualmente applicata solo ai musulmani.

Nelle Filippine, i popoli musulmani Moro hanno resistito al dominio non musulmano per 500 anni. I ribelli islamisti stanno combattendo per uno stato islamico nel Mindanao musulmano. Il conflitto è sanguinoso. Sebbene stia mantenendo una fragile pace, il governo continua a combattere gli insorti islamisti.

Con le economie in crescita e le popolazioni in rapida espansione in tutta la regione, una lotta comune per molti è trovare i mezzi per vivere, crescere i bambini e forgiare un futuro per le loro famiglie.

Inoltre, nelle regioni a maggioranza musulmana, i popoli che hanno una lunga tradizione di convivenza armoniosa tra divisioni religiose si trovano ad affrontare ostilità crescenti. Le minoranze sentono sempre più la pressione dell’intolleranza religiosa, di solito le pressioni dei musulmani sui cristiani e altre minoranze religiose.

Punti di preghiera:

–  Prega che i musulmani aprano le loro case e i loro cuori ai seguaci di Gesù
–  Prega per rivelazioni soprannaturali di Gesù nei sogni, nelle visioni e nelle guarigioni.
– Prega affinché la grande popolazione cristiana regionale sia ispirata a raggiungere i musulmani.

25. Le famiglie islamiche

L’Islam è emerso dalla cultura tribale dell’Arabia del settimo secolo, dove un gruppo di famiglie allargate collegate formava un clan e gruppi di clan costituivano una tribù. Le persone non venivano identificate come individui, ma dalla loro appartenenza a una famiglia allargata. Ancora oggi, l’unità familiare di base nelle società musulmane è più grande di genitori e figli.

Il nome e la reputazione di una famiglia sono estremamente importanti. Poiché la maggior parte delle società musulmane apprezza molto l’onore e la paura della vergogna, qualsiasi azione che disonori la famiglia può portare a una risposta forte, fino alla morte inclusa. Le Nazioni Unite stimano che ogni anno più di 5.000 donne e ragazze vengono uccise in “delitti d’onore” mentre le famiglie cercano di ripristinare il loro onore perduto.

Tradizionalmente, i ruoli e le aspettative sono determinati dall’età e dal sesso. I membri più giovani della famiglia devono mostrare rispetto per i loro anziani. Le donne e le ragazze, anche se sono più grandi, devono sottomettersi agli uomini e ai ragazzi. Ricevono spesso molte responsabilità domestiche in età precoce. Quando una donna si sposa, lascia la sua casa e si unisce alla famiglia di suo marito, sotto l’autorità della suocera. Questo a volte può diventare un’esperienza molto traumatica e offensiva.

Milioni di musulmani oggi emigrano in Occidente per lavorare, studiare o chiedere asilo. Queste migrazioni hanno un profondo impatto sulle dinamiche della famiglia musulmana nel mondo.

Punti di preghiera:

–  Che l’amore di Gesù saturi le case, mettendo fine ad abusi, disuguaglianze e disunità.
–  Che i credenti ricevano coraggio per condividere Gesù con le loro famiglie
–  Che le famiglie intere scelgano di seguire Gesù insieme
–  Che lo spirito di paura, orgoglio, offesa a seguito del disonore, possano lasciare spazio allo Spirito Santo e alla sua azione

26. Notte di destino

Laylat-al-Qadr, conosciuta come “notte di destino” cade intorno al ventisettesimo giorno del Ramadan (secondo il calendario lunare inizia al tramonto del ventiseiesimo giorno e viene celebrato a diverse ore a seconda dei luoghi). E’ la notte in cui, secondo la maggioranza degli studiosi, Maometto avrebbe ricevuto la rivelazione del Corano, motivo per cui è considerata una notte molto speciale.

Secondo l’Islam, un solo atto di adorazione avvenuto quella notte vale più di migliaia di atti compiuti negli altri mesi dell’anno. In quella notte si crede che i peccati vengano con molta probabilità perdonati e ogni atto di generosità venga ricompensato maggiormente.

E’ chiamata “notte di destino” perché alcuni credono che durante questa notte Dio stabilisca il destino di ciascun fedele. In altre parole, siccome tutto ciò che accadrà l’anno successivo è determinato da quella notte, i musulmani credono che sia importante applicarsi con particolare impegno alla preghiera e all’adorazione.

Punti di preghiera:

–  Che Dio invii Il suo Spirito per ogni persona affamata, che sta cercando, timorata di Dio, disperata, bisognosa, affamata e assetata di giustizia
–  Che Dio li incontri con i sogni, visioni, visite angeliche, miracoli divini, incontri di potere e qualsiasi segno che abbia un profondo significato personale per ciascuno individuo.
–  Dato che i musulmani cercano soprattutto Dio questa notte salvezza, possano incontrare Cristo, la vera fonte di salvezza, e cambiare per sempre scoprendo il cuore del Padre per loro.
–  Che questa notte possa portare molti frutti a tutti coloro che hanno condiviso il messaggio del Vangelo

27. Islam in italia

All’inizio degli anni ’90, i musulmani in Italia erano circa 150.000. Oggi si stima che abbiano
raggiunto i 2 milioni e mezzo, circa il 4% della popolazione residente.
Il 56% della popolazione musulmana ha cittadinanza straniera; il 44% italiana; rispetto al 2017 la quota dei musulmani italiani sale di un punto percentuale. Le comunità straniere con maggior numero di musulmani sono quella marocchina (405 mila), albanese (201 mila), bengalese (111 mila), pakistana (108 mila) ed egiziana (102 mila).

Il numero dei musulmani in Italia quindi è stabile, con una crescita annuale pari a circa centomila persone, dovuta a diverse ragioni, mentre in termini assoluti è la quarta nazione europea per numero assoluto, dietro Francia (6 milioni circa), Germania (5 milioni) e Gran Bretagna (4 milioni) e leggermente al di sotto del valore percentuale dell’UE, pari al 5%.

I musulmani con la cittadinanza italiana sono ormai oltre il milione, per la precisione 1.159.000, con un aumento di circa 79 mila soggetti rispetto al 2017; aumento dovuto prevalentemente all’acquisizione di cittadinanza da parte di fedeli islamici stranieri. I musulmani italiani si dividono in tre categorie: naturalizzati; nati già italiani (ossia nati da coppia musulmana con almeno un genitore già italiano al momento della nascita); convertiti, ad oggi stimabili intorno alle centomila persone circa.

La componente italiana incide quindi per il 44% sulla popolazione musulmana complessiva; per quanto riguarda il rilascio delle cittadinanze, sugli 822 mila stranieri diventati italiani tra il 2012 e il 2017, almeno 330 mila sono ipotizzabili come musulmani. In totale, sono circa 450 mila i cittadini stranieri di fede islamica naturalizzati con la cittadinanza dal 2000 ad oggi.

Non a caso nello stesso periodo tra le prime dieci comunità per maggior numero di concessioni di cittadinanza ricevute, la maggior parte sono paesi islamici (Marocco, Albania, Bangladesh, Pakistan, Tunisia, Senegal).
Punti di preghiera:
–  che la comunità marocchina in Italia sia raggiunta con strategie specifiche di evangelismo e preghiera
–  che le politiche di riconoscimento della cittadinanza non diventino ulteriormente liberali
–  che lo spirito di inganno islamico sia svelato

28. Maghreb

Il Nord Africa ha massicce catene montuose che dominano gran parte del Marocco e dell’Algeria, vaste vallate fertili che producono verdure, frutta e cereali e il Sahara nel sud. Le bellissime spiagge, le antiche città arabe e le rovine romane attirano innumerevoli turisti.

Anche se i climi variano ampiamente, tutte le regioni tranne il deserto sono abbastanza vivibili. Conosciuto come Maghreb (arabo per “l’ovest”), il Nordafrica fu conquistato dapprima dai Fenici, poi dal popolo di Cartagine e poi dai Romani nel 44 d.C.

L’espansione musulmana nel VII secolo portò a successivi regni musulmani berberi locali che controllavano la regione per più di mille anni. Le potenze coloniali francesi, spagnole e italiane dominarono dal 18 ° secolo fino a quando i moderni stati nazionali divennero indipendenti dopo la seconda guerra mondiale.

I nordafricani sono persone incredibilmente amichevoli, aperte, ospitali e resilienti. Sono per lo più popoli del Mediterraneo che condividono molto in comune etnicamente, culturalmente e storicamente con i popoli dell’Europa meridionale. Ci sono ancora milioni di indigeni – i berberi – nonostante il dominio iniziale della regione da parte degli arabi.

Grandi gruppi minoritari che parlano diversi dialetti berberi prosperano nelle zone montuose e in altre aree remote. I dialetti locali dell’arabo prevalgono nelle città. Il francese è ampiamente parlato ovunque tranne che in Libia, specialmente nelle città.

L’Islam modella molte caratteristiche culturali tipiche della regione. I nordafricani sono generalmente orgogliosi di essere musulmani, anche se spesso non praticano in modo coerente. L’Islam è spesso nominale e la gente laica in prospettiva.

Le persone non separano la loro identità nazionale dalla loro identità di musulmani. L’Islam sunnita mainstream predomina. I governi della regione spesso cercano di plasmare le espressioni islamiche per i propri scopi. Ad esempio, nei suoi sforzi per combattere i musulmani radicali in Marocco, il re Muhammad VI sta cercando di far rivivere le confraternite sufi che un tempo erano influenti.

Spera che la devozione mistica ad Allah sarà meno una minaccia per il suo dominio che lo zelo militante. Questo tentativo di manipolare il pensiero delle persone è spesso profondamente opposto. Molti giovani disoccupati e disaffezionati non sono soddisfatti dello status quo. Mentre alcuni si rivolgono a gruppi islamici radicali, molti sono sempre più frustrati dall’Islam stesso e cercano altrove risposte.

Nessun paese nella regione ha una comunità cristiana sopravvissuta che ha avuto origine prima dell’arrivo dell’Islam. Vi è stato un lavoro missionario protestante in gran parte del Nord Africa dal 1800 (è iniziato solo in Mauritania negli anni ’80).

La forza della chiesa sotterranea varia e il numero di stranieri che lavorano e servono all’interno del paese anche. La TV satellitare e i ministeri su Internet che operano al di fuori della regione stanno dando frutti crescenti.

Dagli anni ’90 l’Algeria ha assistito a conversioni significative tra il popolo Kabyle, con forse diverse centinaia di migliaia di cristiani oggi. Altri paesi hanno visto movimenti di chiesa sotterranea molto più piccoli e meno resistenti.

I livelli di persecuzione variano, con la più forte opposizione a Cristo proveniente dai membri della famiglia e della comunità. Negli ultimi decenni, le segnalazioni di dozzine di chiese domestiche piantate in Marocco e Tunisia forniscono un grande incoraggiamento, ma in Libia e Mauritania sta ancora accadendo ben poco. Ma Dio continua il suo lavoro!

Punti di preghiera:

–  Prega per coloro che sono delusi dall’estremismo islamico che trovino la Verità che cercano.
–  Prega per la diffusione di media cristiani che portino la storia di Gesù a coloro che non hanno mai ascoltato.
–  Prega per il coraggio di cercare e seguire Gesù nonostante il significato dell’Islam nell’identità nazionale.  fonte: https://www.prayercast.com/north-africa.html

29. I coranisti

La maggioranza dei musulmani ritiene che la legge islamica si fondata su tre libri: il Corano, la Sunna e la Hadith. Il Corano è la rivelazione ricevuta da Maometto; la Sunna raccoglie parole, opere e riflessioni di Maometto; la Hadith è una raccolta di 6 libri di storie tratte dalla vita di Maometto narrate da altri autori. Gli studiosi musulmani dedicano molto tempo alla memorizzazione, all’interpretazione e all’applicazione di questi testi. I coranisti sono un movimento che crede che l’unica fonte di verità religiosa sia il Corano e rifiuta l’autorità degli altri due testi. Per quanto riconoscano il ruolo di Maometto, non ritengono necessario servirsi delle chiavi interpretative date dalla Sunna e dall’Hadith. Di conseguenza, non condividono la tendenza a venerare la figura di Maometto diffusa tra i musulmani che ritengono idolatri e non lo citano nella loro professione di fede.

I coranisti sono considerati eretici dalla maggior parte dei musulmani. Il movimento, nato già ai tempi di Maometto, è diventato più popolare durante il ventesimo secolo ed è presente in tutti i Paesi a maggioranza musulmana.

Punti di preghiera:

–  Perché i coranisti riconoscano Gesù nella lettura del Corano
–  Perché nella loro ricerca di verità, Dio possa rivelarsi nel cuore dei coranisti (PV 3:5-6)
–  Perché scoprano la Bibbia come unica fonte di verità

30. Tablighi Jamaat (Società per la diffusione della fede)

Con più di 80 milioni di membri, è la più grande organizzazione islamica del mondo. Sono presenti in 15 Paesi, tra cui Etiopia, Sud Africa, USA e Nepal. Non sono molto noti negli ambienti cristiani, poiché il loro scopo è raggiungere i musulmani nominali. Non sono impegnati politicamente, in quanto credono che la società migliorerà quando vivranno pienamente secondo i precetti dell’Islam in ogni aspetto dell’esistenza. Il loro incontro annuale più grande, che ha luogo in Bangladesh, attira circa 5 milioni di musulmani ogni anno, due milioni in più rispetto al pellegrinaggio alla Mecca.

In Europa hanno il loro quartier generale in Gran Bretagna, dove i seguaci ricevono insegnamenti sui principi di Tablighi Jamaat e prendono parte a delle uscite in cui si esercitano nella predicazione.

Punti di preghiera:
–  Che il loro zelo sia radicato in Cristo, fonte di vita (Salmo 36:9)
–  Che la predicazione dei cristiani sia efficace tra i membri di questa associazione (Atti 1:8)
–  Che durante l’annuale incontro ci sia una potente visitazione dello Spirito Santo (Atti 2:1-5)

Grazie

 

Dall’-Arabia-un-nuovo-Corano-evviva!

Dall’-Arabia-un-nuovo-Corano-evviva!

  2.500 errori nel Corano “Il Corano preservato da ogni alterazione dal tempo di Maometto?”  Veramente un solo manoscritto uguale in tutto il mondo?   5 settembre 2020 Due articoli insoliti pubblicati quest'anno sui siti web sauditi, chiamati a correggere gli errori...

Avvicinare i musulmani -2-

  NO AL DIALOGO RINUNCIATARIO, SÌ AL CONFRONTO SENZA OSTILITÀ La questione sta diventando sempre più importante. La presenza di religiosità sempre più diverse pone il problema in termini sempre più urgenti. Nel medesimo tempo in cui si fa strada la necessità del...

Ramadan…questa farsa

Amico musulmano Osservi il digiuno? Vedi qualche bisogno di praticare il digiuno? Se i comandamenti di Allah sono importanti per te, allora sicuramente è anche importante per te praticare il digiuno. Dal punto di vista biblico, spesso uomini e donne che si astengono...

UN CORANO SOLTANTO O DUE?

Inalterabilità discutibile I musulmani sono soliti affermare che “non c’è libro al mondo che può superare per eccellenza il Corano”; la cosa più strabiliane consiste nel fatto che questo libro rivelato – essi affermano - da un angelo, sarebbe rimasto inalterato nel...

Islam: rispondere se Gesù non é figlio di Dio

Islam: rispondere se Gesù non é figlio di Dio

Obiezione islamica: Gesù non é il figlio di Dio! Troppo spesso i  credenti esitano dal parlare della loro fede con i musulmani perché, se da un lato non hanno una minima preparazione al riguardo, giustamente temono l'irruenza delle loro risposte. Islamecom è proprio...

Teologia politica e il Common Word

Teologia politica e il Common Word

Video tematico - Relatore: John Piper INSULTO AL VANGELO DEL SIGNORE   Francesco Maggio: Partendo dall’antefatto storico del 2007, premi qui:  Un fronte unito ! Occorre essere vigilanti e fermi in un...

Testimonianza: la retta Via… Cristo

Testimonianza: la retta Via… Cristo

LA RETTA VIA Sono iracheno, nato da genitori musulmani, discendente del quarto califfo (cioè, “regnante”) fedele di Maometto. Fin dalla tenera età vissi come un musulmano fedele e seguivo assiduamente...

Quanti Corani originali?…che pasticcio!!

Quanti Corani originali?…che pasticcio!!

Premesse Noi cristiani non ci siamo mai soffermati su alcuni difetti di forma della Bibbia, ma sulla sua sostanza spirituale e dottrinale, anche perché consapevoli del grande lavoro di copia di ognuno dei 66 libri fatto a mano dagli scribi ebrei e da altri amanuensi...

Qual’ è il manoscritto originale?

Qual’ è il manoscritto originale?

Quanti canoni del corano esistono? 30 o 31? Nota: Almeno 31 canoni diversi del Corano in circolazione nel mondo... ..specchio delle mie brame..quale è davvero ‘originale’ ? Esistono in commercio su...

Share This