30 giorni di intercessione

Cristianesimo

INDICE

 

1. Milano 

2. Penetrazione islamica in Italia

3. Giovani Musulmani d’Italia

4. Roma

5. Donne musulmane in Italia 

6. I convertiti perseguitati

7. I rifugiati di origine islamica

8. Centri di accoglienza cristiani

9. I musulmani di seconda e terza generazione

10. Associazionismo islamico

11. META

12. Le chiese

13. Imam e leader spirituali

14. Profughi di Sardegna

15. Legami con il terrorismo nazionale e internazionale

16. La conversione degli italiani all’islam

17. L’Islam in politica e i legami con i vari partiti

18. La lotta all’islam in politica 

19. Lo sfruttamento della prostituzione nigeriana per finanziare il terrorimo islamico

20. Isaia 19 in Italia

21. I Turchi in Italia

22. I Pakistani

23. Gli Albanesi

24. I Magrebini

25. Scuola biblica per gli ex musulmani

26. Le coppie miste

27. La scuola

28. Leader e movimenti cristiani in prima linea

29. Torino

30. Islam e media/ internet/ cultura/ libri

 

Introduzione del libretto di intercessione

La copia di questo libretto di intercessione che hai in mano, concentra informazioni preziose contestualizzate al panorama islamico italiano. L’iniziativa si collega con quella tradizionale internazionale 30 days of prayer, realizzando però stavolta (per la prima volta), un manuale di intercessione focalizzato sulla specificità del nostro territorio. L’utente vi troverà suggerimenti su come pregare in modo efficace per la nostra situazione in Italia, oltre ad alcuni input pratici su come comunicare l’amore di Dio ai nostri vicini musulmani, poiché il Signore vuole che tutti giungano a ravvedimento.

Dal mio punto di vista, raccomando questo modesto libretto di preghiera, concreto ed interattivo, ricco di informazioni concernenti la presenza dell’islam in Italia, con i suoi quasi tre milioni di adepti. Il prezioso libretto vuole consentire all’utenza degli intercessori credenti cristiani di approfondire la comprensione dei soggetti di preghiera, permettendo così di indirizzare le petizioni al nocciolo del bisogno. Consiglio di divulgare questo strumento di intercessione alle proprie cerchie di amici cristiani. E infine, perché no? Mentre preghiamo per i musulmani durante questi prossimi trenta giorni, chiediamo a Dio di fornirci l’opportunità di parlare di Lui, di aprirci il cuore su come rispondere prontamente alle opportunità che Egli ci presenterà con quell’amico o amica musulmana. 

Vogliamo andare oltre le nostre esitazioni, oltre un semplice saluto iniziale, per iniziare a stringere una graduale amicizia e parlare della nostra esperienza di vita con Gesù. Raccomando questo testo sia per i gruppi di preghiera, sia per i pastori interessati a documentarsi che per le intercessioni personali. 

Francesco Maggio (META)

 

Perché intercedere durante i 30 giorni del ramadan  

E’ risaputo che in questo periodo dell’anno, quei musulmani predisposti a cercare sinceramente Dio (poiché il Signore Gesù conosce i loro cuori), faranno esperienze soprannaturali e riceveranno sogni e visioni attraverso i quali, il Signore Gesù si rivelerà direttamente. Il mese del digiuno di ramadan offre molti spunti ai cristiani su come pregare per i loro conoscenti musulmani. Il ramadan offre inoltre ai cristiani una straordinaria opportunità per avviare buone discussioni su temi spirituali, essendo questo un periodo più religioso rispetto al resto dell’anno. E’ cosa acclarata che, durante il mese di ramadan, i musulmani diventano più sensibili e orientati alle cose spirituali. Purtroppo, come è risaputo, essi cercano un dio personalmente inconoscibile come a tastoni, poiché Egli stesso non é definibile e non raffigurabile, mentre, come si può riscontrare nelle pagine della Bibbia, in innumerevoli occasioni vi leggiamo che il vero Dio si è sempre reso conoscibile all’uomo e ai Suoi profeti, finché ultimamente si è fatto conoscere all’ uomo attraverso suo Figlio Cristo Gesù, Signore e Salvatore: “il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose, che sono nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili; siano troni, siano signorie, siano principati, siano potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui; ed egli è avanti ogni cosa, e tutte le cose sussistono in lui. Ed egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, onde in ogni cosa abbia il primato. Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d’esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. E voi, che già eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d’esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili (Col 1:15-22)

30 giorni da investire nelle loro vite

Come nelle feste di Pasqua e Natale i cristiani vedono opportunità eccellenti per raggiungere i musulmani con una varietà di mezzi, idee, iniziative evangelistiche, anche Ramadan e altre ricorrenze religiose islamiche possono fornire un maggior indotto di cuori aperti da raggiungere con l’amore di Cristo.

 

La battaglia del cristiano è spirituale

Proprio come Giosuè e i suoi eserciti si apprestavano per combattere grandi eserciti allo scopo di conquistare la terra promessa, simbolicamente anche noi cristiani abbiamo grossi eserciti spirituali e forze spirituali che ostacolano l’ evangelizzazione del mondo. Tra i più imponenti di questi eserciti spirituali c’è l’Islam.

Dalla Bibbia, è più che acclarato che Gesù ha già vinto il mondo, ma a noi resta operare attraverso la sua divina potenza per vincere le battaglie spirituali che ci stanno davanti. Dalla Bibbia apprendiamo che non è attraverso le nostre forze o abilità strategiche che combattiamo, ma attraverso la preghiera rivolta all’Eterno degli eserciti, proprio come fece Giosuè. E quello rispose:

“No, io sono il capo dell’esercito dell’Eterno; arrivo adesso”. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò, e gli disse: “Che cosa vuol dire il mio signore al suo servo” E il capo dell’esercito dell’Eterno disse a Giosuè: “Lèvati i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo”. E Giosuè fece così. Il Signore Gesù ha la chiave per aprire quello che non può essere chiuso.(Giosué 5:14-15)

 

Frutti in vista 

Negli ultimi anni siamo stati notevolmente incoraggiati assistendo nel mondo islamico ad un vero epocale risveglio per Cristo, destinato a divenire storicamente senza precedenti sin dalla fondazione dell’slam. Nell’ultimo lustro si sono moltiplicate le conversioni di musulmani a Cristo. E siamo soltanto all’inizio. Queste conversioni seguono gli accadimenti legati all’Isis, che nella sua follia distruttrice, ha provocato un vero tsunami di giustificate perplessità fra milioni di musulmani atterriti, e delusi, al punto di fare un’inversione a U. Fra questi anche migliaia di ex-terroristi, hanno accettato il Signore Gesù e sono oggi nostri fratelli in Cristo.

 

L’islam in sintesi

Secondo i musulmani e il Corano, l’islam ha avuto inizio con i primi esseri umani, Adamo ed Eva, che erano destinati a sottomettersi ciecamente ad Allah. Infatti, la parola “islam” significa 

“sottomissione”. I musulmani credono che Abraamo, Mosè, Davide e Gesù fossero tutti profeti già nati musulmani. Molti musulmani credono persino che Adamo costruisse l’originale Beit Allah (la casa di Dio) alla Mecca, cioè l’attuale Kaaba in Arabia, a Mecca. Questo santuario di pietra, coperto da un pesantissimo drappo nero, è esistito da molto tempo: esisteva durante la vita di Maometto, il profeta dell’islam. E’ impossibile capire l’islam senza sapere qualcosa sulla vita di Maometto. Questo uomo è riverito da tutti i musulmani come l’ultimo e maggiore profeta. L’islam considera Maometto “l’uomo ideale”. Certamente Maometto non è considerato divino, né viene adorato, ma è il modello di comportamento per tutti i musulmani. 

Per proteggersi dall’idolatria, i musulmani non permettono raffigurazioni di Maometto. I primi anni di Maometto Maometto nacque nel 570 d.C. alla Mecca, una città dell’Arabia Saudita. Apparteneva al clan degli Hashim che faceva parte della potente tribù dei Quraysh. A quel tempo l’adorazione degli idoli era molto diffusa in Arabia: circa 360 dèi e dee venivano adorati dagli arabi alla Mecca, che era il centro maggiore dell’idolatria nella regione. Gli storici musulmani credono che Maometto, fin da ragazzo, detestava l’idolatria e viveva una vita moralmente pura. Le prime rivelazioni Secondo i musulmani, nel 610 d.C. il 40enne Maometto cominciò a ricevere rivelazioni e istruzioni che, a suo dire, provenivano dall’arcangelo Gabriele (Gibrail in arabo). Queste “rivelazioni” costituiscono la base del Corano. Maometto proclamò che le sue rivelazioni costituivano il messaggio finale e supremo del sommo Dio unico, benché inizialmente Maometto dubitasse persino di essere profeta. 

Mise al bando l’adorazione degli idoli e stabilì, prima a Medina e poi alla Mecca, una società civile e religiosa. Maometto morì di morte naturale nel 632 d.C. a Medina in Arabia Saudita. I rapporti con i giudei e con i cristiani Durante la sua vita, Maometto incontrò molte persone che si definivano cristiani, benché sia spontaneo chiedersi quanti di loro lo fossero davvero. Inoltre imparò molti aspetti dei costumi religiosi giudaici dai vari clan di giudei che vivevano nella regione della Mecca e di Medina. I giudei non accettarono Maometto come profeta, il che provocò un serio conflitto. Nel Corano si trovano molte idee, concezioni e storie cristiane e giudaiche, anche se spesso distorte. 

I musulmani credono…

1. In  un solo Dio, il Creatore di tutte le cose; negli angeli e negli spiriti maligni;

2. Nei profeti (Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Davide, Giona, Gesù, Maometto); che Maometto era l’ultimo e il più grande dei profeti;

3. Nei libri sacri: Torà, Zabur (i Salmi), Injil (il Vangelo) e il Corano; nel giorno del giudizio per tutti gli esseri umani; che la Bibbia sia stata modificata e falsificata dagli ebrei e dai cristiani. 

Gesù disse: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Le mie idee e i miei atteggiamenti verso i musulmani sono in armonia con questo comandamento? 

 

Ciò che i musulmani pensano di Gesù

Gesù fu concepito miracolosamente per opera di Dio nel grembo della vergine Maria.

– Gesù è soltanto un profeta, non è divino, né il Figlio di Dio, né Dio venuto in carne.

– Gesù fu in realtà un buon musulmano e insegnò una forma precedente dell’islam al popolo ebreo.

– Gesù non morì sulla croce, ma fu portato direttamente in cielo. La faccia di Giuda fu trasformata, così fu  lui a morire invece di Gesù e ad essere giudicato da Dio.

– Un giorno Gesù ritornerà, si sposerà, avrà figli e correggerà gli errori che i cristiani hanno predicato su di Lui. Morirà, sarà sepolto a Medina accanto a Maometto e giudicato come tutti gli esseri umani al giudizio finale. 

 

Isa (Gesù) nel Corano

Parlando con i musulmani, potete scoprire di più sulle idee islamiche di Gesù che hanno i musulmani, in realtà una contraffazione coranica di Gesù, Signore e Salvatore. Di solito Gesù è chiamato “Isa” nel Corano. Il libro Gli attribuisce diversi titoli, ruoli e attività. Anche se le seguenti idee del Corano apparentemente sembrino uguali o simili a quelle bibliche, i musulmani non credono mai che Gesù è divino e che Egli ci salva attraverso la Sua morte e risurrezione.

Ecco alcuni esempi della loro forma mentis da tener presente mentre parlate con loro:

Gesù è la Parola di Dio: sura 3:45; 5:46, 110; 57:27.

– Il titolo ascrittogli islamicamente non è associato alla Sua identità divina.

Gesù è il Messia: sura 3:45; 4:171; 5:17, 72, 75

– Il titolo messianico è sinonimo di un secondo nome, pari a Isa. Nulla più.

Gesù è profeta e messaggero di Dio: sura 3:49; 6:85; 19:30; 57:27.

– é un profeta come altri, con l’incarico speciale di legittimare Maometto a suggello di tutti i profeti . Gesù risuscitò i morti e guarì i malati per il “permesso di Allah”: sura 3:49; 5:110.

– Eseguiva miracoli per “il permesso di Allah” Nulla più!

– Gesù è puro e senza peccato: sura 19:19.

– Interessante spunto per gettare un punto d contatto migliore di altri. 

 

I cinque pilastri dell’islam

La religione islamica si manifesta nei cinque “pilastri” principali, cioè cinque pratiche religiose che sono obbligatorie per ogni musulmano adulto:

1. Recitare il credo (shahada) – “Non c’è Dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta”.

2. Compiere la preghiera (salat) – cinque volte al giorno.

3. Dare elemosine (zakat)-sostenere i poveri sia obbligatoriamente che volontariamente.

4. Osservare il digiuno (saum)-specialmente durante il mese “sacro” del ramadan.

5. Fare il pellegrinaggio (hajj) alla Mecca – almeno una volta nella vita.

 

*Cosa dice la Bibbia a proposito dei 5 pilastri dell’Islam?

Nulla!! Però per il periodo del mese di ramadan, tramite la Bibbia otteniamo spunti, per la nostra discussione spirituale con i musulmani. Ad esempio, possiamo introdurre i temi spirituali, iniziando con i cinque pilastri biblici, apparentemente fac-simili dei loro 5 pilastri.                             (M= musulmano/ C= Cristiano

  1. La confessione verbale

M: “Non c’è altro dio che Allah e Maometto è il suo profeta”;.

C: “Ascolta Israele, il Signore nostro Dio è Uno”; (Deut 6:4)

2.   Preghiera

M: Cinque preghiere liturgiche scandite meccanicamente e performanti 

C: Pregate continuamente e spontaneamente dal cuore 

“non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” 1 Tess 5:17

3.  Digiunare (invertire la notte col giorno )

M: Durante il ramadan

C: In qualsiasi momento, spontaneamente          “E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. 17 Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e làvati la faccia, 18 affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”. Matteo 6:16-18

4.   Dare elemosina

M: ricorrenza durante il ramadan

C: Ma siccome voi abbondate in ogni cosa, in fede, in parola, in conoscenza, in ogni zelo e nell’amore che avete per noi, vedete d’abbondare anche in quest’opera di carità. 2 Corinzi 8:7

5.   Pellegrinaggio

M: Viaggio alla Mecca

C: Il pellegrinaggio cristiano      “Diletti, io v’esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dalle carnali concupiscenze, che guerreggiano contro l’anima,1 Pietro 2:11-12; Anche noi, dunque, poiché siam circondati da sì gran nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù”. Ebrei 12:19 

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 INIZIO RAMADAN SLITTATO DI DUE GIORNI ANNUNCIATO DA:
Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma

Martedì

Il Centro Islamico Culturale d’Italia comunica che nella serata di oggi non è stato possibile osservare il novilunio.
Pertanto l’inizio del Sacro Mese di Ramadan 1439h è fissato per giovedì 17 maggio 2018 e non come ci si aspettava il 15/5.

Altro…

Notizia giunta dopo la pubblicazione pdf del manualetto. Pertanto, qui nella versione on line ci è stato possibile adeguare il calendario, posticipandolo di 2 giorni.


1° giorno di preghiera 17 maggio: Per Milano

A Milano vivono circa 100 mila musulmani. Non pregano in moschea perché, ufficialmente, non ce ne sono: l’unica moschea propriamente detta è a Segrate, alle porte della città. Si prega in luoghi riconosciuti come centri culturali o associazioni, due status che, come vedrete qui sotto, viene declinato nelle forme più svariate.

  • Eccone una mappatura, per capire di cosa parliamo quando parliamo di islam a Milano.
  • Comunità sciita Ahl Al-Bait 
  • Dove: via Tolstoj

Chi sono: Sono musulmani sciiti, quindi in larga parte iraniani, ancora molto legati a ciò che succede nella vecchia patria. Il centro non ha un capo, perché dipende direttamente dal Consolato Iraniano. Interessati al dialogo, per la maggior parte sono colti e rigidi nelle loro convizioni.

  • Quale lingua parlano: italiano
  • Casa della cultura islamica 
  • Dove: via Padova 144
  • Chi sono: È un locale ampio, dove si prega e si tengono altre attività: attenti al dialogo interreligioso sin dai primi anni 90, i musulmani della Casa della cultura islamica puntano su educazione (religiosa, ma anche civica) degli immigrati e opere sociali (assistono i poveri, hanno visitato i carcerati finché gli è stato consentito). Il presidente Asfa Mahmoud è stato premiato con l’Ambrogino d’oro nel 2009. 

Quale lingua parlano: arabo gli adulti, italiano slangato i più giovani

  • Confraternita sufi Jerrahi Halveti
  • Dove: piazza san Fedele
  • Chi: Diretto da un tunisino in Italia da più di 40 anni, Muhsin Moluehi, il centro si rifà alla corrente mistica dell’islam, quella sufi. È molto aperto e ben inserito nella realtà milanese.
  • Quale lingua parlano: italiano
  • Centro culturale islamico
  • Dove: viale Jenner
  • Chi: Per un lungo periodo è stato “il principale centro operativo di al Qaeda in Italia” (come l’ha definito il Dipartimento di stato americano in Italia). Era un passaggio obbligato per gli estremisti diretti in Bosnia, poi in Afghanistan e Iraq. Molte figure chiave, dall’imam al bibliotecario , avevano un ruolo nella rete jihadista internazionale. Da anni non è più una base degli jihadisti di Gamaa Islamiyya. Il centro ha una sala per la preghiera, una libreria, una macelleria islamica e una mensa. Tra le realtà milanesi è una delle più importanti e la meno integrata.
  • Quale lingua parlano: arabo
  • Comunità religiosa islamica (Coreis) 10 
  • Dove: via Meda
  • Chi: Professano un islam decisamente moderato, con tendenze sincretiche rispetto al cr istianesimo. Sono per per la maggior parte convertiti e hanno come riferimento il milanese ‘Abd al-Wahid Pallavicini, convertitosi negli anni 50. 
  • Quale lingua parlano: italiano
  • Confraternita murid (musulmani senegalesi)
  • Dove: via Carnevali
  • Chi: I murid sono musulmani senegalesi. Si rifanno ai mistici sufi e, come loro, sono considerati eretici dagli arabi sunniti (gli egiziani, per esempio). Sono stretti da una solidarietà di stampo tribale, amano canti e balli, hanno un’apertura spontanea all’altro.
  • Quale lingua parlano: italiano
  • Alleanza islamica d’Italia
  • Dove: viale Monza
  • Chi: ospita Giovani Musulmani d’Italia (Gmi), Associazione donne musulmane d’Italia (Admi) e il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano (Caim). I Gmi sono la branca giovanile dell’Ucoii, ala dura dell’islam in Italia (il genero del presidente onorario dell’Ucoii, Ammar Bacha, ad esempio, ha lasciato Milano per andare a combattere con gli islamisti in Siria). I giovani, in realtà, sono molto meno ideologizzati della vecchia generazione. Fanno riferimento a Reggio Emilia, centro del Gmi. Il Caim è il coordinamento che riunisce il maggior numero di associazioni islamiche milanesi. I suoi leader hanno saputo tessere buone relazioni con le autorità (religiose e civili) cittadine, da usare come strumento utile per far ottenere maggiori diritti per i fedeli musulmani. 
  • Quale lingua parlano: i ragazzi conoscono l’arabo, ma parlano italiano
  • Centro islamico di Segrate
  • Dove: Segrate
  • Chi: È l’unico centro ad avere una moschea e delle attività rigidamente organizzate. Ha una collana di libri divulgativi sui pilastri dell’islam (Edizioni del Calamo) e un giornale (Il Messaggero dell’Islam) disponibile anche online. Il presidente del centro è Abu Shwaima, medico di origine palestinese, e l’imam è il convertito Abdurrahman Pasquini. Sono due figure storiche dell’Islam a Milano.
  • Quale lingua parlano: italiano
  • Associazione islamica di Milano 
  • Dove: via Padova 366
  • Chi: Uno dei punti di preghiera più importanti a Milano, è in zona Cascina Gobba, nelle vicinanze dell’ospedale San Raffaele. Comunità impegnata nel dialogo con le istituzioni, ben inserita nel contesto milanese.
  • Quale lingua parlano: arabo, italiano
  • Comunità islamica turca Millî Görüş
  • Dove: via Maderna
  • Chi: sono la versione italiana di un’associazione turca, marcatamente nazionalista, tendenzialmente antisemita, che in Germania è stata definita “ostile ai principi democratici”. A Milano i toni sono diversi, l’associazione è guidata da piccoli imprenditori nel business del kebab, curati e efficienti come uomini d’affari. Il sentimento d’identità nazionale turca prevale sull’insegnamento della dottrina islamica. Sono una comunità aperta (hanno aiutato, come volontari, i terremotati dell’Aquila) ma rigida sulla norma (non tengono alcolici nemmeno nei loro negozi). Le donne stanno nettamente separate dagli uomini. Hanno provato a costruire una moschea all’insaputa del comune, che però ha bloccato i lavori. 
  • Quale lingua parlano: italiano. L’arabo non è parlato né insegnato 

(fonte: clicca qui

Il quadrilatero di San Siro 

12mila residenti, di cui 5000 mila stranieri. Nella scuola elementare Lombardo Radice il 90% degli alunni è straniero, quasi tutti arabi, in prevalenza egiziani. Ora la scuola ospita una scuola privata italo-egiziana Nagib Mahfuz dove si studia il doppio programma: italiano ed egiziano. 

  • Preghiamo per: 

1. Presenza evangelica nei quartieri di presidio islamico 

2. Che Milano sia la città di Cristo 

3. Apertura delle comunità islamiche alla cultura cristiana 

4. Che tutto ciò che occulto venga alla luce 

5. Che l’attività di indottrinamento e radicalizzazione sia inefficace

Fonte: clicca qui

2. 18 Maggio – Penetrazione islamica in Italia

L’Islam in Italia è la seconda religione più diffusa dopo il cattolicesimo, principalmente a seguito di immigrazione da paesi a maggioranza musulmana.

Il numero di fedeli musulmani in Italia – per la quasi totalità sunniti – è incerto,

1. I musulmani in Italia sono circa 2,5 milioni, il 4% della popolazione. È una stima, perché non ci sono dati ufficiali sulla confessione religiosa delle persone.

2. La comunità musulmana più numerosa è quella italiana: circa un milione di musulmani in Italia sono cittadini italiani, il 37% dei quali naturalizzati italiani negli ultimi anni.

3. I restanti 1,5 milioni sono musulmani di cittadinanza straniera, provenienti soprattutto da: Marocco, Albania, Bangladesh, Pakistan, Egitto.

4. I musulmani in Italia sono distribuiti soprattutto al nord, in particolare in: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

5. Secondo alcune proiezioni, il numero di musulmani in Italia potrebbe aumentare fino a rappresentare il 6-8% della popolazione e poi stabilizzarsi. Non c’è quindi alcun fondamento all’ipotesi di una “invasione islamica” in Italia.

I musulmani di cittadinanza italiana

Dai dati emerge una prima sorpresa: la comunità musulmana più numerosa è quella italiana, con oltre un milione di presenze, divisa al suo interno nel seguente modo:

Ciocca su dati Istat/Ismu

Il 37% dei musulmani italiani sono naturalizzati, sono cioè diventati italiani attraverso le procedure per ottenere la cittadinanza, quindi per residenza dopo 10 anni, per matrimonio dopo 3 anni, per trasmissione automatica ai figli ed elezione al compimento dei 18 anni.

Si stima che solo nel biennio 2015-2016 circa 160 mila musulmani stranieri sono diventati italiani; tra le prime dieci nazionalità per numero di richieste di cittadinanza accolte dal 2013 al 2015, figurano sette paesi musulmani.  Fonte: Elaborazione su dati Istat

 

Il restante 63% dei musulmani italiani, circa 680 mila persone, comprende i convertiti all’Islam, che l’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) stima in circa 100 mila unità, di cui la maggioranza donne, i figli di questi ultimi e i figli nati in Italia di genitori naturalizzati. Allo stato attuale non ci sono informazioni sufficienti per separare il dato dei figli di convertiti da quello dei figli di naturalizzati.

I musulmani di cittadinanza straniera

I musulmani con cittadinanza straniera residenti in Italia sono stimabili in 1.440.000, il 57% dei musulmani presenti nel nostro paese. Queste le nazionalità più rappresentate.

Fonte: Elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

 

Le prime cinque comunità per numerosità rappresentano i due terzi di tutti i musulmani stranieri residenti in Italia Fonte: elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

Queste comunità hanno caratteristiche ben precise. I loro primi membri sono immigrati in Italia a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, hanno sviluppato una forte presenza sul territorio (con la presenza di centri, associazioni e rappresentanti), e si sono poi allargate con familiari che hanno ottenuto il ricongiungimento familiare, segno evidente di una volontà di stabilirsi in Italia.

Si tratta quindi di un’immigrazione musulmana che è diventata permanente nel tempo, portatrice di bisogni all’interno della società, che da migrazione “economica” (ossia di maschi adulti temporaneamente presenti) è diventata una migrazione di “popolamento”, che si è insediata nel territorio, distribuendosi secondo precise logiche di opportunità economiche.

Se allarghiamo lo sguardo oltre queste cinque comunità, emerge una componente musulmana composta da 2 milioni e mezzo di persone provenienti da 48 nazioni e tre continenti diversi, molto diversificata al suo interno: un Islam multietnico e multinazionale, che non trova quindi un’unica nazione, comunità, o regione geografica a rappresentarlo.

Da questi elementi si comprende che quell’immagine monolitica – a cui contribuiscono anche i media – che spesso gli italiani hanno dei loro vicini musulmani, a cui attribuiscono caratteristiche, comportamenti e modi di pensare e vivere simili, non è reale.

La distribuzione geografica dei musulmani in Italia

A livello territoriale, la maggiore presenza di musulmani si ha in Lombardia, Emila-Romagna, Piemonte e Veneto, che da sole assorbono il 55% di tutti i musulmani in Italia. Discreta la presenza anche in Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, scarsa in tutte le altre regioni. 

Fonte: elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat

La concentrazione della maggior parte dei musulmani residenti in Italia nelle quattro regioni è legata ad un’immigrazione di tipo economico, inseritasi nel corso degli anni nel tessuto socio-produttivo delle industrie e delle piccole medie imprese del Nord. Ci sono poi le singole specificità, come la città di Roma, in cui sono residenti circa 120 mila musulmani, prima città italiana per numero di fedeli islamici, che insieme al comune di Milano (circa 95 mila presenze), rappresenta l’8% di tutti i musulmani in Italia, stranieri e non.

  • Preghiamo:

– Per l’asse Roma-Milano: che sia stretta una forte relazione spirituale di interazione tra queste due città, che promuova la preghiera a livello nazionale

– Per la Chiesa del Nord in particolare: che sia equipaggiata per affrontare la sfida della predicazione del Vangelo ai musulmani

– Che il Sud Italia veda il Nord come terra di missione e propaghi il fuoco evangelistico

  • Che il Sud Italia non venga abbandonato e lasciato allo straniero

 

 

3. 19 Maggio – Preghiera per GMI (Giovani musulmani d’Italia)

GMI (Giovani musulmani d’Italia) è un’associazione giovanile non profit nata nel 2001, che ha sedi a Milano, Torino e  Bologna e altre città italiane, con lo scopo di promuovere attività ricreative e culturali. Si rivolge ai giovani musulmani italiani che vogliono conciliare la fede e la cultura di provenienza con i valori della società italiana in cui vivono. E’ un’organizzazione che condanna gli estremismi e dialoga con le associazioni religiose e umanitarie italiane. 

  • Punti di preghiera 

– Che gli intenti e gli scopi reali di questa associazione vengano alla luce 

– Che questa associazione sia davvero aperta al dialogo con il mondo cristiano 

  • Che i responsabili e i membri dell’associazione siano esposti al Vangelo 

 

4. 20 Maggio – Roma

Il panorama dell’Islam romano, che al suo interno accoglie oltre 120mila immigrati islamici, resta frastagliato e confuso. Nonostante si parli di almeno 100 luoghi di culto islamici, diffusi su tutto il territorio romano, ne sono censiti solo 46. È un’impresa ardua individuare tutti i luoghi di culto islamici presenti a Roma perché queste attività religiose si svolgono in garage, palestre, scantinati, magazzini e capannoni abbandonati, spesso dietro la copertura di associazioni culturali e simili o in luoghi apparentemente privati.

La mappatura dei luoghi di culto islamici presenta da una parte alcuni centri di culto conosciuti che mantengono anche qualche forma di rapporto con gli enti istituzionali, dall’altra parte altre aree (da Tor Pignattara a Magliana, dall’Esquilino a Cecchignola) che sfuggono a qualsiasi controllo, dove proliferano moschee abusive finite più volte al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. A seguito d’infiltrazioni di fondamentalisti è stato stilato dalla stampa un elenco dei luoghi di culto islamici meno moderati che comprende: l’associazione culturale islamica "Al Fatah", "Al Huda"(Municipio, quartiere Centocelle) Masjed e makky;(Municipio, quartiere Prenestino) Al manar (Municipio, TorreAngela), Nur al islam , Istituto culturale islamico di Ostia (Municipio)

Fonte: clicca qui

Qui di seguito un breve elenco di alcune moschee presenti a Roma:

CENTRO ISLAMICO CULTURALE D’ITALIA Viale Della Moschea, 85

MASJID BAYT UL MUKARRAM Via Aristide Leonori, 94 Roma (Roma)

SALAAM PALACE Via Arrigo Cavaglieri, 8 Roma (Roma)

ASSOCIAZIONE CULTURALE ISLAMICA BANGLADESH-ITALIA Via dei Gladioli, 14

MASJEED E-QUBA Via della Maranella, 68 Roma (Roma)

MASJID BAYTUL MAMUR Circonvallazione Appia, 33/B Roma (Roma)

MASJID AL AKSA JAME Via dei Durantini, 98 Roma (Roma)

MOSCHEA ATTAQWA Via Vincenzo Montenovesi, 6 Roma (Roma)

MOSCHEA ADDAWA Via Posidonio, 14 Roma (Roma)

MOSCHEA AL RAHMA Via Padre Agostino Fioravanti, 105 Roma (Roma)

CENTRO ISLAMICO DAR AL SALAM Via Paolo Buzzi, 120 Roma (Roma)

CENTRO CULTURALE ISLAMICO BAITUL HAMD Via dell’Airone, 10 Roma (Roma) 00169

MOSCHEA MOKKI Ascoli Piceno, 52 Roma (Roma)18 

ROME MUSLIM CENTRE Via Ceneda, 33-35 Roma (Roma) 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ISLAMICA VIA BIXIO Via Nino Bixio, 46/A Roma (Roma) 

MASJEED E-ROME Via Gabrio Serbelloni, 25 Roma (Roma) 

ROME MUSLIM FAITH CENTER Via di San Vito, 12/A Roma (Roma) 

PIAZZA VITTORIO MASJID Piazza Vittorio Emanuele II, 12/A Roma (Roma) 

ASSOCIAZIONE CULTURALE AL MADINA Via Val di Lanzo, 147 Roma (Roma) 

VILLA GORDIANI MASJID ABU BAKAR Viale Irpinia 4/6 Roma (Roma) 00176 

CENTRO ISLAMICO  MILLI GORUS   Via Mocenigo, 4 Roma (Roma) 

ISTITUTO CULTURALE ISLAMICO 119, v. Tagaste Roma (Roma) 00121 

CENTRO ISLAMICO Via Dei Frassini, 4 Roma (Roma) 00172 

CENTRO ISLAMICO EL FATH ROMA E LAZIO 76 g, v. della Magliana Roma (Roma) 00100 

CENTRO ISLAMICO AL MANAR 19, v. Giuseppe Cataldo Roma (Roma) 00100 Zona Torre Angela – Casilino 

 

  • Preghiamo: 

– Perché lo Spirito Santo si manifesti in questi luoghi, incontrando personalmente ogni persona 

– Che la Chiesa impatti con maggior forza i quartieri dove la presenza islamica è più forte 

– Che la comunità dei bengalesi sia priorità evangelistica per la chiesa romana 

– Che la Chiesa cattolica non abbia atteggiamenti sincretici con l’islam, divenuti fin troppo noti  attraverso le parole di papa Francesco.

 

5. 21 Maggio – Donne musulmane in Italia

Sono veri e propri fantasmi. Non solo perché l’islam, in alcuni casi, le costringe a indossare il velo integrale. 

Ma perché i padri prima e i mariti dopo le obbligano a stare rinchiuse in casa. Non possono andare a scuola a studiare né cercarsi un lavoro. Stando ai dati ministeriali, succede a sette musulmane su dieci. Un numero drammatico che spiega molto bene le condizioni di segregazione a cui sono sottoposte.

In Italia gli immigrati (regolari) che iscrivono i figli all’anagrafe ma non li mandano a scuola sono il 15%. Una percentuale altissima che si allarga a dismisura se si iniziano a prendere in considerazione i clandestini e gli stranieri che vivono nei centri di accoglienza o nei ricoveri del sistema Sprar in attesa di ottenere il permesso di asilo. “Secondo il rapporto Miur del 2016, incrociato con dati Istat, emerge che nella fascia di età 3-6 anni 55mila piccoli stranieri su 224mila non vanno all’asilo, proprio nell’ età in cui sarebbe indispensabile l’integrazione e l’apprendimento della nostra lingua ben 30mila su 275mila non sono neanche iscritti alle elementari. Con i servizi sociali dei comuni in evidente difficoltà a rintracciarli”. Questo fenomeno riguarda soprattutto le ragazze che, raggiunta l’adolescenza, “spariscono dai radar della società civile” perché “vengono ‘ritirate’ in casa”.

Il report del ministero dell’Istruzione accende un faro sulle famiglie egiziane, pachistane, bengalesi e senegalesi. “Si tratta dei nuclei di stranieri da più anni in Italia, quelli che, vivendo qui da tempo, in teoria dovrebbero aver assimilato i valori e i costumi occidentali”. Ed è proprio in questi nuclei che le ragazze vengono rinchiuse tra le mura domestiche. Le senegalesi che frequentano la scuola dell’obbligo sono solo il 36%, le egiziane il 33%. “Un fenomeno che tocca più o meno tutte le comunità musulmane presenti in Italia – conclude – si va dalle sette su dieci delle marocchine e delle pakistane, alle otto su dieci delle bangladeshi”.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/musulmane-invisibili-italia-70-costretto-stare casa-1445442.html 

L’altra faccia della medaglia è che spesso, le donne musulmane libere ed integrate, sono oggetto di discriminazione ed atti di razzismo, vittime di pregiudizio. 

  • Preghiamo per: 

– Libertà delle donne raggiunta l’età adolescenziale 

– Che tutti i bambini e le bambine possano andare a scuola fin da subito 

– Che le vittime di abusi domestici abbiano il coraggio di denunciare 

  • Che si strutturino delle associazioni capaci di accogliere e sostenere le donne vittime di abuso e i loro figli
  • Che le donne musulmane non siano vittima di razzismo, ma siano amate, accolte ed ascoltate

 

6. 22 Maggio – Preghiera per gli ex musulmani convertiti al cristianesimo

Convertirsi al cristianesimo per un musulmano significa molto di più che cambiare credo religioso. Lasciare l’Islam è un atto molto grave (apostasia) non tollerato nel mondo musulmano che viene punito con persecuzione, percosse, 

isolamento dalla società e può addirittura portare all’uccisione della persona che prende questa decisione. I convertiti al cristianesimo soffrono moltissimo, in quanto, oltre a rischiare la propria vita, perdono famiglia, lavoro e comunità di riferimento. 

  • Punti di preghiera 

– Per la protezione fisica degli ex musulmani convertiti 

– Per la crescita spirituale degli ex musulmani 

– Perché trovino una famiglia e degli affetti sinceri all’interno della Chiesa 

Perché riescano a costruire una vita lavorativa, sociale e familiare in Italia

 

7. 23 Maggio – Preghiera per i rifugiati di origine islamica

Il nostro Paese da alcuni anni è come tutta l’Europa meta di rifugiati provenienti da Paesi in guerra o in difficoltà economiche. 

In Italia il problema maggiore deriva dagli sbarchi che nel 2017 hanno condotto da noi 119.310 migranti. 

Pur essendo il primo paese di arrivo, l’Italia in realtà non è il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati (solo 147.370) . Diversamente da quello che si posso immaginare ,i Paesi in cui i rifugiati si stabiliscono in quantità maggiori 

sono Germania (669.482), Francia (304.546) e Svezia (230.164). I Paesi di provenienza sono soprattutto di matrice islamica come Siria, Iraq, Afganistan, Pakistan Libia e molti altri. 

Punti di preghiera 

– Che i rifugiati possano trovare in Italia una vita dignitosa e non entrino nel mondo della criminalità 

– Che i rifugiati per motivi di guerra e persecuzione ottengano il visto e non siano rimandati indietro dove troverebbero la morte 

Che i rifugiati in Italia trovino non solo salvezza fisica, ma anche salvezza spirituale tramite la fede in Gesù. 

 

8. 24 Maggio – Preghiera per i centri di accoglienza cristiani coinvolti con i rifugiati

In Italia sono numerosi i centri di accoglienza che insieme alle istituzioni italiane si occupano dell’assistenza ai rifugiati. 

La maggioranza è legata ad associazioni religiose, in prima linea quelle cattoliche come la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, ma importante contributo viene anche dalla Chiesa Valdese e da realtà evangeliche come Remar. Il loro intervento consiste nell’offrire ai rifugiati vitto e alloggio; assistenza medico-sanitaria; supporto nelle pratiche burocratiche necessarie per l’ottenimento del permesso di soggiorno, corsi di lingua italiana e altre attività formative per facilitare l’integrazione nella società italiana. Spesso i problemi che queste organizzazione devono affrontare sono la mancanza di personale specializzato, le poche risorse finanziarie a disposizione e il forte divario socio-culturale 

esistente tra i rifugiati e la nostra società. 

  • Punti di preghiera 

– Per la protezione fisica e spirituale degli operatori dei centri accoglienza 

– Per un maggiore collaborazione tra questi centri di accoglienza e la Chiesa 

– Perché si aprano delle opportunità di collaborazione più stretta tra queste associazioni e la società civile 

  • Che gli operatori di queste associazioni siano una testimonianza autentica dell’amore di Cristo 
  • Per saggezza e strategie per i responsabili di queste associazioni 

 

 

9. 25 Maggio – I musulmani di seconda e terza generazione

Nell’ultimo decennio, è cresciuta e sta raggiungendo l’età adulta una nuova generazione di musulmani di origine straniera in Italia. Queste persone stanno affrontando un confronto (talvolta scontro) tra padri e figli sulla diversa visione della religione e del ruolo di questa nella società d’adozione, sulle nuove forme di riappropriazione di rituali, tradizioni e usanze, sulla rivisitazione e rinegoziazione di pratiche e credenze, che riflette una crescente autonomia soggettiva dei più giovani dalla cultura ereditata. La partecipazione a un contesto democratico, l’uso di una lingua differente da quella della propria comunità d’origine, l’immersione totale in luoghi di socializzazione italiana condizionano, infatti, le scelte dei giovani musulmani, contribuendo significativamente a una messa in discussione e, spesso, a una reinterpretazione critica 

dell’appartenenza religiosa. Come ha scritto la ricercatrice Anna Granata, i giovani spesso scelgono «una loro via, cercando compromessi e nuove sintesi, ponendosi domande sulle tradizioni che hanno ereditato, vivendo la fede in un modo personale e autentico e non sull’onda di un’adesione acritica».Si riscontra, insomma, un progressivo distacco da un Islam «etnico» e l’affermazione di una relazione personale con la dimensione religiosa. I giovani musulmani non vedono più l’Islam come una mera riproduzione di pratiche religiose del paese di origine dei genitori in un nuovo contesto. L’appartenenza religiosa delle seconde generazioni si configura piuttosto come uno stile di vita legato a una scelta: scelta che aiuta a comprendere sé stessi e sentirsi parte attiva della società. 

Fonte: clicca qui   

  • Preghiamo: 

– Perché i giovani musulmani incontrino Gesù Cristo e facciano una potente esperienza di conversione 

– Perché il cuore dei figli si volga ai padri e viceversa e ci sia pace piuttosto che conflitto 

– Preghiamo che i giovani abbraccino la libertà e l’integrazione, piuttosto che l’odio e l’estremismo  

 

10. 26 Maggio – Associazionismo islamico

L’Islam in Italia non ha una istituzione unitaria di rappresentanza nei confronti dello Stato, ma possiamo nominare varie associazioni:

– l’UCOII, vicina ai Fratelli Musulmani e guidata da Izzeddin Elzir. L’Ucoii deriva dall’USMI (Unione degli studenti musulmani d’Italia), fondata nel 1971 all’Università di Perugia. E’ sicuramente l’associazione più importante e rappresentativa.

– la Lega musulmana mondiale, di influenza saudita;

– l’Assemblea musulmana d’Italia (AMI), associazione composta da musulmani sunniti e sufi, filo-occidentali e favorevole al dialogo interreligioso, guidata dallo Shaykh Abdul Hadi Palazzi;

– l’Unione dei musulmani d’Italia (UMI), guidata da Adel Smith;

– l’Unione degli albanesi musulmani in Italia “UAMI”, associazione di albanesi musulmani provenienti da Albania, Kosovo e Macedonia;

– l’Associazione della comunità marocchina delle donne in Italia (ACMID-DONNA);

  • Coodinamento Associazioni Islamiche del Lazio (CAIL).
  • Accanto all’”Islam delle moschee”, diversi osservatori segnalano l’esistenza in Italia di un “Islam degli Stati”: paesi quali il Marocco e l’Egitto, che diffidano delle influenze saudite e dei Fratelli Musulmani, si sono organizzati per seguire i propri cittadini all’estero anziché delegarne la rappresentanza a organizzazioni di base a rischio fondamentalista. Tra questi[7]: 
  • il Centro culturale islamico d’Italia (CCII) nato negli anni ‘70 a Roma, con l’appoggio e il coinvolgimento degli ambasciatori di paesi sunniti presso l’Italia o la Santa Sede; al CCII si devono i primi progetti per la moschea di Roma, a partire dal 1974;
  • la Missione culturale dell’Ambasciata del Marocco, che sostiene diverse moschee indipendenti;
  • la moschea di Palermo, installata in una ex chiesa di proprietà del consolato tunisino, e gestita direttamente dal governo della Tunisia;
  • l’Unione islamica in Occidente, sostenuta dalla Libia;
  • l’Istituto culturale islamico (ICI), sostenuto dall’Egitto.
  • Le confessioni islamiche minoritarie hanno associazioni proprie, tra cui: 
  • la Comunità ismailita italiana (sciiti ismailiti);
  • i movimenti missionari (tabligh);
  • le confraternite sufi, tra le quali la Muridiyya che secondo una stima riunisce circa due terzi dei senegalesi residenti in Italia[20];
  • le organizzazioni nazionali o socio-religiose.
  • Giovani Musulmani d’Italia (GMI) – Associazione di promozione giovanile no profit, autonoma e indipendente fondata nel settembre 2001, attuale presidente Nadia Bouzekri. 
  • Preghiamo per: 

Le associazioni e e i vari responsabili, che possano conoscere Gesù 

Che queste associazioni sviluppino una propria identità nazionale e non siano portatrici di obiettivi ed idee estere 

Che ogni fondamentalismo e radicalismo possa trovare sempre meno sostegno, fino a crollare27 

 

11. 27 Maggio

 Meta http://www.metaitalia.org/

META Onlus nasce ufficialmente nel 2001 con l’obiettivo di raggiungere le minoranze etniche in Italia .

Missione META, tramite il fondatore e le squadre da lui formate, opera sul territorio italiano con continue campagne di evangelizzazione tra gli emarginati e gli stranieri, in particolar modo musulmani. Per abilitare la Chiesa a svolgere questo tipo di lavoro, l’associazione promuove anche seminari teorico-pratici e il corso denominato “Islam e la comunicazione evangelistica interculturale”, composto da vari moduli di approfondimento crescente. Negli ultimi anni META ha sviluppato anche diversi progetti nel sociale come corsi di lingua italiana per donne, aiuto compiti e sostegno linguistico per bambini e ragazzi e laboratori di socializzazione e integrazione per donne.

Missione META collabora inoltre a livello internazionale con  varie  missioni sorelle che lavorano nel medesimo ambito, organizzando viaggi missionari, scambi e collaborazioni di vario genere.

  • Preghiamo per:
  • che il Signore continui a dar loro forza, visione, unità e protezione e che provveda a tutti i loro bisogni
  • La leadership, collaboratori e volontari di META
  • Collaborazione con le chiese in Italia: che sempre più congregazioni abbraccino la priorità della predicazione del Vangelo allo straniero e che ci sia una maggiore consapevolezza dell’urgenza del tema
  • Discepoli e operai che si uniscano alla missione per svolgere con sempre maggiore efficacia l’opera del ministero (insegnanti, formatori, evangelisti, intercessori, uomini nei media, volontari per i vari progetti nel sociale)
  • Finanze: che sempre più risorse possano giungere alla missione per promuovere le varie iniziative sociali, evangelistiche, di stampa e diffusione e di formazione, che l’opera intende portare avanti.

 

]12. 28 Maggio – Preghiera per la Chiesa

L’ondata di immigrazioni islamica che ha colpito l’Italia espone tutti noi a un confronto più o meno superficiale con questa realtà. 

Chi a scuola, chi sul posto di lavoro, chi al mercato o sui mezzi pubblici, ciascuno di noi entra in contatto con persone di fede islamica. Anche la Chiesa è di fronte a una grande sfida. Deve scegliere se far vincere la paura e il pregiudizio che la porterebbero a chiudersi in se stessa oppure se cogliere l’opportunità di conoscere un mondo diverso e predicare il Vangelo a un persone che sarebbero difficilmente raggiungibili nel loro Paese di origine. 

 

  • Punti di preghiera 

– Che i pastori e i responsabili siano consapevoli della sfida a cui sono esposti 

– Che la Chiesa si formi e sia preparata dottrinalmente, culturalmente e di cuore al confronto con queste persone 

– Che si organizzi una formazione evangelistica specifica per raggiungere i musulmani 

– Che il nostro cuore sia sensibile alla chiamata evangelistica verso i musulmani 

 

 

13. 29 Maggio – Imam e leader 

Imām letteralmente “guida”, è il capo della comunità islamica. Storicamente è il termine più antico impiegato dai musulmani per designare i primi successori di Muhammad, insieme ad amīr al-mu’minīn (“comandante dei credenti”), titolo di cui si fregia ancor oggi il re del Marocco. In ambito sunnita questo termine è diventato sinonimo di califfo, che ha finito per prevalere nell’uso. Secondo la definizione classica del giurista Abū l-Hasan al-Māwardī (m. 1058) “l’imamato è istituito per supplire alla profezia nella salvaguardia della religione e nella gestione degli affari terreni”. L’imām deve dunque preservare il messaggio religioso rivelato a Muhammad e sovrintendere all’amministrazione della comunità. Tra i compiti che i giuristi sunniti gli assegnano vi sono l’amministrazione della giustizia, la fortificazione dei confini, la conduzione del jihad contro gli oppositori dell’Islam, la raccolta del bottino e la designazione di governatori per le province. In teoria, per assumere legittimamente la funzione di imām occorre essere investiti dalla comunità tramite i suoi rappresentanti, poiché nessuno può vantare un diritto intrinseco all’imamato. Il candidato inoltre non può avere difetti fisici, deve essere giusto, possedere le competenze necessarie all’interpretazione della legge, avere capacità di governo, essere dotato di forza e coraggio per condurre il jihad, nonché appartenere tribù dei Quraysh, dalla quale proveniva anche Muhammad. In realtà molto spesso i giuristi hanno dovuto derogare a uno o più di questi criteri. Per questo i musulmani considerano che dopo l’epoca dei primi quattro califfi, detti “ben guidati”, e con poche altre eccezioni, l’imamato abbia finito per degenerare, trasformandosi in un mero potere monarchico (mulk). Inoltre, a partire dal X secolo il potere effettivo non è stato più esercitato dall’imām, ma da sultani ed emiri (comandanti militari). Anche per questo l’autorità, nel mondo sunnita, finisce per trasferirsi dalla figura del califfo/imām alla comunità nel suo insieme, e in particolare ai detentori del sapere religioso, gli ‘ulamā’. Peraltro, è probabile che i primi imām/califfi avessero prerogative più ampie e religiosamente connotate rispetto alla teorizzazione degli ‘ulamā’, che ragionano sul modello del califfato abbaside (VIII-XIII secolo). In senso più generale, imām è per i sunniti anche chiunque guidi la preghiera. Il termine è inoltre utilizzato come titolo onorifico per alcuni ‘ulamā’ particolarmente autorevoli, per esempio i fondatori delle quattro scuole giuridiche riconosciute. Diversa la situazione tra gli sciiti, per i quali l’imām non è soltanto la guida temporale della comunità, ma detiene anche un carisma religioso, che ne fa l’interprete vivente e infallibile della rivelazione, assumendo spesso una dimensione metafisica (“Imām di luce”). Secondo gli sciiti inoltre l’imamato non viene conferito per nomina, ma è una prerogativa dei discendenti di Muhammad, a partire dal cugino e genero ‘Alī. A sua volta lo sciismo è suddiviso in diverse correnti, ciascuna con una propria catena di imām. Secondo gli sciiti duodecimani (Iran, Iraq, Libano, Bahrein, Arabia Saudita), che rappresentano la corrente maggioritaria, a Muhammad succedono dodici imām. L’ultimo di essi si sarebbe occultato nell’874 d.C. e tornerà alla fine della storia per ristabilire la giustizia. Secondo gli sciiti ismailiti, il settimo imam, da loro identificato in Ismā‘īl Ibn Ja‘far, inaugura un nuovo ciclo profetico che trascende le religioni storiche. Secondo gli zayditi, oggi diffusi soprattutto in Yemen, l’imām non è infallibile e può essere scelto tra qualsiasi discendente di ‘Alī tramite i suoi due figli Hasan o Husayn. 

Sebbene non sia ancora presente un elenco pubblico, aggiornato e definitivo, degli imam presenti sul territorio italiano, desideriamo pregare in particolar modo per due uomini punti di riferimento dell’Islam in Italia: 1) l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, da vari anni guida dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, l’Ucoii, la più forte organizzazione musulmana nel nostro Paese; 2) l’imam milanese Yahya Sergio Yahe Pallavicini, nato in Italia nel 1965, vice presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) e presidente del consiglio ISESCO per l’Educazione e la Cultura in Occidente definito uno dei 500 musulmani più influenti del pianeta, molto aperto al dialogo interreligioso, sia con la comunità cristiana che ebraica. 

  • Preghiamo: 

– Che gli imam in Italia siano illuminati e raggiunti con la luce del Vangelo 

– Che sia ufficializzata una lista degli imam italiani 

  • Che siano scoperti tutti gli imam che inneggiano all’odio 
  • Che gli imam siano messaggeri di pace e non di guerra

 

14. 30 Maggio – Profughi in Sardegna

Nel 2014 c’erano soltanto due centri di accoglienza in tutta l’isola. Nel 2015 i centri di accoglienza erano già diventati sette. Nel 2016 erano già diventati 40. Adesso nel 2018 i centri di accoglienza sono diventati più di 60. Questo indica l’aumento del flusso migratorio nel nostro paese. In alcuni centri la percentuale dei migranti può andare dal 25% al 65% del totale degli ospiti. In gran parte sono musulmani non arabi. Talvolta giungono palestinesi, siriani e iracheni, ma nn restano all’interno dei centri più di tre-quattro settimane. La maggior parte degli ospiti sono provenienti dal Mali, dal Gambia, Niger, Guinea, Sudan, Somalia, Nigeria, con nigeriani in maggioranza. Quest’ultimi provengono da una tribù diffusa in Nigeria che si chiama Yoruba e che sono 50% musulmani e 50% cristiani. I Testimoni di Geova sono alacremente e capillarmente attivi con la loro organizzazione; raramente i credenti hanno uno tiepido slancio ad avvicinarsi ai profughi, quando non addirittura un totale disimpegno.

  • Punti di preghiera 
  • Che i profughi in Sardegna vengano esposti alla predicazione del Vangelo
  • Per uno slancio della Chiesa sarda verso l’aiuto umanitario 
  • Che i pastori e le comunità evangeliche Sarde raggiungano i musulmani nei centri. 
  • Che abbia inizio localmente una sinergia fra chiesa e missioni umanitarie.

 

 

15. 31 Maggio – Legami con il terrorismo nazionale e internazionale

Terrorismo islamico Italia 2017. Il Viminale ha reso i numeri dell’anno appena terminato. Il Ministero dell’Interno ha espulso 105 persone per radicalizzazione e rischio terrorismo, aumentate decisamente rispetto al 2016, quando il dato si era fermato a 66. A rimanere stabile è stato il numero di estremisti arrestati per motivi religiosi: 36 nel 2017, tre in più rispetto all’anno precedente.

Ad aumentare, invece, sono stati i foreign fighters, gli italiani che hanno deciso di combattere tra le file dello Stato islamico. I monitorati sono stati 129 contro 116 del 2016.

Il dato che maggiormente salta agli occhi è quello relativo agli individui e ai veicoli controllati. Il timore diventato concreto a Nizza e Berlino, infatti, ha portato le forze dell’ordine a monitorare 134.929 tra camion e aiuto e 327.769 persone.

Calano i migranti. Nel 2017 ad arrivare nel nostro paese sono stati quasi 120mila clandestini, contro i quasi 180mila del 2016 (-34,24%). Nello specifico, nel mese di dicembre, il calo di è stato ancora più evidente (-73%), anche se mancano ancora i dati per l’ultimo dell’anno.

http://www.progettodreyfus.com/terrorismo-islamico-italia-2017/ 

L’Italia è sempre più la “casa” dei terroristi islamici: da noi ancora non si ha avuto il terrore di un attentato su larga scala, come invece successo praticamente a tutti i Paesi europei e i principali occidentali. Eppure, assieme al buon successo delle nostre forze anti-terrorismo e dei nostri 007, non si può nascondere un altro fatto – tra l’altro già più volte dibattuto su queste pagine -: da noi molti terroristi purtroppo trovano rifugio dopo gli attentati e prima per prepararli. Le indagini di Interpol e nostri servizi segreti smascherano sempre più reti locali, magari anche piccole, che ospitano e radicalizzano soldati dell’Isis da mandare in giro per il mondo per sterminare vittime innocenti. L’ultimo caso a Marsiglia – qui sotto tutte le ultime informazioni – ma è davvero solo l’ultimo di una lunghissima serie in questi due anni: dallo stradista di Berlino a quello del Bataclan a Parigi, sono ben 12 gli jihadisti coinvolti con attacchi terroristici europei che si sono riparati nelle nostre città. Siamo facilmente raggiungibili a livello geografico, ci sono molte comunità islamiche già radicate nel territorio e un sistema di controllo del terrorismo ancora purtroppo non bastevole per fermare ogni minaccia: queste “cause” del fenomeno purtroppo non bastano a capire il livello di rischio che corriamo. in Italia un altro importante motivo del dilagare dei terroristi riguarda il rapporto con le armi e gli strumenti per poter entrare in azione che sempre più spesso vedono lo “zampino” delle organizzazioni criminali e delle Mafie.

Fonte: clicca qui

  • Preghiamo: 

Per il lavoro delle forze dell’ordine, per protezione e ispirazione, per coraggio e sapienza 

– Perché le alleanze internazionali siano spezzate e le comunicazioni interrotte 

– Perché tutte le organizzazioni terroristiche presenti in Italia siano scoperte 

– Perché la Chiesa sia vigile nella preghiera e pronta in tempi di crisi 

– Per protezione da qualsiasi attacco terroristico

 

16. 1 GIUGNO – Preghiera per gli Italiani e l’Islam

Uno degli effetti più recenti della forte laicizzazione della società italiana da un lato e dalla presenza islamica in Italia dall’altra è l’emergere di associazioni e realtà musulmane dedite alla predicazi ne del Corano da un lato e da un’apertura degli italiani all’Islam. Assistiamo spesso ad attività di proselitismo islamico per le strade, nelle scuole e su Internet. 

Sarebbero tra i 50.000 e i 70.000 gli italiani che hanno abbracciato la religione di Maometto. Sono diverse le ragioni di queste conversioni, alcune sono dovute ai matrimoni misti, ma non solo. Alcuni si avvicinano all’Islam perché affascinati dalla radicalità di questa religione o perché delusi da un cristianesimo annacquato e troppo indulgente verso i costumi lascivi della nostra società. Altri trovano nell’Islam una forma di ribellione alla società occidentale, altri infine ci arrivano intellettualmente attraverso gli studi dei testi sacri. 

  • Punti di preghiera 

– Per la protezione spirituale degli Italiani e dell’Italia dalle bugie dell’Islam 

– Per la protezione delle donne italiane dalla seduzione degli uomini musulmani 

– Perché la vera natura del messaggio coranico sia svelato 

– Perché gli italiani trovino nel Vangelo le risposte spirituali che stanno cercando

 

17. 2 Giugno – L’Islam in politica

L’obiettivo a lungo termine per i 2,6 milioni di musulmani presenti in Italia, 1 milione dei quali votanti, è di avere un proprio partito che pesi sulle sorti del governo e possa portare a casa scopi precisi quali l’intesa con lo stato, moschee, 8 per mille, ius soli e politica estera anti Israele. Nel frattempo, però, le realtà più vicine ed aperte a questo tipo di soluzioni sono il M5S e il Partito Democratico. I legami più forti in particolare sono con quest’ultimo. Marco Minniti, ministro dell’interno nel governo Gentiloni, risulta essere tra i principali interlocutori ed è stato autore, assieme alle maggiori istituzioni rappresentative del panorama islamico, del “Patto nazionale per un Islam Italiano”, dove lo Stato richiede fra le altre cose un albo ufficiale per gli imam, la celebrazione del culto in lingua italiana e l’autodichiarazione di tutte le fonti d’origine dei finanziamenti provenienti sia dall’Italia che dall’estero, alle varie associazioni islamiche. Khalid Chaouki, presidente della Grande moschea di Roma, è un ex-deputato Pd. Pietro Bussolati, segretario milanese del Pd, ha potuto fare campagna elettorale in moschea. Il M5S è visto molto bene per le sue posizioni anti-occidentali e anti-sioniste e pro-islamiche. 

 

  • Preghiamo: 

– Contro l’approvazione dello ius soli 

– Che gli esponenti politici del mondo islamico in Italia si convertano a Cristo 

– Che i politici italiani abbiano saggezza per garantire la laicità dello stato e la libertà di culto, ma al tempo stesso proteggere i valori cristiani e le altre libertà 

– Che la Chiesa si unisca, concentrandosi su Cristo e l’opera dello Spirito Santo, per poter avere una voce forte e unica anche in campo politico 

 

18. 3 Giugno– La lotta all’islam in politica

Nella politica italiana abbiamo delle voci di dissenso ben chiare rispetto all’islamizzazione del Paese. Sicuramente il nome più importante è quello di Magdi Cristiano Allam, che si è fatto portavoce della denuncia della cultura estremista islamica, fondando anche il suo proprio partito “Io amo l’Italia”. Citiamo inoltre il PAI, Partito Anti Islamizzazione, guidato da Stefano Cassinelli. La Lega, dal canto suo, fa della lotta all’immigrazione clandestina e anche a quella non sostenibile, un suo cavallo di battaglia. Il dibattito politico è sicuramente aperto e non privo di contrasti. 

  • Preghiamo: 

– Che sia resa giustizia alla verità 

– Per la protezione fisica e spirituale di chi denuncia l’estremismo islamico 

– Che chi parla con audacia, lo faccia anche con amore e saggezza, in modo da essere ascoltato e accolto 

 

19. 4 Giugno – Lo sfruttamento della prostituzione nigeriana per finanziare il terrorismo islamico

In Nigeria corruzione, disparità e sfruttamento sono all’ordine del giorno. Boko Haram, l’organizzazione terroristica affiliata a Daesh (Isis), continua a compiere stragi e il Paese è sull’orlo di una vera e propria crisi umanitaria. Il maggior numero di richieste di asilo politico in Italia proviene da nigeriani, ma l’Europa non li riconosce come rifugiati e spesso li rimpatria.I dati Eurostat mostrano che su 11.340 domande di protezione internazionale da parte di nigeriani, l’Italia ne ha accettate solamente 2.955, mentre sono stati oltre 8.000 i dinieghi. I nigeriani scappano non solo per motivi lavorativi e per fare fortuna: molti fuggono da Boko Haram, dalle rappresaglie dell’esercito governativo, dalla povertà. Sono soprattutto le ragazze a fuggire e diventano le vittime predilette di sfruttatori e jihadisti.Boko Haram notoriamente rapisce gruppi di donne e bambine che utilizza come schiave sessuali, come cuoche e attentatrici suicide. Le donne, infatti, sono più vulnerabili, quando sono psicologicamente succubi. Per una donna è più facile non farsi notare, nascondendo le cariche di esplosivo sotto i lunghi vestiti. Si stima che l’organizzazione jihadista abbia utilizzato il maggior numero di attentatrici suicide nella storia del terrorismo. 

Ma il rischio di essere utilizzate come schiave non si lega soltanto a Boko Haram. Gli operatori umanitari sottolineano che il numero di ragazze nigeriane che arrivano ogni anno in Italia è in costante aumento. La nuova migrazione è connotata da caratteristiche diverse: a partire sono le giovani donne provenienti da aree rurali e povere del Paese, di età compresa fra i 15 e i 24 anni.Sono deboli e invisibili. Sono clandestine, e per questo nascoste. Se una volta i loro viaggi venivano organizzati e le ragazze partivano in aereo per l’Italia, oggi seguono le nuove rotte migratorie nel Mediterraneo. 

Attraversano il Sahara per raggiungere le coste libiche, dove si imbarcano per l’Italia. Spesso non hanno soldi per permettersi il viaggio, il cui costo è di qualche migliaio di dollari, e perciò contraggono debiti con i loro sfruttatori che sono in grado di ripagare solo dopo sei o sette anni. Le prestazioni sessuali che sono costrette a fornire si aggirano attorno ai 20 euro. 

Devono provvedere a vitto e alloggio e portare poi il denaro che hanno “guadagnato” ai loro sfruttatori. Se non ne hanno abbastanza, vengono picchiate. Se, invece, restano incinte, sono costrette ad abortire illegalmente, in terribili condizioni igienico-sanitarie. Una volta sbarcate, le ragazze incontrano diversi operatori umanitari e funzionari di polizia, ma non parlano, per diverse motivazioni. Vengono costantemente controllate dai protettori che ne osservano le abitudini e i guadagni. Questi, inoltre, le selezionano negli stessi centri di accoglienza e negli stessi hotspot. Altre, meno fortunate, sono costrette a prostituirsi già prima di imbarcarsi, in Libia. Siccome non hanno soldi per partire, a molte 38 

viene pagato il viaggio e viene detto loro che potranno ripagare il debito una volta giunte a destinazione. Prima di partire, sono sottoposte a un rito voodoo, il Ju Ju: dovranno obbedire agli ordini e il patto sarà sciolto una volta ripagato il debito. Se questo non accadrà, causeranno sciagure alla propria famiglia. Anche questo legame condiziona la ribellione delle ragazze della tratta. 

Fonte: clicca qui  

  • Preghiamo per: 

– Una legislazione italiana più efficace che protegga queste donne e permetta loro di affrontare, anche in autonomia, i propri sfruttatori 

– Le missioni che operano già in questo settore, che abbiamo maggiore visibilità e sostegno, dalla Chiesa e dallo Stato e che altre se ne possano aggiungere 

  • Che la schiavitù sessuale abbia fine e che il regime di Boko Haram cada!

 

20. 5 Giugno – Isaia 19 in Italia

Facendo una breve ricerca su internet, appare subito evidente che la chiave per la pace tra ebrei e musulmani può solo ed essere l’amore cristiano e l’insegnamento del perdono, promosso da Gesù. La Chiesa ha davanti una grande sfida, un grande campo di missione e un’ottima opportunità per mostrare di essere quella portatrice di pace che è chiamata ad essere. 

La Bibbia profetizza in Isaia 19 che Assiria, Egitto e Israele saranno insieme una benedizione nella terra. 

Anche la Chiesa italiana è chiamata a contribuire e partecipare a questo scopo, pregando e intercedendo per la riconciliazione tra ebrei e arabi. 

  • Preghiamo: 

– Che la Chiesa sia capace di camminare in umiltà davanti ad Ebrei, musulmani e il mondo intero essendo esempio di amore e perdono 

– Che la Chiesa offra piattaforme di dialogo verso le genti che le rappresentano, portando allo stesso tempo la luce di Cristo.

– Che Ebrei e musulmani in Italia possano vivere in pace e non odiarsi reciprocamente 

– Che tutti possano vedere la terra di Isarele come legittimamente appartenente agli Ebrei, come indicato nella Bibbia 

– Che la Chiesa comprenda l’importanza e la priorità della profezia di Isaia 19 e il tempo e le dinamiche storiche in cui ci troviamo 

 

21. 6 Giugno – Preghiera per i turchi

La Turchia è la realtà islamica più vicina geograficamente all’Europa, sono moltissimi i turchi presenti in Europa, tra questi alcuni vivono in Italia e sono spesso associati alla ristorazione (kebab) o alla produzione di tappeti. Diversamente da altri popoli islamici, la Turchia ha, grazie al movimento democratico di Attatürk, una lingua non araba che usa caratteri latini , oltre che una storia di democrazia e di libertà, oggi messa seriamente in pericolo dal processo costante di islamizzazione messo in atto dal dittatore Erdogan. 

  • Punti di preghiera 

– Che i turchi sul suolo italiano conoscano il Vangelo e possano incoraggiare i propri connazionali 

– Che i turchi possano prendere posizione contro la dittatura a favore della democrazia in Turchia 

– Che i turchi dissidenti e democratici possano trovare asilo politico in Italia 

 

22. 7 Giugno – Preghiera per i pakistani

Sono circa 100.000 i pakistani residenti attualmente in Italia, la maggioranza dei quali vive in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Il 60% è di sesso maschile ed è impiegato nell’industria, nei servizi e solo una bassa percentuale nel commercio. 

Si tratta di una comunità poco integrata, se pensiamo che solo il 2%  degli studenti stranieri in Italia sono di origine pakistana. Di questi circa il 41% frequenta solo la scuola primaria, il 24% arriva alla scuola di primo grado. Oltre il 90% de pakistani è musulmani e non sono pochi i casi di radicalizzazione e intolleranza nel Paese, come dimostra la recente storia della giovane cristiana pakistana uccisa dal fidanzato per essersi rifiutata di convertirsi all’Islam. 

  • Punti di preghiera 

– Che i pakistani in Italia entrino in contatto con dei credenti e quindi con il Vangelo 

– Che i pakistani in Italia ricevano rivelazione di Cristo in sogno e visione 

– Che i neo-convertiti possano conquistare altri connazionali alla fede

 

23. 8 Giugno – Preghiera per gli albanesi

Dopo quella romena, è la comunità albanese quella più grande in Italia. Si tratta di una comunità arrivata nel nostro Paese in gran numero con le navi negli anni Novanti dopo la caduta del regime comunista e uno delle comunità che è riuscita a integrarsi meglio. 

Recentemente sono molti gli albanesi che dopo aver studiato in Italia decidono di rientrare nel loro Paese che in questo momento sta vivendo un momento di ottimismo. Da un punto di vista religioso, cristianesimo e Islam con una percentuale di seguaci che si avvicina per entrambi al 40% si contendono il Paese. 

  • Punti di preghiera 

– Che gli albanesi cristiani abbandonino la religiosità e conoscano in modo concreto Gesù Cristo 

– Che gli albanesi musulmani entri in contatto con il Vangelo 

  • Che nascano più chiese albanesi in Italia e aumenti la collaborazione tra chiesa italiana e albanese. 

 

24. 9 Giugno – Preghiera per i magrebini

Con il termine magrebini intendiamo gli abitanti di Algeria, Marocco e Tunisia. La presenza magrebina è rappresentata soprattutto dai marocchini (8,3% degli stranieri in Italia) che dopo i romeni e gli albanesi rappresentano la comunità straniera più grande del nostro Paese. Sono invece pochi i tunisini (1,9%) e gli algerini (0,4%). I magrebini lavorano principalmente nel settore dell’edilizia, del commercio e dei servizi. 

Quella marocchina è una comunità con alto tasso di giovani (il 30% è minorenne, un altro mentre il 24% ha tra i 30 e i 39 anni) e tra le meglio integrate, come dimostrano la presenza di studenti marocchini e di matrimoni misti nel Paese. 

  • Punti di preghiera 

– Che i magrebini in Italia vengano esposti alla predicazione del Vangelo 

– Che le giovani generazioni siano aperte al Vangelo 

– Che i neo-convertiti possano essere testimonianze efficaci con italiani e connazionali 

 

25.10 Giugno – Preghiera per ex musulmani

La conversione di islamici al cristianesimo in Italia ha reso necessaria la creazione di una scuola biblica che si occupa in particolare della formazione dottrinale degli ex musulmani e della loro crescita spirituale. 

E’ nata così la prima scuola biblica in lingua araba con studi e insegnamenti che non solo affrontano le tematiche più importanti del cristianesimo, ma rispondono alle domande specifiche dei convertiti con un background musulmano. 

  • Punti di preghiera 

– Che la scuola biblica abbia sempre le risorse finanziare e umane per portare avanti questo progetto 

– Che sempre più ex musulmani entrino in contatto con la scuola e siano raggiunti da questi insegnamenti in lingua araba 

– Che più scuole bibliche di questo tipo nascano in Italia per raggiungere anche ex musulmani di lingua non araba.

 

26. 11 Giugno – Preghiera per le coppie miste

Sono tanti ultimamente i musulmani che scelgono di sposare delle donne italiane; è difficile stabilire in che misura questi matrimoni nascano da un sincero sentimento da entrambe le parti o siano matrimoni di interesse per l’uomo straniero alla ricerca della cittadinanza italiana. 

In alcuni casi le donne si convertono all’Islam e rinunciano alle libertà della nostra società, in altri casi, quando entrambi i coniugi sono laici, le culture convivono senza particolari conflitti. Il matrimonio resta tuttavia il modo più efficace per entrare nella società italiana ed è quindi strumentalizzabile anche ai fini di un’islamizzazione della società. 

  • Punti di preghiera 

– Che le donne italiane siano consapevoli del rischio che corrono quando sposano un musulmano 

– Che ogni inganno nei confronti di queste donne sia svelato prima che venga contratto un matrimonio 

– Che le proprietà, la vita materiale e spirituale delle donne italiane sia salvaguardata dall’Islam. 

 

27. 12 Giugno – Preghiera per la protezione della scuola e dell’istruzione

Sono 88 le scuole coraniche presenti nel nostro Paese in cui alcuni bambini arabi per 12 anni ricevono insegnamenti in arabo e solo da docenti arabi. In alcuni di questi istituti vengono rafforzati gli ideali radicali dell’Islam in contrapposizione con i valori democratici del nostro Paese. L’Islam viene presentato come l’unica vera religione in netta contrapposizione con che tutte le altre, generando intolleranza e animosità nei confronti delle altre fedi. Spesso e volentieri i testi utilizzati sono stati scritti e pubblicati in Arabia Saudita e per i loro contenuti rendono impossibile ogni forma di integrazione e interazione con la nostra società. 

  • Punti di preghiera 

– Che lo Stato italiano vigili su queste scuole impedendo una radicalizzazione dei giovani 

– Che sempre più famiglie arabe sentano la necessità di mandare i propri figli nelle scuole italiane 

– Che le menti e i cuori delle nuove generazioni arabe siano protette dalla radicalizzazione 

 

28. 13 Giugno -Leader e movimenti cristiani in prima linea

Tra i ministeri impegnati nell’evangelizzazione ai musulmani possiamo ricordare: 

  • Missione META Onlus: con il suo staff, libri di approfondimento, seminari e scuole pratiche sull’evangelizzazione verso gli islamici
  • Ministering to muslims: missionari delle assemblee di Dio Usa, si occupano anche loro specificatamente della predicazione del Vangelo ai musulmani in Italia ed Europa 

Aiuti umanitari :

ACP: azione per i cristiani perseguitati e per i bisognosi 

Porte aperte: ministero attivo in tutti i Paesi dove i Cristiani sono perseguitati, con l’obiettivo di diffondere la Bibbia 

  • Preghiamo per: 

– Protezione fisica e spirituale 

– Porte aperte soprannaturali e incontri divini con le persone giuste 

– Segni, miracoli e prodigi che accompagnino la predicazione del Vangelo 

– Sapienza, guida e strategia per compiere le “buone opere precedentemente preparate” 

 

29. 14 Giugno – Attività Torino

Nella città di Torino si è a conoscenza di una iniziativa di evangelizzazione indirizzata agli stranieri di lingua araba da vari anni. Questa è sorta 7 anni fa grazie al servizio di un fratello Egiziano, credente evangelico, con sua moglie e dai loro collaboratori, membri zelanti di varie chiese evangeliche torinesi e dalla provincia. Tutt’ora i coniugi curano i rapporti con diverse persone contattate al mercato oppure nelle visite evangelistiche in carcere. I contatti sono soprattutto con persone di provenienza nord africana.  Le evangelizzazioni sono a cadenza mensile e si svolgono presso il mercato di Porta Palazzo, situato nel quartiere più multietnico di Torino ed abitato quasi interamente da stranieri. Durante le evangelizzazioni viene allestito un gazebo e distribuita letteratura in molte differenti lingue; sopra il gazebo compare l’insegna “Dio è amore” scritta in Italiano e arabo. I collaboratori percorrono il mercato cercando di dialogare con le persone. Il Sabato mattina è il giorno di maggior affluenza di persone di ogni estrazione culturale e l’evangelizzazione, realizzata regolarmente il primo sabato del mese è seguita sempre da un culto in lingua araba il giorno dopo, dove partecipano in media una trentina di persone, in buona parte stranieri e credenti di lingua araba.

Dati demografici

Attualmente le persone con cittadinanza non Italiana a Torino sono così distribuite: Romania 40%, Marocco 13%, Perù 7%, Cina 6%, Albania 4%, Moldavia 4%, Nigeria 3%, Egitto 3% ed infine un 20% rappresentato da un insieme eterogeneo di minoranze etniche. 

Radicalizzazione

Non ci sono segni evidenti di radicalizzazione, o perlomeno non sono rilevabili.

  • Punti di preghiera

Che Il Signore guidi e chiami più operai a prepararsi per poter permeare la società Torinese, tanto piena di multiculturalità, e che essa possa dirigere il proprio sguardo verso l’unico Salvatore, Gesù Cristo; preghiamo per l’efficacia degli interventi, in modo che non abbiano come asse di discussione la cultura araba, ma la differenza radicale che l’opera di Cristo fa negli uomini. L’opera del corpo di Cristo a Torino può e deve contrastare l’avanzamento dell’Islam con una testimonianza che dia al Signore Gesù il primo posto, per trasformare la vita di tutti coloro che vivono nelle tenebre.

 

30.15 Giugno – L’Islam nei media

L’attenzione dei media al fenomeno islamico ha subito un’escalation dalla guerra in Iraq prima e dall’11 settembre dopo. Quello che televisione e giornali in generale fanno è generalizzare sul tema, quando in realtà esistono varie correnti e vari tipi di islam. Questa religione e questo insieme di culture viene percepito ancora fin troppo distante e non viene in alcun modo spiegato o approfondito, ma vengono trattati solo quegli argomenti che “fanno notizia”, quasi sempre in modo negativo. 

Un altro fatto caratteristico della relazione tra Islam e media è stata la strategia mediatica usata dall’Isis nel tentativo di stabilire lo stato islamico. La ripetuta pubblicazione sui social media di video autocelebrativi della cultura della morte, piuttosto che degli slogan della guerra, usando vari profili, reali e non, per 

l’indottrinamento delle masse e il reclutamento dei cosiddetti foreign fighters è stata la novità strategica introdotta. 

  • Preghiamo per: 

1- La presenza sui social media di contenuti cristiani di valore 

2- L’attività dell’intelligence nel blocco di tali sistemi di propaganda 

3- Che i media aiutino a trasmettere informazioni vere e cultura piuttosto che disinformazione, paura e pregiudizio 

4- Che ci siano conversioni nel mondo dei media 

https://www.facebook.com/casadipreghieramilano/

Missione META http://www.metaitalia.org/

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